Marisa Maffeo tra cucina, Inter e… “Ho fatto ricredere chi pensava avessi solo una bella faccia”

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Alimentazione

L’INTERVISTA

Finalista della nona edizione di Masterchef, la cuoca campana si racconta tra esperienze passate e speranze per il futuro: “Il sogno è una casetta immersa nella natura con il mio orto, dove cucinare per pochi coperti”

A cura di Anna Cecconello

Un’infermiera campana trapiantata a Parma, con un passato da modella e un grande sogno: la cucina. Il pubblico ha conosciuto così Marisa Maffeo, finalista della nona edizione di Masterchef. Classe ‘85, bionda, occhi azzurri e una grande determinazione: “Il pregiudizio sul mio aspetto fisico all’inizio mi dava fastidio, poi ho capito che fa parte del gioco. Ho dimostrato nella pratica di saper fare il mio e non essere solo una ‘bella faccia’”.

A un anno dalla fine di Masterchef, cosa fai?

“Tante opportunità sono sfumate perché il programma è terminato proprio con l’inizio del lockdown. Appena è stato possibile ho iniziato a lavorare come chef a domicilio e ora collaboro con alcune aziende sempre cucinando e sponsorizzando i loro prodotti”.

Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

“A livello personale una grande crescita, mi ha fatto credere di più in me stessa. È una situazione che ti prova molto, non siamo professionisti. Masterchef mi ha insegnato a escogitare un piano B, è stato molto stimolante: spesso riuscivo a fare un piatto migliore con gli ingredienti più ‘difficili’, che magari non avevo mai usato prima, rispetto a quelli più conosciuti”.

Da dove nasce l’ispirazione per i tuoi piatti? Si vede che c’è una ricerca stilistica e cromatica dietro. 

“Penso e osservo molto, anche su web e social. Mi informo e concentro su un ingrediente singolo e poi da questo inizio il procedimento del piatto, non cerco mai delle ricette.  Mi ispiro quindi agli ingredienti e ai colori che mi sembrano star bene.”

La pasta è uno dei tuoi cavalli di battaglia, ne consigli una per la stagione?

“Sicuramente ora starei sul green! Quindi direi una pasta con fave o asparagi”.

Hai accantonato del tutto quindi le tue precedenti professioni di infermiera e modella?

“Sì, la carriera da infermiera è finita appena prima di iniziare Masterchef, quella di modella anche. Non ha molto senso pensare di proseguire con altro, la cucina mi prende 24 ore al giorno. Anche se sui social non sono sempre attivissima, sono sempre impegnata a creare qualcosa!”

Si diceva durante il programma che c’era un contrasto tra la Marisa timida in tv e quella naturale negli scatti dei servizi da modella.

“Li ho sempre considerati due concetti completamente diversi: davanti alla fotocamera per me era più facile, mi sentivo molto a mio agio nei set. Ma fuori da quel contesto sono come si è visto in tv, ho bisogno di tempo per sciogliermi: è più difficile arrivare alle persone quando devi parlare e dimostrare quello che sai fare”.

Come ti tieni in forma?

“Allora devo essere sincera: non sono molto costante (ride). Facevo sedute e preparazioni atletiche con un personal trainer poi ho smesso. Adesso se c’è bel tempo mi dedico a un’ora e mezza di passeggiata veloce, o mi alleno a casa con gli attrezzi”.

Magari segui qualche sport però.

Ora seguo il calcio! Sono “costretta” a tifare Inter, quest’anno ho ricevuto tutte le magliette!”.

Mentre quanto curi la tua alimentazione? Avendo anche fatto la modella…

Sono molto attenta, diciamo che non mangio sempre tutto quello che si vede sui social, anche per un discorso di intolleranze. Però sono stata fortunata, anche quando facevo la modella non ho mai avuto il bisogno di fare particolari diete: fino ai 30 anni potevo veramente mangiare quello che volevo. Poi l’insorgere delle intolleranze ha cambiato le mie abitudini”.

Obiettivi per il futuro? Aprire un ristorante tutto tuo?

“Ho appena pubblicato il mio sito internet e vedo che sta avendo un buon riscontro.  Inoltre, sto programmando una formazione nei ristoranti. Il sogno nel cassetto è una casetta in campagna, dove poter coltivare un orto e cucinare con pochi coperti. Un posto intimo immerso nella natura. Al momento non penso a un mio ristorante, ma in futuro perché no?”.

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