L’esempio della Svezia sulla lotta agli sprechi di cibo

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Quello dello spreco alimentare è un problema globale, con conseguenze significative sia a livello di impatto ambientale sia a livello economico, sociale e di sicurezza alimentare. La Fao studia l’andamento degli sprechi di cibo nel mondo, evidenziando che ogni anno circa un terzo degli alimenti prodotti finisce nella spazzatura. Sebbene in alcuni paesi, tra cui l’Italia, si sia registrato un recente miglioramento nelle abitudini dei consumatori, la strada da fare è ancora tanta. Una delle migliori best practice da cui poter prendere esempio è quello della Svezia. Da anni, infatti, il governo svedese si impegna attivamente su questo fronte, con programmi e obiettivi ben precisi che riguardano tanto il food waste quanto il riciclo in generale nonché altri ambiti legati alla sostenibilità e al benessere del pianeta. Il buon esempio della Svezia arriva poi anche da altre iniziative lodevoli tra cui applicazioni mobile e piattaforme per il food sharing o per la consegna a domicilio di meal kit ecologici.

 

La strategia della Svezia per arginare gli sprechi alimentari

Il governo svedese ha fissato come obiettivo quello della riduzione del 20% di perdite e sprechi e alimentari, da raggiungere nell’arco di tempo che va dal 2020 al 2030. Il piano d’azione, sviluppato nel 2017 dall’Agenzia nazionale svedese per l’alimentazione, il Consiglio svedese dell’agricoltura e l’Agenzia svedese per la protezione dell’ambiente e chiamato More to do more, intende limitare lo spreco lungo tutte le fasi della filiera agroalimentare. Con questo complesso e ambizioso programma si sta infatti lavorando all’ottimizzazione di tutti i passaggi della filiera, partendo dalle aziende agricole, passando per supermercati e in generale per la distribuzione alimentare fino ad arrivare ai consumatori e al relativo spreco domestico. Tra le azioni e le misure già intraprese ci sono campagne di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza e la motivazione dei consumatori, ad esempio nell’attenzione alle scadenze dei cibi, nel riutilizzo o riciclo degli avanzi e nell’importanza del consumo di frutta e verdura locale, fresca e di stagione. In generale, sta crescendo sempre di più il dibattito pubblico, il senso di responsabilità, l’educazione antispreco nelle scuole, nelle industrie o nel settore ristorazione. Non mancano, poi, tante interessanti iniziative sparse nel territorio tra cui l’apertura di negozi “packaging free”, in cui i clienti sono invitati a portare recipienti di casa e a calcolare con attenzione le quantità di cibo da acquistare. Da segnalare, infine, i tantissimi ristoranti svedesi che appartengono alla categoria “Waste”, ovvero quelli che oltre a proporre un menu sano, stagionale, biologico e sostenibile, garantiscono di minimizzare gli sprechi alimentari e di impiegare scarti quali bucce o gambi di frutta e verdura all’interno dei propri piatti.

La tecnologia al servizio del movimento “zero sprechi”

Da qualche anno la Svezia ha lanciato con successo il servizio tedesco di meal kit delivery chiamato Hello Fresh, con il quale ogni settimana è possibile ricevere a casa, direttamente da fornitori locali, kit personalizzati di ingredienti, con tanto di ricette incluse. Diverse sono poi le app svedesi che consentono ai consumatori di acquistare a prezzo scontato i prodotti avanzati o in scadenza di ristoranti, caffè o negozi alimentari. La più famosa è Karma, ideata a Stoccolma nel 2015 dall’omonima start up, approdata poi in oltre 200 città e addirittura elogiata nel 2019 dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’obiettivo di Karma, che vanta oltre un milione di utenti e più di 300 esercizi commerciali e ristoranti, è quella di dare vita alla prima generazione “zero food waste” e di consentire di poter ricevere comodamente a casa piatti avanzati e scontati di ristoranti gourmet o cibi e prodotti alimentari di ogni tipi provenienti da caffetterie e negozi di alimentari.

L’innovativo progetto della Svezia per dare il via a una svolta rivoluzionaria delle abitudini alimentari, per sprecare meno cibo possibile e per sostenere il movimento per la lotta alla sostenibilità ambientale, sta già portando i suoi frutti. Non resta che sperare che questa best practice sia d’ispirazione anche per altri governi del mondo e che sempre più paesi, Italia compresa, decidano di impegnarsi in modo altrettanto costruttivo e lungimirante sul fronte della lotta agli sprechi di cibo.

 

Foto: sprechi di cibo svezia_700_Copyright Jack Gavigan 2009.jpg.
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