Frutta e verdura, cambio di stagione Prezzi su per primizie e biologico

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La primavera è ufficialmente iniziata e comincia la rotazione stagionale dei prodotti ortofrutticoli presenti sul mercato. Come riporta l’analisi di Bmti (Borsa merci telematica italiana), i dati del mese di febbraio presentano il primo shift verso l’aggiornamento delle referenze.

Frutta e verdura, come cambiano i prezzi Frutta e verdura, cambio di stagione Prezzi su per primizie e biologico

Frutta e verdura, come cambiano i prezzi

Le quotazioni risentono del cambio di stagione

Nel comparto degli agrumi, per esempio, la domanda si è mantenuta su livelli elevati e, in coincidenza con il periodo di maggior produzione del prodotto nazionale, non si sono rilevati grandi variazioni di prezzo (eccetto che per le clementine: +35,2%). L’arrivo delle varietà tardive come Hernandiana, Orri e Nadorcott – soprattutto da Israele e Spagna – hanno spinto in alto le quotazioni.

I prezzi per la frutta a breve e lunga conservazione hanno avuto andamenti nel complesso stabili. Tra i frutti a breve conservazione la fragola ha registrato un forte aumento mensile (+64%), determinato sia dall’aumento della domanda favorito dalle condizioni climatiche che hanno anticipato di qualche settimana l’arrivo della primavera, nonostante l’incremento della produzione, sia dall’entrata della cultivar Sabrosa, con quotazioni su livelli più elevati rispetto allo scorso anno.

L’aumento della produzione di melanzane all’inizio del mese di febbraio ha fatto sì che i prezzi di tutte le varietà tornassero su livelli medi rispetto al periodo (-24,3%) dopo il picco di prezzi registrato a gennaio. Tale decremento si è tuttavia arrestato con la gelata di metà febbraio. Stessa tendenza ha caratterizzato anche i prezzi delle zucchine. Infine, la diminuzione dei prezzi delle zucche è da attribuirsi all’allungamento della campagna di vendita delle zucche lunghe Violina a prezzi contenuti. Al contrario, lo scorso anno in questo periodo era presente sul mercato soprattutto la varietà tonda Delica, prodotto tipicamente caratterizzato da quotazioni più elevate.

L’ultima coda del gelo impatta sui dati di marzo

Entrando maggiormente nel periodo primaverile e pasquale con i dati di Ismea Mercati, nella terza settimana del mese di marzo, i prezzi medi all’origine di gran parte degli ortaggi sia in pieno campo che in coltura protetta hanno mostrato un incremento, in virtù di una offerta che a causa delle basse temperature è risultata in calo cui è corrisposta una maggiore richiesta. In controtendenza, solamente le quotazioni medie dei carciofi a fronte di uno standard qualitativo non sempre adeguato. Prime contrattazioni per le patate novelle siciliane per le quali la presenza sui mercati di merce di provenienza estera esitata a prezzi competitivi ne ha limitato le vendite.

Per quanto riguarda la frutta, l’ultima settimana di marzo ha registrato un tipico incremento rispetto alla stagione invernale. Agevole il collocamento per le fragole a fronte di una offerta che, complice il brusco calo termico, è risultata contenuta ma a cui è corrisposto l’interesse della domanda.

Apo Fruit: differenziare per essere resilienti

Occasioni da sfruttare per Apo Fruit, cooperativa di primo grado di produttori agricoli organizzati per la commercializzazione diretta delle produzioni che conta circa 3.200 produttori da tutte le principali aree produttive italiane; dalla Sicilia al Trentino. «Essendo così distribuiti seguiamo un po’ tutte le produzioni: si va dall’orticolo della Sicilia agli agrumi calabresi, poi le fragole e l’uva della Basilicata tutte le produzioni estive e autunnali-invernali come le mele del trentino», racconta il direttore commerciale Mirco Zanelli.

Una diversificazione che ha permesso all’azienda di superare le difficoltà del 2020. «Se da un lato abbiamo subito le problematiche sanitarie, dall’altro siamo riusciti a metterci a regime abbastanza velocemente tanto che l’azienda ha chiuso i conti dell’anno con un segno positivo», aggiunge Zanelli. Insomma, i fatturati hanno tenuto e in alcuni casi migliorato la propria performance anche a livello di prezzo come nel caso di kiwi, ciliegie, pesche, susine e albicocche.  

