I 100 vini da scoprire: la nuova selezione mondiale di Robert Parker Wine Advocat

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Da oltre quarant’anni è la croce e delizia dei produttori di vino di tutto il mondo. the wine advocate di robert parker è iniziato come una newsletter Appassionati e operatori del settore attendono con trepidazione i voti che lui e suoi editor assegnano alle migliori bottiglie prodotte in ogni angolo del pianeta. Robert Parker ha iniziato a pubblicare la sua newsletter sul vino nell’agosto del 1978: su The Wine Advocate cominciò ad assegnare i voti seguendo una scala da 50 a 100. Da lì a poco la newsletter, pubblicata inizialmente a cadenza bimestrale, diventò la Bibbia per chi viveva nel mondo del vino. Comprensibilmente si capisce come apparire nelle zone alte della classifica, ovvero ricevere una votazione al di sopra dei 90 punti, significava far parte di un’élite mondiale. Avere un vino nella fascia più alta diventò un fiore all’occhiello di ogni produttore, con naturali ripercussioni sulle quotazioni economiche delle bottiglie al vertice della classifica. E così è stato, e presumibilmente sarà, per molti anni ancora.

Le 100 scoperte più significative del 2020

In questo 2020 così particolare però, ecco una novità: gli editor del sito, oltre alla consueta produzione di circa trentamila recensioni di vini all’anno hanno ricevuto la missione di selezionare le 100 scoperte più significative tra i vini giudicati nei dodici mesi precedenti. La discriminante però non è il voto ricevuto dal vino in questione, la mera valutazione numerica dunque, ma l’aver soddisfatto uno o più criteri fra quelli selezionati da Robert Parker e il suo staff: l’essere stato prodotto utilizzando metodi ecologicamente sensibili, l’attitudine a trarre benefici da un invecchiamento aggiuntivo, derivare da vitigni meno conosciuti o meno usati in una determinata regione o, infine, essere prodotto con tecniche o coscienza sociale contemporanea, in vigna, in cantina o in confezionamento.

Le persone oltre al vino

I vini che appartengono a questa lista, che non è dunque una classifica, sono quelli che hanno incuriosito i dieci editor che hanno scelto di portarli alla ribalta con le loro storie uniche. Dietro a ognuno di questi vini c’è una storia famigliare e un territorio unico e irripetibile. Si premiano gli uomini e le donne che con il loro lavoro e la scelta di seguire le tradizioni, trasmettono emozioni e cultura. L’obiettivo di questa selezione è quello di portare alla ribalta anche aziende che magari non hanno avuto la fortuna di piazzare un vino oltre quota 90 punti Robert Parker ma che lavorano quotidianamente con passione e capacità. Storie che catturano l’attenzione di tutti coloro che si avvicinano da semplici clienti (magari non esperti appassionati e smaliziati) ai produttori, visitando una cantina o acquistando in enoteca.

I vini italiani in lista

Tra i tanti vini italiani che hanno attirato l’attenzione di Monica Larner, editor di Wine Advocate responsabile del sito per il nostro Paese, sono 12 quelli che hanno conquistato un posto nella prima Top 100 Wine Discoveries. Quattro sono i vini provenienti dal Nord Italia, tre quelli dal Centro e cinque quelli prodotti nel Sud:

  • Alto Adige Valle Isarco Köfererhof Kerner 2018
  • Arnaldo Rivera Barolo Undicicomuni 2016
  • Vigne Marina Coppi Colli Tortonesi Timorasso Fausto 2016
  • G.D. Vajra Langhe Nebbiolo Claré J.C. 2019
  • Toscana Duemani G. Punto 2018
  • Toscana Castello dei Rampolla Liù 2018
  • Petrolo Val d’Arno di Sopra Bòggina C 2018
  • Tenute Capaldo Greco di Tufo Goleto 2017
  • Roccamonfina I Cacciagalli Phos 2017
  • Terre Siciliane Tenuta di Castellaro Nero Ossidiana 2016
  • Tenute Bosco Etna Rosso Pre-phylloxera Vico 2016
  • Tasca d’Almerita Etna Rosso Contrada Sciaranuova V.V. 2016

Territori vocati alla coltivazione e alla produzione di vino, produttori discendenti da grandi famiglie che seguono la tradizione e piccoli coltivatori che hanno cominciato questa avventura magari 15 anni fa, inseguendo un sogno che si avvera. Tra i riconoscimenti spicca quello alla cooperativa Arnaldo Rivera, che produce un Barolo con uve provenienti dai 300 soci che conferiscono i raccolti prodotti, come sottolinea il nome, negli 11 comuni del territorio. Ma tutti i produttori presenti questa lista hanno le loro peculiarità che rendono i loro vini unici e irripetibili. Degni, per l’appunto, di un posto tra i Top 100 di Wine Advocate.

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