Latte di pecora: le cose da sapere

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Latte di pecora: le cose da sapere

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Il latte più antico ora torna alla ribalta, non solo per produrre ottimi formaggi ma anche da bere. Ecco perché assaggiarlo

Quello del latte è un mondo, e ora sta tornando alla ribalta uno dei più antichi. Si tratta del latte di pecora, il primo prodotto dai primi allevamenti della storia, 10mila anni fa (gli ovini  – insieme alle capre – infatti, furono i primi animali addomesticati in Mesopotania). La sua produzione negli ultimi 50 anni è più che raddoppiata, e si prevede un ulteriore aumento del 26% entro il 2030. Il motivo? Resta perfetto per produrre formaggi, e in più ora si sta anche riscoprendo come bevanda.

Girau, brand del gruppo sardo Arborea, ha appena lanciato nuovi prodotti a base di latte di pecora: oltre allo yogurt, formaggio fresco e pecorino, c’è latte parzialmente scremato. Un latte dal gusto particolare, ma «probabilmente più delicato di quanto si possa immaginare. Inoltre risulta particolarmente cremoso al palato», spiega Carla Favaro, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dottore di Ricerca in Nutrizione Sperimentale e Clinica, che ha effettuato uno studio approfondito sul latte di pecora

«Questa cremosità è legata al modo in cui i nostri sensi percepiscono la maggiore viscosità del latte di pecora rispetto a quello vaccino, che deriva dalla maggiore presenza di sostanze solide, ovvero proteine, minerali e lipidi», prosegue la dottoressa Favaro che, nella gallery sopra, ci guida alla scoperta di questo latte spiegando perché provarlo, quali nutrienti contiene, per chi può rivelarsi prezioso, quanto berne e molto altro ancora. Sfogliate la gallery

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