Sì agli insetti da mangiare: arriva il via libera dell’Efsa

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Presto potremo mangiare vermi gialli: le larve del Tenebrio molitor, conosciuto come tarma della farina, o tenebrione mugnaio. L’Efsa ha appena dato il primo via libera al consumo umano, facendole rientrare ufficialmente nei lista dei novel food. Si tratta formalmente, cioè, del primo ok alla commercializzazione, dopo un’attenta procedura di valutazione, che ha seguito l’iter dettato dalla stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare, che nel 2018 ha sdoganato l’utilizzo alimentare degli insetti riservandosi però di valutare caso per caso (e quindi anche specie per specie).

PERCHÉ SI POSSONO MANGIARE
I Tenebrio molitor sono stati i primi ad essere stati sottoposti ad esame (su richiesta di un’azienda francese), e i primi insetti per i quali l’Efsa ha dato dunque un parere completo. Le conclusioni, come si legge nel rapporto, sono che «non ci sono problemi di sicurezza», che hanno «un alto contenuto proteico», «che il consumo non è svantaggioso dal punto di vista nutrizionale». Unico limite riguarda i soggetti allergici: «il gruppo di esperti scientifici ritiene che il consumo di questo NF (novel food, ndr) può indurre sensibilizzazione primaria e reazioni allergiche alle proteine ​​dei vermi della farina gialli e può causare reazioni allergiche in soggetti con allergia ai crostacei e agli acari della polvere».

Prima che però le larve gialle di queste tarme arrivino sugli scaffali del supermercato serviranno almeno sette mesi: la decisione dovrà passare al vaglio della Commissione Europea che dovrà ufficialmente autorizzarne il consumo decidendo concretamente anche per quali prodotti potrebbero essere utilizzate, poi dei singoli stati membri dell’Unione, che dovranno dare l’ok per metterli sul mercato.

MA NOI, VOGLIAMO MANGIARLI?
Da tempo il dibattito sull’uso alimentare degli insetti è aperto. In diversi Paesi, specie asiatici, il loro utilizzo è diffuso, già diverse aziende si sono lanciate nella produzione di cibi che li utilizzano come ingrediente primario, e proprio per il loro alto contenuto proteico (oltre che per la facilità e il basso di costo di produzione) la Fao li considera una delle possibili soluzioni alla fame del mondo. Resta però da calcolare un fattore che l’Efsa stessa, nelle sue conclusioni, considera fondamentale: il «fattore disgusto». Insomma, chi sarà disposto a mangiarli? Stando a un’analisi Coldiretti/Ixe’, il 54% degli italiani considera gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale e non porterebbe mai a tavola la larva gialla della farina, e appena il 16% è favorevole (poi c’è un 24% di indifferenti e un altro 6% che non risponde).

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