I 10 trucchi che devi conoscere per fare un ottimo caffè a casa

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Svita la macchinetta, getta la posa, sciacqua il tutto, carica il serbatoio, carica il filtro e aspetta che il liquido bruno ti restituisca la vita. È un po’ questa la cronaca di tutti i primi caffè della nostra giornata, bevanda di cui forse non indoviniamo nemmeno odori e sapori. Magari sono anni che sbagliamo tutto e non lo sappiamo. In nostro aiuto accorrono i 14 esperti intervistati da Insider che ci danno qualche dritta per un perfetto caffè fatto in casa. Se non il primo, almeno il secondo facciamolo bene.

  1. Pulisci la caffettiera. O la macchina per il caffè filtro. O il tubo per Aero Press. Non importa quale sia lo strumento utilizzato: è essenziale che sia pulito regolarmente. Per far bene questo lavoro, vanno usati acqua calda, panno umido per pulire le superfici interne ed esterne e, all’occorrenza, anche vecchi spazzolini da denti da usare per spazzolare bene il filtro e stanare ogni minimo granello di caffè stantio. Per una pulizia più approfondita ma saltuaria, metti dell’aceto nella caldaia della moka o della macchina per il caffè filtro e farlo sostare per una notte. Questo metodo è perfetto per rimuovere tutti i residui di calcare.
  2. Sperimenta. Un buon caffè è anche una questione di metodo. Per accorgerci del sapore della bevanda e delle sue variazioni sul tema, potrebbe rendersi necessario cambiare metodo di estrazione. Oltre la moka c’è di più: French Press, AeroPress, Chemex, V60. C’è l’imbarazzo della scelta: qui abbiamo messo qualche suggerimento, ma come suggerisce Selina Viguera, café leader di Blue Bottle Coffee’s Abbot Kinney location online ci sono moltissimi profili Instagram da spulciare (tra gli altri: Andrej Godina, Andrea Cremone, Federico Pezzetta e la new entry Felice Soldano) e tanti tutorial da guardare.
  3. Compra i chicchi freschi. Viguera suggerisce: “Per fare un caffè migliore, comprate del caffè migliore“. Meglio se in chicchi interi, il modo migliore per ottenere una miscela fresca e dai sapori vibranti rispetto alle polveri preconfezionate.
  4. Non aspettare troppo tempo. Se non riesci a rinunciare alla polvere o non possiedi lo strumento adatto per macinare i chicchi di caffè alla giusta granulometria, assicurati di consumare polveri ottenute da chicchi tostati entro e non oltre le due settimane. “Il caffè è un prodotto naturale, ottenuto dai semi di un frutto, e anche se non si “rovina” mai, perde un sacco di sapore se sosta a lungo in un barattolo“, spiega Josh Zad, fondatore e direttore creativo della catena di caffetterie Alfred. Per mantenere la freschezza del caffè, la conservazione è importantissima: meglio tenere la miscela lontano da luce, calore, umidità e dal freezer.
  5. Compra un buon macina caffè. Comprati dei buoni chicchi, perché sprecarli con una pessima macinatura? Ecco perché è necessario investire in un buon macina caffè, che possa garantire la giusta granulometria alla polvere. Attenzione: è un parametro che varia a seconda dello strumento da utilizzare. Infatti, polveri troppo sottili richiederebbero una sovraestrazione perché formerebbero una barriera troppo compatta contro l’acqua. Risultato? Un caffè amaro e bruciato. Granulometrie più grosse causerebbero una sottoestrazione, con bevande poco incisive a livello di gusto. La giusta granulometria assicura una tazza in cui amarezza, acidità e dolcezza sono bilanciate. La granulometria – insieme a origine del caffè, tostatura e freschezza – possono scombinare gli equilibri. E mi raccomando: macina solo lo stretto indispensabile alla tua prossima tazza di caffè.
  6. Tieni conto della qualità dell’acqua. Il sapore della nostra tazzina dipende anche dall’acqua che usiamo per estrarre il caffè. Secondo Viguera il liquido usato pesa per il 98% sul sapore della tazzina. Per questo ha bisogno della giusta durezza, mineralità e alcalinità per un’estrazione che non ne danneggi l’equilibrio finale. A seconda di dove si vive l’acqua del rubinetto può avere una durezza diversa, senza contare i danni che le autoclavi fanno durante il passaggio del liquido fino ai nostri rubinetti di cucina. Meglio optare per acqua in bottiglia o filtrata.
  7. Non trascurare la temperatura dell’acqua. Un altro fattore importante da tenere in considerazione durante l’estrazione del caffè è la temperatura dell’acqua. Le diverse tostature richiedono un calore diverso per esprimersi al meglio. Quelle più leggere hanno bisogno di acqua a 94 °C, mentre i chicchi con tostature più forti vanno estratti a 92.
  8. Riscalda la tazzina. Sai perché le tazzine che arrivano sul bancone del bar sono bollenti? Per permettere alla miscela di esprimersi al meglio. Fai lo stesso anche a casa tua, preriscaldando la tazzina o la mug: aiuta anche a mantenere più a lungo il calore della bevanda.
  9. Se ti piace cambiare, usa le spezie. Secondo Zad per dare un sapore completamente diverso al caffè è possibile aggiungere un tocco speziato direttamente ai chicchi di caffè, specie se pensiamo di provare un’estrazione a freddo. Una stecca di cannella, nocciole tostate, cardamomo o cacao possono dare un twist completamente nuovo alla bevanda.
  10. Conosci la tua brew ratio. Con questa espressione – o con coffee-to-water ratio – si indica il rapporto tra acqua e caffè necessario per creare una buona tazza. Lo standard industriale è di 1:18, che equivale a una parte di caffè e 18 parti di acqua. Il risultato? Una tazza dal corpo leggero, ma estremamente ricca di aromi. Per un caffè più forte e corposo, meglio passare a un rapporto 1:14. Questo secondo gli esperti di Insider: ora non resta che trovare la ratio giusta per te. Come? Semplicemente sperimentando, una tazza dopo l’altra.

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