Semi di Tuscia: le piante officinali e la Comunità Rurale Diffusa

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Idrolati ed essenze, infusi ed erbe aromatiche, extravergine e composte di frutta: ecco cosa produce questa piccola e giovane azienda del Lazio.

Quella di Stella e Lorenzo non è una storia di tradizione familiare, passaggio generazionale e tradizioni tramandate. Il pezzo di terra che curano con passione presso lo splendido borgo di Marta, in provincia di Viterbo, non lo hanno ereditato, se lo sono scelto con attenzione dopo tanti giri per il Centro Italia, spinti solo dalla voglia di costruire insieme un futuro diverso, fatto di gesti semplici ma quanto mai importanti. È però la storia di una famiglia, la loro: due innamorati con il pallino per la campagna e il cibo autentico, che insieme hanno deciso di dare una svolta alle loro vite: si incontrano del 2014 e 4 anni dopo, nel 2018, formalizzano la società agricola, progetto che inizia a concretizzarsi nel 2019 con l’affitto dei terreni.

Stella e Lorenzo

Semi di Tuscia, l’azienda agricola del Lazio

Nasce così Semi di Tuscia, per idea di un ex fisico sperimentale e una professionista del fundraising no-profit, prima compagni di vita e poi anche soci, con più di 5 ettari di terreno che comprendono ulivi, piante aromatiche e officinali e alberi da frutto. “Gli ulivi erano semi-abbandonati dai precedenti proprietari”, raccontano, “così li abbiamo recuperati e oggi produciamo olio extravergine di oliva appoggiandoci a un frantoio della zona”. L’obiettivo è quello di salvare altre piante, oltre a mettere su una coltivazione di piccoli frutti rossi e specializzarsi nella trasformazione dei prodotti.

La Comunità Rurale Diffusa

Ma l’azienda offre già un’ampia selezione di specialità, grazie alla collaborazione con altre attività del territorio, fulcro dell’intero progetto: “Il motivo che più ci ha spinti a trasferirci nella Tuscia è stata la fitta rete di colleghi del settore agricolo impegnati nella tutela dell’ambiente e la promozione del territorio”. Si chiama Comunità Rurale Diffusa ed è un nucleo di addetti ai lavori che copre una vasta zona che va da Orvieto a Bagnoregio, abbracciando borghi e località, una comunità fatta di tante realtà che portano avanti le loro attività singolarmente ma sapendo di poter contare sul supporto degli altri (ne avevamo parlato anche in occasione de Le Selvatiche, altra azienda assai valida della Tuscia focalizzata sulle erbe spontanee). “Prima di fermarci qui abbiamo girato per diverse campagne del Centro Italia, ma il concetto di collaborazione è ciò che ci ha convinti a restare”.

olio extravergine Semi di Tuscia

La collaborazione con le aziende del territorio

Oltre a valorizzare insieme i prodotti locali, i professionisti della rete organizzano dei mercati mensili dove vendere le loro specialità, e mettono a disposizione le proprie conoscenze per i colleghi: “Per distillare la lavanda, per esempio, siamo andati da un’amica che ha un’azienda agricola a Sorano, con laboratorio di distillazione. Cerchiamo di fare tutto nei paesini limitrofi”. Gli idrolati – acque di erbe – sono infatti tra i prodotti di punta di Semi di Tuscia, che realizza anche oli essenziali, tutto a partire dalle piante coltivate in biologico, “seguiamo i principi dell’agroecologia, lavoriamo in maniera rispettosa dell’ambiente e cerchiamo di restituire alla terra tutti i nutrienti necessari”.

prodotti semi di Tuscia

I prodotti di Semi di Tuscia

Presenti poi erbe essiccate e sali aromatizzati, ma anche composte di frutta caratterizzate dal gusto e profumo delle piante officinali, “che sono il nostro cavallo di battaglia”, come quella di susine e lavanda oppure fichi e timo. C’è l’extravergine, “quasi tutto caninese” e tante erbe aromatiche: rosmarino, mentuccia, origano, timo, alloro… Con i fiori di camomilla, poi, si preparano degli infusi confezionati in barattoli di vetro con etichette dalla grafica semplice, essenziale, ma curata nel dettaglio. I prodotti possono essere acquistati sul sito e presso il punto vendita, “ma a breve vorremmo entrare anche in alcuni negozi di Roma, oltre che su siti di delivery di qualità come Zolle o i Gas, i gruppi d’acquisto solidali”. Altre idee in cantiere? “Riuscire a offrire un’ospitalità turistica finalizzata a far conoscere i principi dell’agroecologia e le nostre coltivazioni”.

semidituscia.it

a cura di Michela Becchi

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