Fat and Football, il torneo per giocatori sovrappeso che aiuta a dimagrire

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“È un’idea nata per far divertire le persone favorendo il loro benessere”, spiega Davide Gillo, uno degli ideatori

Michele Antonelli

Dimagrire per giocare a calcio. O giocare a calcio, per dimagrire. Con “Fat and football” cambia poco, questione di prospettive. Progetto importato in Italia dall’Inghilterra, è un torneo di calcio a 5 in cui tutti i giocatori hanno un indice di massa corporea superiore a 28. Per vincere? Non bastano i gol, serve anche impegno sulla bilancia: “È un’idea nata per far divertire le persone favorendo il loro benessere”, spiega Davide Gillo, uno degli ideatori. “Ho vissuto a Londra per 5 anni, partecipando a un’iniziativa simile. Mi piaceva e ho provato a riportarla qui, nonostante le difficoltà. L’idea è nata a luglio 2020, ma abbiamo cominciato con gli allenamenti a ottobre per passare alle prime partite a fine aprile, il Covid ha rallentato tutto. All’inizio è stato difficile far capire alcuni concetti, ma quando le persone iniziano ad abituarsi tutto fila liscio”. 

IL SISTEMA – “Fat and football” prevede partite di 40 minuti (in due tempi da 20’) e si basa su un sistema di punti scientifico. In campo c’è il fattore alimentazione, da non sottovalutare per la vittoria. Le città interessate dal progetto sono per adesso Genova, Milano, La Spezia e Lesmo. Prima di ogni partita, una nutrizionista pesa i giocatori e passa il risultato agli organizzatori. Alla fine di ogni match, l’arbitro consegna il referto del campo e il giorno successivo si confrontano i numeri della bilancia con quelli della partita precedente, verificando quanti giocatori per squadra hanno perso peso. Se sono 2 si assegna un gol, se sono 3 se ne danno 2, se sono 4 le reti aggiunte sono 3 e se tutta la squadra perde peso i gol in più sono 5. Tutto qui? Non ancora, da sottolineare c’è il fattore doppietta: se un giocatore dimagrisce per 3 volte consecutive mette a segno due reti nella terza partita. “È un sistema macchinoso all’inizio, ma meritocratico per dare il giusto peso (sì, è proprio il caso di dirlo) all’impegno fuori dal campo”, spiega Manuela Testa, nutrizionista di SynLAB, che ha seguito gli sviluppi del progetto su Genova fin dagli inizi. 

LA NUTRIZIONISTA – “Il percorso – continua – non è semplice. I giocatori compilano un diario, scrivendo cosa mangiano tutti i giorni dalla colazione alla cena e annotando le attività fisiche svolte. In alcuni casi si parla di un vero cambiamento di vita, per questo c’è anche una psicologa che li accompagna e li sostiene nei momenti di cedimento. Io cerco di incitarli dopo ogni controllo, in base alle variazioni di peso. È poi chiaro che avere un punto di riferimento settimanale aiuta, l’obiettivo è vicino ed è più facile ragionare passo dopo passo”. Ma l’alimentazione quotidiana non prevede solo restrizioni, “Fat and Football” suggerisce ricette deliziose e leggere per tutti. Una di queste è il pancake light: dolce ma con pochi grassi, per un risveglio “attento” e pieno di energia.

RISULTATI ASSICURATI – La carta vincente del progetto è il gruppo. “Il calcio unisce perché permette di fare nuove amicizie, giocando ci si diverte di più rispetto a un’ora in palestra e nel complesso i ragazzi stanno avendo risultati importanti. Alcuni – conclude la specialista – seguono una dieta personalizzata e ne ottengono di migliori, ma la cosa più bella è vedere che tutti i giocatori si stimolano a vicenda per portare avanti la sfida”. Tra campo e bilancia, per sorridere con un occhio al benessere. 

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