Crackers, pane e biscotti con pesticidi: maxi sequestro e 30 imprenditori italiani indagati per ossido di etilene oltre i limiti

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Non si arresta lo scandalo degli alimenti avvelenati da ossido di etilene: la Guardia di Finanza ha sequestrato 500 tonnellate di prodotti a base di semi di sesamo contaminati dal pericoloso pesticida, pronti a finire sulle nostre tavole 

Continua l’incredibile sequela dei sequestri di prodotti contaminati da ossido di etilene, pesticida tossico e cancerogeno che sempre più spesso avvelena gli alimenti che portiamo in tavola. Una maxi operazione denominata “Apriti sesamo”, condotta su scala nazionale dalla Guardia di Finanza di Torino ha portato al sequestro di oltre 500 tonnellate di alimenti contenenti semi di sesamo contaminati dalla sostanza. Al momento non sono stati specificati i marchi né i prodotti interessati dal sequestro, ma è facile intuire che i semi di sesamo vengono utilizzati in tantissimi alimenti venduti nei supermercati, dal pane ai crackers ai biscotti. 

Circa 30 imprenditori italiani, in concorso con i loro fornitori esteri, sono accusati di commercio di sostanze alimentari pericolosa. Adesso chi ha impiegato il composto chimico in maniera impropria e chi lo ha messo in vendita i prodotti contaminati rischia fino a 10 anni di reclusione. 

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Le indagini sono scattate a seguito a seguito di una serie di segnalazioni fatte da alcune associazioni di consumatori, che avevano evidenziato la presenza della sostanza tossica in alcuni alimenti provenienti dall’estero. Sono più di cinquanta le perquisizioni effettuate dalle fiamme gialle di Torino in tutta Italia presso depositi, aree portuali e stabilimenti per la produzione o l’impacchettamento di alimenti che contengono sesamo. Le successive analisi chimiche hanno confermato la presenza del pesticida oltre i limiti consentiti dalla legge, sia nei semi di sesamo, sia in prodotti contenenti tale ingrediente.

Negli alimenti provenienti dall’estero livelli altissimi di ossido di etilene 

In alcuni casi l’ossido di etilene, presente nei semi di sesamo provenienti da Paesi come India, Cina, Paraguay e Argentina, superava di 520 volte la dose massima prevista dalla legge. Infatti, come ricorda la Guardia di Finanza, questa sostanza viene utilizzata come conservante ed antiparassitario durante il trasporto intercontinentale dell’alimento, ma in Europa è sottoposta a limitazioni specifiche per quanto riguarda l’uso alimentare che non trovano equivalente in altri Paesi.

Insomma, lo scandalo dell’ossido di etilene negli alimenti sembra ormai non avere fine.

Fonte: Guardia di Finanza

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