Il retail prende nuove direzioni, diverse tra loro con un’unica meta: il cliente

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Chiederci quale sarà il futuro dei negozi è una domanda lecita ma dissipiamo i dubbi: il negozio, inteso come spazio fisico del commercio non sparirà, ma prenderà nuove forme. In fondo è nel Dna del retail quello di evolversi, di ampliare gli spazi o di ridurli; solitamente lo fa lentamente, ma ci sono i momenti in cui il bisogno di cambiare si fa impellente, e questo è uno di questi.

La pandemia ha rappresentato una cesura importante, ha fissato un prima e un dopo, come nessuna delle crisi del passato aveva fatto in un lasso di tempo così breve. L’omnicanalità, oggi, è una realtà, perché offre un’opportunità per ripensare gli spazi più ampi, da tempo in sofferenza, concedendo aree all’eCommerce sotto forma di dark store e di locker. Inoltre, se prima vedevamo timide strizzatine d’occhio al mondo dei social -dai negozi instagrammabili ai prodotti esposti in base ai loro like su Facebook- il negozio oggi importa anche dell’altro dal mondo web diventando, volendo, un teatro per le televendite via web, mettendo in mostra le abilità di vendor dei propri commessi, un plus da non sottovalutare.

Inoltre, la spinta della ristorazione in-store, già partita prima della pandemia, ha subito una forte battuta d’arresto durante i vari lockdown, ma adesso vive una nuova primavera, quale sottolineatura del ruolo sociale del negozio, un vantaggio innegabile rispetto allo shopping online. Si possono già osservare formule nuove, che riportano il cliente verso i banchi serviti per trarne aiuto, dalla scelta del pesce da cucinare in pescheria che viene trasformato in pronto da mangiare in gastronomia, dai banchi ortofrutta serviti che trasformano frutta e verdura in succhi, frullati o piatti di quarta, quinta gamma.

Cambiano anche i percorsi, che restituiscono la libertà al cliente di gestire la propria spesa e il proprio tempo in base alle proprie necessità, con l’obiettivo di garantire alla spesa ripetitiva efficienza e a quella esperienziale emozione. Infine, l’ascesa dei discount porta qualche sana riflessione, non solo sulla concentrazione di prezzi e promozioni, ma su una maggiore razionalità dell’offerta, frutto di una selezione coerente con il posizionamento meno caotica del passato. Il cliente ne sarà felice.

(Editoriale, Gdoweek 16, 22 ottobre 2021)

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