Esce la Guida del Viaggiatore Contadino

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“Benvenuti dunque nell’Italia, quella vera. Dove siamo sempre ospiti, mai turisti”.

Così si conclude l’introduzione de “La Guida del Viaggiatore Contadino”, una pubblicazione firmata Altreconomia di recentissima uscita, la cui stesura è iniziata prima dell’insorgere della pandemia.

Il significato della guida

Ci è piaciuta da matti questa buona nuova nel mondo delle guide perché accompagna i lettori con una mano leggiadra, ma attenta, nei fasti antichi e autentici del mondo contadino. Ora che il pubblico si sta appassionando sempre di più al paesaggio rurale e ai valori che questo custodisce – lo dimostrano anche i dati sulle preferenze dei soggiorni negli ultimi anni – ci voleva una raccolta spoglia di classifiche e ricca di spunti per i viaggiatori che vogliono arrivare all’anima dei territori e delle culture, con un approccio più diretto e veritiero.

Gli autori

Il progetto editoriale è di Roberto Brioschi, ricercatore militante del mutualismo conflittuale e del post umanesimo; Paola Pandiani, editor, a lungo responsabile di redazione nel settore dell’editoria turistica; e Massimo Acanfora, editor di Altreconomia e autore.

Riprendiamo ancora uno spunto dall’introduzione degli autori.

“Non scendiamo più nell’orto, non tanto perché non abbiamo più scarpe adatte ma perché è il nostro cervello, sempre connesso a un device, che non ha più la forma mentis o la forma hortis. Eppure, lo dicono i numeri, sempre più persone orientano la propria vacanza verso un agriturismo, la ricerca di un borgo fuori dalle rotte conosciute o di un cibo non preconfezionato da marketing e GDO. Peccato che – fiutato l’affare – il turismo rurale si presenti sotto le mentite spoglie di hotel di charme, resort, agriclub con piscina, golf, Spa con il fieno, corsi di qualsiasi genere con nomi esotici, che separano inesorabilmente il sudore del raccolto e l’accoglienza, il gregge e le camere con l’idromassaggio, la civiltà contadina dalla città “trasportata” in campagna, colta da improvviso benessere”.

Incontri veri con territori e persone

La guida del viaggiatore contadino non propone dunque semplici formule per organizzare le ferie ma veri e propri incontri tridimensionali con i custodi della terra – singole persone, reti agricole locali o Presìdi Slow Food- che tutelano le varietà tradizionali e locali, pensando alla tradizione come l’unico presente e futuro possibile.

Il volume è composto di 50 itinerari verdi, 200 ospitalità bio e cucine dell’orto. Ogni scheda-viaggio è divisa in modo pratico e originale: la presentazione dell’itinerario, le 5 cose imperdibili da fare e da vedere, la narrazione del territorio – paesaggio, natura, arte, attività – le informazioni pratiche per mangiare, dormire, comprare.

Potete acquistarla a questo link

Buona lettura.

Giulia Zampieri

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