Il Bio diventa legge: ecco cosa dice il nuovo DDL n.988

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Ci sono voluti ben 15 anni di attesa, ma finalmente l’agognato traguardo sta per essere raggiunto: il Senato ha approvato – con 195 voti a favore, uno contrario e un astenuto – il disegno di legge sull’agricoltura biologica. Adesso il testo torna alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva.

Vantaggi economici e ambientali, ma non solo

Il disegno di legge n. 988Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” prelude a una legge che rappresenterà un sostegno fondamentale per l’agricoltura bio nostrana nella transizione agro-ecologica resa necessaria dal Green Deal Ue e dalle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030. Il comparto in questione ha un peso non indifferente nel panorama italiano e lo confermano i numeri: un comparto che ha un gran peso nel panorama agricolo italiano 2 milioni di ettari coltivati, oltre 80.000 operatori, un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro. Adesso appare davvero vicino il riconoscimento ufficiale del ruolo da protagonista che il nostro Paese riveste a livello internazionale e sempre più concreta la possibilità di ampliare gli orizzonti e crescere, con conseguente beneficio dell’economia ma anche dell’ambiente. Si aprono inoltre strategiche opportunità per la valorizzazione del territorio rurale e per la creazione di nuovi posti di lavoro anche per le donne e i più giovani, che dimostrano un crescente interesse per il settore. Ed è pure un bel traguardo per chi predilige il cibo sano e genuino.

I contenuti del Ddl

Ma quali sono i contenuti del Ddl n. 988? Facciamo una panoramica. Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è riconosciuto come autorità nazionale di indirizzo e coordinamento, ma al contempo si definiscono i compiti delle Regioni e delle Province. Cosa molto importante, si istituiscono il marchio del bio made in Italy e il Tavolo tecnico per la produzione biologica. E ancora, la legge prevede il Piano d’azione nazionale con cadenza triennale, i cui principali obiettivi sono il supporto alle imprese agricole nella conversione al biologico, il sostegno alle forme associative e contrattuali finalizzate al rafforzamento della filiera produttiva e una corretta informazione rivolta ai cittadini per favorire l’aumento della domanda dei vari prodotti. Previsti anche il Piano nazionale per le sementi biologiche e la creazione del Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, nonché una serie di misure per incentivare la ricerca tecnologica.

L’importanza dei distretti biologici

L’articolo 13 del Ddl, lungo e articolato, riguarda i distretti biologici. Un argomento chiave, questo, che va molto oltre la produzione e l’indispensabile integrazione con le altre attività economiche presenti nelle singole aree. Nei distretti biologici bisogna anche puntare sulla tutela ambientale (per esempio gli enti locali hanno la facoltà di vietare l’utilizzo di diserbanti per la pulizia delle strade e delle aree pubbliche) e c’è la possibilità di fare rete, coinvolgendo agricoltori, ristoratori, pescatori, cittadini che si occupano di tutt’altro, istituti di ricerca, associazioni. Non ci sono limiti, anzi. E insieme si agirà per valorizzare e promuovere il bio. L’Italia si prepara a una svolta.

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