Come for the Bread, Stay for the “YASSS”!

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A conversation with BenGingi, baker and reluctant influencer

Words by Olivia Beba Lennox

Photos courtesy of Ben Siman Tov

For some, influencer is a term teeming with negativity. It holds connotations of hype, of a lack of substance or a hunger for fame. Thankfully this is the exact opposite of what Ben Siman Tov, aka BenGingi, stands for. This is one of the reasons why us at Cook_inc. were so glad to be able to meet (online) and talk to our friend about his story. 

BenGingi is an online presence. He is a person that some collective 600,000 followers (across Instagram and TikTok) tune in to watch make food in reels no longer than 30 seconds. Yet Ben is first and foremost a massively talented baker. Artisanal in every sense, he is self taught, finding his passion as some of those who are truest to theirs do – in a journey that is both personal and physical. His original life plan of studying marketing self-disrupted when he decided to gain some experience cooking in a professional kitchen. Under the advice of his Uncle Tal by whom he is consistently guided and championed by, he started gaining culinary experience and fell in love with food. It was an unavoidable calling so he moved from his home in Israel to The University of Gastronomic Sciences in Pollenzo, Italy. His time in Piedmont saw him begin his love story with bread. He began baking for himself and got addicted to the creatively scientific practice; watching tutorials, reading everything he could, and practicing, practicing, practicing. Before long other students asked for baking advice, and this was the inauguration into his online sharing. 

Now his social media pages double as educational spaces – the ‘academy’. He shares recipes, he shares stories, and most importantly he shares his personality with the many that are here now simply for his unfaltering enthusiasm. Somehow he makes this mass internet platform seem like craftsmanship, complete with signature catchphrase that makes every one of his videos personal to him. A resounding “YASSS!” concludes every video, and not only is it inimitable but it is perseveringly uplifting; It is a vocal vote of confidence.

He truly believes everyone can bake, and that if you love something then it is the thing for you. He says, “I never understood why to make such a basic food so exclusive. I taught myself. I’m not more talented than you. I do believe everyone can bake.” And so we followed his lead and practiced a couple of his recipes. The first test was the crunchy Abadi Cookies, an aperitif of an introduction into the world of social media recipes. They were good – satisfyingly crumbly, addictively snack-y (thanks to the salt and sesame combination), and apparently one of the most popular online recipes to be tried and tested by Ben’s followers.

Confidence confirmed, we at Cook_inc. decided to push ourselves gladly into the challenge of following his Whole Wheat Challah recipe, one that we watched beforehand a little daunted by how skilfully effortless he makes it look. It only brought us that much more joy when our ever so slightly disheveled pleat of dough emerged from the oven. She was a little lazier than Ben’s with the outside temperature making her rise reluctant, but she was there in all her nutty sweetness, looking pretty under the parental gaze –  and we were extremely proud.  

We paired the Challah with a smokey hummus to aim at a geographically consistent meal. But in Ben’s repertoire of recipes, Israeli cuisine sits amongst one of many. His recipe inspiration comes from everywhere and when asked if this is typical Israel cuisine, he is quick to question what that means. His heritage is about place rather than country. He grew up on typical Israeli food. He also grew up eating Eastern European, Arabic, and Mediterranean cuisines. This may not be his cultural heritage but it is undoubtedly his culinary one. 

Now he lives in New York, continuing the love story by moving there with his partner in life and business, Zoryana (aka Zikki). The two have a catering business together which they treat in a loosely poetic sense – when there is time to do it properly they are happy to take on the challenge. They continue to keep extremely busy from their prospective projects and only take more on when it can be done to their standard. It is a credit to Ben that he continues to enjoy it, because this is undoubtedly a full time job. It is also one he cannot clock in and out of. Ben’s phone is on and active all the time, from the first brewing of his morning coffee to long after the sun sets. But almost reassuringly to know is that he does everything he loves offline too. On the rare occasions that down time offers itself, Ben escapes the city to rest and recuperate – which is time that he mostly spends baking, recipe testing, eating and talking.  He loves what he does, that is evident. He chooses his video pieces by what ones he seems happiest in; the purest criteria one could imagine. In essence he has built his own algorithm for happiness, and hundreds of thousands of us are along for the ride, watching this space for the endless exciting develop



Venite per il pane, restate per lo “YASSS”!

Una conversazione con BenGingi, panificatore e influencer (suo malgrado)

Traduzione di Camilla Bondioli

Alcuni conferiscono alla parola influencer una connotazione fortemente negativa, il termine richiama alla mente idee quali la tendenza alla spettacolarizzazione, la mancanza di sostanza e la brama di notorietà. Per fortuna questo è l’esatto contrario di ciò che Ben Siman Tov, aka BenGingi, rappresenta. Questa è una delle ragioni per cui noi di Cook_inc. siamo stati così felici di incontrarlo (online) e di parlare con lui della sua storia.

