Dolori articolari e usura delle cartilagini: la dieta che li contrasta

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I consigli del dottor Sorrentino, esperto di nutrizione sportiva, per prevenire con l’alimentazione le infiammazioni articolari

Maria Elena Perrero

Prevenire i dolori articolari con la dieta, preservando cartilagini e legamenti, è possibile? Prima di ricorrere ad interventi più importanti, modificare la propria alimentazione potrebbe essere un approccio privo di effetti collaterali da tentare. E che potrebbe portare a dei risultati. “Sicuramente attraverso l’alimentazione si può prevenire l’usura di cartilagini, articolazioni e legamenti“, dice a Gazzetta Active il dottor Sacha Sorrentino, biologo nutrizionista esperto di nutrizione sportiva. “In particolare una dieta ricca di proteine nobili e di cibi con un alto contenuto di collagene è molto efficace in questo senso”.


La dieta contro i dolori articolari: gli alimenti da prediligere  —

Una dieta, dunque, ricca di proteine nobili come quelle presenti nelle carni bianche, nel pesce e nelle uova. Ma non solo: “Molto utili per le articolazioni e i legamenti sono le integrazioni di vitamine C, D ed E, il consumo di omega 3 e di antiossidanti naturali”. Venendo nello specifico agli alimenti amici delle articolazioni Sorrentino suggerisce le uova, “che sono una ottima fonte di collagene e di lisina, nonché di vitamina D. E poi i legumi, in particolare ceci, fagioli e lenticchie, ricche di vitamine (in particolare la vitamina C o acido ascorbico) e sali minerali come il magnesio. E ancora il pesce, soprattutto pesci ricchi di grassi buoni omega 3 come il salmone, le aringhe e lo sgombro”.


…e gli alimenti da limitare —

Al contrario ci sono alcuni alimenti il cui consumo andrebbe limitato: “Mi riferisco ad alimenti come le carni rosse: andrebbero preferite esclusivamente le carni grass fed, da allevamento libero nei campi. Da limitare poi gli affettati, gli alcolici, le farine raffinate e i grassi idrogenati. Attenzione in modo particolare all’acido arachidonico, un grasso insaturo responsabile dell’infiammazione del tessuto muscolare. Quando i muscoli si danneggiano alcuni enzimi liberano acido arachidonico in quella zona, causando poi un incremento di prostaglandine, che causano infiammazione e dolore. L’eccesso di questo componente all’interno della dieta rischia di creare uno squilibrio nell’infiammazione muscolare e cellulare. L’acido arachidonico è contenuto nei fritti, nelle carni rosse, negli affettati e nel pollame. Per quanto riguarda poi gli zuccheri semplici, un consumo eccessivo contribuisce a creare un aumento dei processi infiammatori cronici”, ricorda il nutrizionista.


Dolori articolari: un aiuto da antiossidanti, flavonoidi e antocianine di frutta e verdura —

Nella dieta per le articolazioni (ma non solo) sono fondamentali frutta e verdura di stagione: “Sono utili sia per la funzione di drenaggio sia per il pieno vitaminico. I piccoli o grandi traumi dei legamenti e le infiammazioni articolari devono essere drenate per eliminare i liquidi in eccesso. In questo senso sono molto efficaci il finocchio, l’indivia, il sedano e il tarassaco. Per quanto riguarda le vitamine, particolarmente ricchi sono i frutti di bosco (ribes, mirtilli, lamponi, fragole di bosco), i kiwi, le arance, le mele, i pomodori, i cavoli, i broccoli e gli spinaci. L’eccessiva presenza di radicali liberi, che aggrediscono le membrane delle cellule irrigidendole, è una delle cause della degenerazione articolare. L’utilizzo di cibi ricchi di antiossidanti, flavonoidi e antocianine come frutta e verdura di stagione aiuta a contrastare questo processo”.


Articolazioni: il ruolo degli omega 3 —

Infine, un aiuto prezioso al benessere delle articolazioni arriva dagli acidi grassi omega 3, che non sono presenti solo nel pesce. “Li possiamo trovare anche nel mondo vegetale: i semi oleosi come quelli di lino, di chia, di girasole, di zucca, la frutta secca come noci e mandorle ne sono ricchi. E’ molto importante variare le fonti di assunzione, per mantenere un rapporto bilanciato di omega 3 e omega 6, in grado di garantire una corretta azione antinfiammatoria“, sottolinea Sorrentino.

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