Trapizzino raddoppia a Milano. Secondo locale sui Navigli, per non cedere alle difficoltà

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A pochi mesi dalla sesta apertura romana, il Trapizzino di Stefano Callegari e Paul Pansera scommette nuovamente su Milano, con un piccolo locale to go, sui Navigli. L’ultimo anno è stato difficile, ma ha portato anche nuove energie. Ne parliamo con Paul Pansera.



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L’ultimo anno di Trapizzino

10 marzo 2021: Trapizzino raddoppia a Milano. Sono passati tre anni dalla prima incursione di Stefano Callegari e Paul Pansera in città: era il 2018, e per festeggiare i dieci anni di attività dall’esordio in quella che all’epoca nasceva come bottega di quartiere, nel rione Testaccio di Roma, i due soci si regalavano la prima avventura al Nord, portando la tasca di pizza “ripiena” di romanità in via Marghera. Da allora sono arrivate nuove aperture, a Torino, Firenze, Trieste, mentre continua dritto per la sua strada il franchising di New York (che presto, dopo lo stop dovuto alla pandemia, riaprirà le porte al pubblico). L’ultima, nuovamente a Roma, con il sesto negozio in città, lo scorso autunno, in piazzale delle Province: un segnale importante per resistere e garantire il posto di lavoro a tutti i ragazzi di un gruppo che presto conterà oltre cento dipendenti, pur continuando a lavorare sul valore dell’artigianalità. Il momento è difficile per tutti, anche se un prodotto come il Trapizzino ha trovato negli anni un mercato molto fertile nel consumo take away e delivery. Aprire un nuovo locale, però, resta una sfida ambiziosa e coraggiosa. Figurarsi due.

Trapizzini delivery sui Navigli

Trapizzino a Milano. Sui Navigli

Dopo Roma, quindi, ecco il secondo locale a Milano, un piccolo spazio al civico 2 di Ripa di Porta Ticinese, zona Navigli, pensato principalmente per asporto e delivery, e dunque pronto sin dal primo giorno a entrare in attività, nonostante la zona arancione. “In questo momento è necessario essere positivi, altrimenti si rischia di appiattirsi” racconta Paul Pansera a proposito dell’ennesima sfida “C’è anche una buona dose di follia, che non ci ha mai abbandonato: non abbiamo fondi di investimento alle spalle, la nostra filosofia è sempre stata quella di continuare a investire nell’attività, quasi fosse una missione il desiderio di far mangiare a tutti i nostri trapizzini. Quindi abbiamo spento il televisore, perché la preoccupazione è ancora viva, e ci siamo rimboccati le maniche”. Questo non significa ignorare la pandemia: “Noi, la primavera scorsa, all’inizio abbiamo chiuso tutto, ci siamo fermati. Volevamo essere certi di poter lavorare in sicurezza, per i nostri ragazzi e per i clienti. Quando abbiamo ripreso l’abbiamo fatto con tanta voglia di guardare avanti: a Milano cercavamo un altro posto da un po’, il periodo si è rivelato buono per rilevare locali a un prezzo sostenibile. Lo spazio sui Navigli ospitava una pizzeria, che ha chiuso negli ultimi mesi: 50 metri quadri in tutto, sarà un Trapizzino to go”.

Il menu di Trapizzino con insegne alla parete

Trapizzino Milano. Il menu

Ormai rodato il menu: 5 i gusti classici –  Pollo alla Cacciatora, Polpetta al Sugo, Parmigiana di Melanzane, Lingua in Salsa Verde e Doppia Panna (stracciatella di burrata con alici) –  cui si aggiungono 3 speciali del giorno, che variano a rotazione alternando ricette della tradizione romana e italiana, dalla coda alla vaccinara al polpo al sugo. Poi i fritti: supplì d’ordinanza, crocchette e l’ultimo nato Lino, il tortellino fritto creato in collaborazione con Retropasta, il pastificio romano artigianale di Retrobottega. E dessert, compreso il Trapizzino dolce al triplo cioccolato.

Trapizzino con pollo alla cacciatora

Milano ama il Trapizzino

Quindi Milano, in questi anni, ha accolto positivamente un’invenzione tanto intrisa di romanità? “A Milano si sono rivelati molto curiosi, senza pregiudizi: entrano, provano, ritornano. A Roma spesso ci confrontiamo con il cliente di turno che sa tutto lui, conosce le ricette, cucina meglio degli altri, obietta su tutto. E poi c’è un aspetto divertente: a Milano, come a New York, spesso ci dicono che il Trapizzino costa troppo poco per essere buono. Noi siamo certi del nostro prodotto, continuiamo a seguire con cura tutte le preparazioni nonostante i numeri che facciamo (nel 2020 è stata superata la quota 1 milione di trapizzini venduti, ndr), non ci sono inganni. Ma vogliamo che il prezzo resti accessibile!”. Con la nuova apertura milanese, il gruppo arriverà a comprendere 120 dipendenti: “L’ultimo anno ci ha portato a ripensare turni e a ridurre gli orari. Ma tutti hanno continuato a lavorare”. E il 2021 di Trapizzino a Milano potrebbe non finire qui: “Ci piacerebbe avere in città anche uno spazio più confortevole, un format per tutte le ore, dove servire il vino per l’aperitivo, come già facciamo a Torino e in piazza Trilussa, a Roma. Cercheremo il locale giusto”. Nel frattempo, l’inaugurazione imminente sarà benedetta da “San Trapizzino”: “Abbiamo fatto stampare delle magliette con il nostro santo protettore. Ci aiuterà in questa follia!”.

Trapizzino – Milano – Ripa di Porta Ticinese, 2 – dalle 12 alle 22 per asporto e delivery – 0291570928 – www.trapizzino.it

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