BenGingi ha 600.000 followers – tra Instagram e TikTok – sempre collegati per guardare i reels in cui svolge le sue ricette in non più di 30 secondi. Eppure, Ben è prima di tutto un panificatore di grande talento. È autodidatta, tra coloro che scoprono la propria vocazione per caso, assecondando con passione e trasporto un viaggio che è sia personale che fisico.

Il suo piano di vita originale di studiare marketing è stato interrotto quando ha deciso di iniziare un’esperienza in una cucina professionale. Sotto i consigli di suo zio Tal, da cui è costantemente guidato e sostenuto, ha iniziato la sua carriera da cuoco e si è innamorato del cibo. Era una chiamata inevitabile, così si è trasferito dal suo paese natale, l’Israele, all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Italia. La sua permanenza in Piemonte lo ha visto iniziare la sua storia d’amore con il pane: ha iniziato a panificare per sé stesso e si è appassionato a questa pratica creativa e scientifica al tempo stesso, guardando tutorial, leggendo tutto ciò che poteva, e facendo pratica, pratica, pratica. In poco tempo, altri studenti hanno iniziato a chiedergli consigli sulla panificazione e questo ha segnato l’inizio della sua condivisione online.

Oggi le sue pagine sui social media si propongono come spazi educativi – una baking academy come la definisce lui stesso. Condivide ricette, condivide storie e soprattutto condivide la sua personalità con tutti quelli che adesso lo seguono semplicemente per il suo incrollabile e contagioso entusiasmo. In qualche modo fa sembrare questa attività di influenzare le masse (quella dell’influencer appunto) un lavoro artigianale. Ben ci mette la faccia e, grazie al montaggio e alla struttura di ogni suo video, ha creato un vero e proprio linguaggio che lo identifica, unico e personale. L’energico “YASSS!” – gridato da Ben – che conclude ogni video è non solo inimitabile, ma rassicurante ed esaltante; l’inno di questa piccola community.

BenGingi – gingi fa riferimento alla sua riconoscibilissima e folta rossa barba – crede davvero che tutti possano cucinare e che se ami qualcosa, allora è quello che fa per te. Dice: “Non ho mai capito perché rendere così esclusivo un alimento così elementare. Ho insegnato a me stesso a fare pane, ma non perché ho più talento degli altri. Credo che tutti possano cucinare”. E così abbiamo seguito il suo esempio e abbiamo messo in pratica un paio delle sue ricette. La prima prova sono stati i croccanti Abadi Cookies. Buoni, friabili e soddisfacenti, uno snack irresistibile (grazie alla combinazione di sale e sesamo) e apparentemente una delle ricette più popolari tra i seguaci di Ben. Noi di Cook_inc. abbiamo deciso di spingerci oltre e abbiamo accolto la sfida di preparare la Whole Wheat Challah, studiando la ricetta nei minimi dettagli e guardando con timore alla formatura del lievitato, che è una treccia a 6 capi. Un procedimento che Ben esegue abilmente senza sforzo alcuno. Ci ha dato immensa gioia vedere il nostro intreccio di pasta emergere dal forno. Certo, non bella come quella di Ben, ma senz’altro di bell’aspetto agli occhi di noi “genitori” estremamente orgogliosi, rassicurati dallo stesso autore della ricetta con un generoso “che rockstar!”.

Abbiamo abbinato la Challah a un hummus affumicato per un pasto geograficamente coerente. Ma nel repertorio di ricette di Ben, la cucina israeliana è solo una delle tante. L’ispirazione per le sue ricette proviene da ogni parte del mondo e quando gli si chiede che cos’è la tipica cucina israeliana, è pronto a mettersi in discussione. La sua eredità riguarda il luogo, piuttosto che il Paese. È cresciuto con il tradizionale cibo israeliano, ma anche mangiando piatti dell’Europa orientale, della cucina araba e mediterranea. Questa può non essere la sua eredità culturale, ma è senza dubbio la sua eredità culinaria.

Ben ama quello che fa, questo è evidente. Sceglie i video da pubblicare in base a quelli in cui appare più felice; il criterio più puro che si possa immaginare. In sostanza, ha costruito il proprio algoritmo per la felicità, e centinaia di migliaia di noi sono insieme a lui in questa impresa, guardando questo spazio per gli infiniti ed eccitanti sviluppi a venire.

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