Kiwi ancora da cogliere Frutta e verdura, cambio di stagione Prezzi su per primizie e biologico

Kiwi ancora da cogliere

Ma è sul biologico che punta l’azienda: «Il 25-30% dei nostri produttori utilizza metodi sostenibili e che puntano al prodotto bio. Per la sua commercializzazione, la cooperativa utilizza lo spin off Canova che, nel corso degli ultimi anni, è arrivata a pesare un terzo del volume di affari del gruppo. L’idea è quella di mettere a frutto una competenza sviluppata fin dagli anni ’90 per andare incontro alle nuove tendenze di consumo alla ricerca di prodotti confezionati, maggiore attenzione alla sostenibilità e alla qualità. Quest’ultima da intendersi  come prodotti Made in Italy e a valore nutrizionale aggiunto», conclude Zanelli.

Biologico? Il trend inizia a farsi sentire

Stessa cosa si può dire per Primiziexpress, azienda attiva nel mercato ortofrutticolo di Firenze che commercia un’ampia varietà di prodotti freschi rivolgendosi a una pluralità di canali che vanno dalla grande distribuzione all’Horeca (segmento che ha perso fino al -80% di fatturato) nell’intento di differenziare quanto possibile lo sbocco della merce. «Da quando è iniziata la pandemia, abbiamo portato avanti il nostro ruolo pubblico con grande etica e applicazione. Abbiamo sempre garantito la presenza di tutti i prodotti richiesti, con qualche problema di aumento dei prezzi nei soli primi mesi dell’emergenza a febbraio-marzo 2020 quando la raccolta e l’approvvigionamento avevano subito una battuta d’arresto», racconta Aurelio Baccini, amministratore delegato della società fondata nel 1928.

Diverso, invece, il discorso per il biologico che rappresenta il trend del momento: «Abbiamo registrato una maggiore richiesta da parte dei nostri clienti, anche nei canali extra-Gdo. Certo, rispetto alle possibilità, si tratta ancora di una domanda timida me negli ultimi 7-8 mesi si è delineata in modo più chiaro anche per produttori e grossisti», racconta Baccini. Nel caso in cui la domanda dovesse accelerare ulteriormente, Primiziexpress partirebbe già in pole position: «L’azienda è impegnata direttamente nella produzione di patate in Toscana. Abbiamo produzioni locali e a Km Zero. Tutte a bassissimo impatto ambientale per rispettare i disciplinari delle varie denominazioni e della Gdo», conclude Baccini.

Patate: dal Fucino 430mila quintali nell’ultimo anno

A proposito di patate, i dati Ismea di fine marzo rivelano che, con qualche settimana di ritardo rispetto alla precedente stagione, ha avuto inizio la campagna di commercializzazione delle patate novelle. I limitati quantitativi affluiti sui mercati, complice la presenza di merce estera esitata a prezzi concorrenziali, ha riscosso scarso interesse da parte della domanda. Le quotazioni di esordio, tuttavia, si sono posizionate sugli stessi livelli registrati lo scorso anno.

Patate appena raccolte Frutta e verdura, cambio di stagione Prezzi su per primizie e biologico

Patate appena raccolte

Mercato regolare per il prodotto in magazzino, come quello prodotto e distribuito dal Consorzio di tutela della Patata del Fucino Igp nato nel 2017 e arrivato, nell’ultimo anno, a 430mila quintali prodotti per un aumento del +30%. «I nostri soci, oltre 300, hanno magazzini idonei per la conservazione del prodotto che così può allungare la sua presenza sul mercato fino ad aprile-maggio dopo l’inizio della raccolta a settembre», spiega il direttore Mario Nucci. Particolarmente apprezzata per le sue proprietà organolettiche, derivanti dalla singolare coltivazione nei pressi del lago prosciugato del Fucino a 800 metri di altitudine, la Patata del Fucino Igp trova il suo principale sbocco nel canale Gdo: «I soci del Consorzio sono riconoscibili sugli scaffali grazie al marchio unico che certifica la provenienza e le proprietà del prodotto. Parallelamente, però, ci rivolgiamo anche all’industria di trasformazione e all’Horeca. Complice la crisi e la chiusura dei locali quest’ultimo canale rappresenta ancora una piccola quota, ma i contatti sono avviati per quando si innescherà la ripresa», afferma Nucci.

Il vero impegno, al momento, è quello verso la sostenibilità: «Negli anni, anche grazie al nostro socio maggioritario, Ampp, abbiamo promosso la produzione e le proprietà della Patata del Fucino Igp a scuola e online tramite diversi webinar. Inoltre, in collaborazione con Findus, partecipiamo alle attività del World Food Programme delle Nazioni Unite», conclude Nucci.

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