Leonardo Di Caprio investe nella carne sintetica per combattere la crisi climatica

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Leonardo Di Caprio si è più volte reso protagonista di importanti iniziative in favore dell’ambiente. Stavolta intende contribuire a cambiare il sistema alimentare globale con l’obiettivo di combattere la crisi climatica. Come? Investendo nella carne coltivata o carne sintetica.

È ormai noto a tutti il pesante impatto ambientale degli allevamenti intensivi di carne e, già in molti, sono convinti che nel futuro dovremmo ricorrere sempre più spesso a carne sintetica, un alimento prodotto in laboratorio. Di questo parere è anche Bill Gates che ha parlato del futuro della carne coltivata in un’intervista di qualche mese fa. Leggi anche: Carne sintetica: i Paesi ricchi dovrebbero mangiarla al 100%? E a che punto siamo davvero?

Ora Leonardo Di Caprio ha deciso di appoggiare economicamente, ma ovviamente anche con la sua immagine, il lavoro delle aziende Aleph Farms e Mosa Meat, investendo di fatto nella carne coltivata con l’obiettivo di rimodellare il sistema alimentare globale e contrastare i cambiamenti climatici.

Nel 2013, è stata proprio Mosa Meat ad introdurre il primo hamburger al mondo a base di carne coltivata, seguita poi da Aleph Farms che ha lanciato la prima bistecca e la prima costata coltivate ​​al mondo (nel 2018 e nel 2021).

Ora queste aziende hanno annunciato di avere dalla loro parte un investitore d’eccezione come Di Caprio che in merito alla sua scelta ha dichiarato:

Uno dei modi più efficaci per combattere la crisi climatica è rimodellare radicalmente il nostro sistema alimentare globale. Mosa Meat ha aperto la strada a un modo più pulito e gentile di produrre vera carne di manzo con il primo hamburger di manzo coltivato al mondo nel 2013. Sono onorato di unirmi a loro come consulente e investitore mentre ora si preparano a portare sul mercato carne bovina coltivata per tutti coloro che bramano il cambiamento.

Considerando le previsioni della Fao che stimano, entro il 2050, un aumento del consumo di carne tra il 40% e il 70%, la variante coltivata in laboratorio offre la possibilità di limitare gli impatti negativi della produzione industriale di carne bovina, senza richiedere cambiamenti comportamentali a livello di consumo.

Un cambiamento nelle abitudini alimentari, infatti, sia pur auspicabile, sembra essere più complicato, come ha confermato anche il più grande sondaggio sui cambiamenti climatici mai condotto. Questo infatti ha mostrato come, anche le persone più attente all’ambiente, sembra non abbiano molta intenzione di rinunciare alla carne. (Leggi anche: Siamo disposti a tutto per salvare il Pianeta, ma non a rinunciare alla carne…)

La carne coltivata, dunque, potrebbe essere una soluzione. Questo alimento viene coltivato infatti in laboratorio a partire da cellule animali, grazie ad una tecnologia che produce carne identica a quella convenzionale a livello cellulare ma senza dover allevare o macellare animali. Un bel vantaggio anche sul fronte del benessere animale.

Ma quali sono i vantaggi sul piano ambientale? Come segnala Mosa Meat:

Un recente studio indipendente sull’analisi del ciclo di vita mostra che la produzione di carne bovina coltivata dovrebbe ridurre l’impatto climatico del 92%, l’inquinamento atmosferico del 93%, utilizzare il 95% in meno di terra e il 78% in meno di acqua rispetto alla produzione industriale di carne bovina.  

L’investimento di Di Caprio non è stato reso noto ma si sa invece che l’attore e attivista ambientale farà anche da consulente per entrambe le società. Si prevede, dunque, una buona spinta per questa alternativa più sostenibile alla carne che deve però  ancora superare non poche sfide, prima fra tutte quella dei costi.

Fonte: Mosa Meat

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