Riso, confetti e torta nuziale: i rituali del matrimonio legati al cibo

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In Moldavia niente riso, ma frumento, in Giappone invece ci si promette amore eterno a suon di brindisi (di sakè). Ecco le tradizioni matrimoniali che prevedono l’uso del cibo, in Italia e nel mondo.

Il giorno del lieto evento è finalmente arrivato, la tensione è alta ma finalmente, dopo la cerimonia, si aprono le danze. A tavola, naturalmente, fra sontuosi banchetti e aperitivi, anche se oggi molti sposi scelgono di optare per una cena più minimal e sobria (per la gioia degli invitati e anche dell’ambiente). C’è anche chi decide di stupire gli ospiti con un originale pic nic sul prato o con proposte moderne e più snelle, qualcuno azzarda anche dei food truck…qualunque sia la scelta, ci sono alcuni elementi comuni a tutti. Il riso, per esempio, o i confetti, per non parlare della torta nuziale. Ma come nascono queste tradizioni?

I rituali del matrimonio legati al cibo

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Il lancio del riso (ma prima del grano)

Simbolo di abbondanza e prosperità, il riso è da sempre legato al giorno delle nozze, in particolare nei Paesi orientali, dove rappresenta uno degli alimenti più importanti. La leggenda della nascita del riso, infatti, viene proprio dalla Cina: il Genio Buono, impietosito dalla carestia, lanciò i suoi denti in un campo e chiese ai contadini di prendersene cura. Gli agricoltori irrigarono il terreno e nacque così la pianta del riso, che permise di sfamare la popolazione. L’usanza di lanciarlo agli sposi, però, era presente già nell’Antica Roma, dove venivano usati dei semi misti, solitamente grano e avena, in segno di prosperità. Durante il Medioevo, poi, con l’aumento del prezzo del grano, questo venne sostituito con il più economico riso.

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I confetti: le bomboniere italiane

Da sempre sinonimo di buon auspicio, sembra che a creare i confetti sia stato un medico di origine araba, che ricoprì le pillole più amare con uno strato di zucchero per renderle gradevoli ai bambini. Un’altra teoria, invece, ritiene che siano stati i farmacisti di corte del Cinquecento, a seguito della scoperta delle Indie e l’inizio delle prime importazioni di zucchero, a cominciare a rivestire le mandorle, creando delle praline confettate. In qualsiasi caso, i confetti sono immancabili ai matrimoni, protagonisti delle bomboniere ma spesso anche serviti a fine pasto prima dei dolci, per una “confettata” colorata. In origine, in realtà, erano gli invitati a portarli in dono agli sposi, tradizione che ben presto cambiò, invertendo i ruoli. L’Italia è la patria di questo prodotto, tanto che in Umbria è nato anche un sommelier di confetti artigianali, mentre in Abruzzo, a Sulmona, continua la lunga tradizione della famiglia Pelino, che serve anche i royal wedding!

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La torta nuziale per gli antichi greci e romani

Più lunga e affascinante è la storia della torta nuziale, tradizionalmente composta da più strati e rivestita di glassa bianca, oggi preparata in molte più versioni, dalle moderne decorazioni in cake design alle naked cake dal look essenziale. A prescindere dal gusto, il taglio della torta è uno dei momenti cruciali del lieto evento, catturato da fotografie iconiche e seguito generalmente da un buffet di dolci e frutta. Ma come nasce questa tradizione? Tutto ha inizio nell’Antica Grecia, dove rappresentava un augurio di fecondità ed era preparata semplicemente con farina, miele e semi di sesamo, ingrediente prezioso per la cultura ellenica e fra i simboli del matrimonio. Anche nell’Antica Roma si mangiavano dolci, ancora una volta impastati con il miele, insieme a frutta e frumento, che tradizionalmente venivano sbriciolati sulla testa della sposa in segno di abbondanza. Sembra che il rito del lancio del grano, sostituito poi dal riso, nacque anche in seguito a questa usanza delle briciole.

Dal Medioevo alla Regina Vittoria: la nascita della glassa

La torta inizia a crescere in altezza durante il Medioevo, quando venivano assemblati dolcetti e biscotti portati dagli invitati al banchetto: più era alta la composizione, più era elevato il numero di persone vicine agli sposi. Dal Seicento, nei Paesi anglosassoni si diffuse la bride’s pie, la crostata della sposa spesso fatta con ingredienti salati (perlopiù frattaglie), che nascondeva un anello all’interno: la fortunata che avesse trovato il gioiello sarebbe stata la prossima a convolare a nozze. Bisogna attendere altri due secoli perché la torta nuziale inizi ad assumere un aspetto simile a quello contemporaneo, con la copertura bianca pensata per ricordare il candore e la purezza della sposa, ma anche il benessere delle famiglie: lo zucchero, infatti, era molto costoso al tempo, per cui una torta glassata significava che i genitori potevano permettersi grandi spese. Ancora oggi, la ghiaccia reale (royal icing in inglese) si chiama così proprio per via della torta di matrimonio, in particolare quella della Regina Vittoria, larga quasi tre metri e pesante ben 140 chili!

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Le tradizioni negli altri Paesi

La torta nuziale accomuna tutti, ma lo stesso non si può dire per gli altri due elementi tipici del matrimonio italiano. Il riso, per esempio: in Moldavia preferiscono usare il frumento mentre in Grecia non si lancia nulla, ma si regala una zolletta di zucchero. Quando una coppia si fidanza ufficialmente, viene infilata una zolletta come simbolo di dolcezza in un guanto, che li accompagnerà nel corso della loro vita matrimoniale. Tornando alla torta nuziale, in Colombia non si attende la fine del pranzo, anzi: è la prima portata. Viene posta al centro della pista da ballo e sarà la prima pietanza a essere consumata, prima di dare via al banchetto (e alle danze). Quanto alle bevande, invece, in Giappone è il sakè a dominare la scena, sorseggiato durante lo scambio delle promesse: si usano tre tazze di dimensioni diverse, da cui gli sposi dovranno bere alternandosi, a cominciare dall’uomo. Un brindisi ad alta gradazione ben prima del pranzo!

a cura di Michela Becchi

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