Da Londra, maschere antigas alle mucche per aiutare il Pianeta

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21 settembre 2021 | 11:01

21 settembre 2021 | 11:01

Una maschera per mucche può aiutare il pianeta? Sembrerebbe proprio di sì! Una startup londinese ha messo a punto una maschera antigas per vacche da latte che dovrebbe evitare che il metano prodotto dal rumine finisca in atmosfera, contribuendo al surriscaldamento globale.

La maschera di Zelp Da Londra le maschere antigas per mucche che aiutano il Pianeta

La maschera di Zelp

Come, riporta, l’agenzia Agronotizie, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente gli allevamenti sono responsabili per il 60% delle emissioni climalteranti riconducibili al settore primario. Dunque, se si vuole ridurre l’impronta ambientale dell’agricoltura occorre fare i conti con la gestione delle deiezioni e con i gas prodotti all’interno del rumine, come il metano.

Le maschere antigas messe a punto da Zelp sono tutt’altro che un’invenzione eccentrica visto che sono diversi gli investitori che hanno creduto nel progetto aprendo il portafogli. Ed è notizia di questa estate che il colosso Cargill ha stretto un accordo con Zelp per proporre attraverso la sua rete la maschera antimetano agli allevatori europei.

Ma come funziona? Il sistema consiste in una maschera che copre solo le narici del bovino e filtra il respiro. Il metano viene trattenuto da uno speciale filtro che poi, un po’ come accade in una marmitta catalitica, demolisce la molecola producendo CO2. L’aspetto positivo è che il metano è ottanta volte più dannoso dell’anidride carbonica nei confronti del clima e dunque rilasciare CO2 invece di metano rappresenta un bel passo avanti. E il metano che esce dalla bocca? È irrisorio visto che ammonta a solo un 5%, questo almeno è quanto affermano i produttori della mascherina.

In più questo sistema può essere impiegato assieme ad altre soluzioni, come ad esempio gli additivi alimentari.

Dalla startup fanno sapere che l’apparecchio, ancora in fase di sviluppo, dovrebbe tagliare le emissioni di una vacca del 50% e che una volta commercializzato, in teoria a metà 2022, dovrebbe costare circa 80 dollari all’anno. Una funzionalità interessante che potrebbe spingere qualche allevatore a provare le maschere è che i sensori all’interno dell’apparecchio sono in grado di comunicare con il computer dell’allevatore inviando dati sul comportamento animale. Dati attraverso i quali è possibile sapere se il capo è in salute, oppure se sta male o è in calore.

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Alberto Lupini

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