Riapre il ristorante della Ferrari: la cucina è di Massimo Bottura

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Massimo Bottura, da sempre appassionato di auto veloci
Una delle sale interne del nuovo Cavallino a Maranello
Lo stile è quella di una trattoria italiana moderna
Alle pareti non mancano foto e memorabilia Ferrari
Lo gnocco fritto non manca, ma con rivisitazione botturiana
Il giardino, altro plus del ristorante della Ferrari
Il giallo Ferrari è un altro elemento di arredo
Un nuovo piatto, firmato Bottura: Cotechino alla Rossini

Il Cavallino nero è quello rampante che tutto il mondo identifica con la Casa automobilistica fondata da Enzo Ferrari. Ma è anche il nome del ristorante a Maranello, di fronte allo storico stabilimento di via Abetone Inferiore, che ha rinnovato gli spazi dove lo stesso patron, sin dagli anni 50, riceveva a pranzo i collaboratori, i clienti e gli amici più stretti, nella sala privata. Lì amava guardare il Gran Premio della domenica e parlava di tutto, tra filetti e tagliatelle. Interessato da un restyling profondo, affidato all’architetto franco-iraniano India Mahdavi, ora il locale del Cavallino incrocia la strada di un altro ambasciatore dell’Emilia nel mondo, Massimo Bottura che si era interessato al tema dai tempi in cui lo scomparso Sergio Marchionne e John Elkann pensavano a come rilanciarlo. Le porte al pubblico si apriranno il 15 giugno.

La trattoria italiana, moderna

A Maranello, India Mahdavi, che è designer e scenografa, ha immaginato di valorizzare lo stile di vita italiano a partire dall’identità storica del luogo, una vecchia casa colonica della Pianura Padana che ora si annuncia – oltre il cancello col Cavallino nero – con la sua nuova facciata rossa. All’interno, tra le sale e il giardino, l’architetto ha riletto gli stilemi della tradizionale trattoria italiana, fondendoli con l’immaginario del mondo Ferrari. Il risultato è un ambiente dalle linee pulite, giocoso quanto basta, audace in certi dettagli. In tavola, invece, arriveranno piatti che omaggiano la famiglia Ferrari, come l’idea – in fase di studio – che ricorda i maccheroncini in salsa rosa che Lina Lardi, moglie di Enzo, era solita preparare per i pranzi della domenica in famiglia. Le sale, per quanto riviste, sono costellate di cimeli di ogni tipo, praticamente una collezione di memorabilia all’interno di un ristorante.

La sfida di Bottura

Massimo Bottura arriva a Maranello per fare ciò che gli riesce meglio: esaltare le proprie origini, la modenesità che lo lega alla scuderia e la grande cucina italiana; però col guizzo creativo che è benzina (mai come in questo caso) del suo lavoro incessante di interpretazione della realtà, del territorio e di chi lo vive. Il nuovo Cavallino accoglierà gli ospiti con la freschezza di uno spazio moderno, dando loro al contempo l’opportunità di respirare le atmosfere che hanno caratterizzato quasi 75 anni di Ferrari sin qui. E l’obiettivo del team dell’Osteria Francescana è quello di rendere questo processo coerente con la storia del brand e piacevole per chi si siede a tavola. Lo chef tristellato e la sua squadra si confrontano con un grande marchio del made in Italy, dopo la fortunata collaborazione con Gucci, che procede spedita tra l’Italia e il mondo, terzo ristorante del gruppo dopo Firenze e Los Angeles.

Forapani e Diaz

A tavola ci saranno i capisaldi della cucina italiana e emiliana in prima fila: il filetto alla Rossini ispira un Cotechino alla Rossini, con tartufo e salsa all’amarena di Modena; lo gnocco fritto, accompagnato da salumi, è un must del territorio, qui alleggerito grazie alla tecnica dello chef; il bollito misto è cotto a bassa temperatura, mentre i tortellini sono prodotti nel laboratorio del Tortellante cotti in brodo di cappone e serviti con l’iconica crema di parmigiano di Bottura. A guidare la cucina di Maranello sarà Riccardo Forapani, da 13 anni in squadra alla Francescana. In sala, il colombiano Luis Diaz con grandi esperienze stellate. «Guardiamo al passato con enorme rispetto per una storia come quella della Ferrari. È una cucina profondamente tradizionale. Ma critica, senza essere mai nostalgica. Proietteremo il meglio del passato nel futuro. E la gente verrà a Maranello, come sempre, e scoprirà tutte le eccellenze culinarie di questa terra meravigliosa», sottolinea Bottura.

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