Carne di cavallo venduta ai ristoranti come manzo per hamburger, maxi sequestro in Brasile

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Macellavano clandestinamente i cavalli per rivenderne la carne a vari ristoranti, spacciandola per manzo. È quanto accadeva nella regione di Caxias do Sul, in Brasile, dove fino a circa il 60% dei locali della zona ha proposto ai clienti hamburger e bistecche di carne equina, ignorando da dove provenisse davvero la materia prima. In totale sono oltre 800 i chili di prodotti che venivano venduti ogni settimana dall’organizzazione criminale smascherata dal Ministero pubblico del Rio Grande do Sul. La maxi operazione, condotta dal Gruppo di azione speciale per la lotta alla criminalità organizzata (Gaeco), si è conclusa con sei arresti. 

Ma non finisce qua. Le forze dell’ordine brasiliane hanno scoperto anche che nei preparati rivenduti dal gruppo di criminali venivano utilizzati anche scarti di carne, ormai avariata, di maiale e tacchino. 

A dare il via all’indagine, intrapresa circa due mesi fa, la segnalazione da parte dell’Ispettorato della Difesa Agricola di Caxias do Sul di attività di macellazione clandestina di cavalli nella regione. Così dopo una serie di intercettazioni e l’analisi del DNA della carne in questione, le forze dell’ordine sono intervenute arrestando sei persone, accusate di gestione di un macello abusivo dalle condizioni igienico-sanitarie pessime. Inoltre, negli stabilimenti Mírus Hambúrguer Ltda della banda criminale è stata sequestrata circa una tonnellata e mezza di carne. 

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“Pur non essendo ricoperte di violenza o minaccia grave contro la persona, si tratta di reati gravi commessi contro la pubblica salute – ha dichiarato il giudice della IV Camera Penale di Caxias do Sul, Maria Cristina Rech – con l’intensa commercializzazione di carne macellata, prodotta, immagazzinata e venduta illegalmente dall’inizio alla fine, senza alcun tipo di ispezione e monitoraggio da parte di un professionista abilitato a garantire la sicurezza della produzione. E il consumatore finale non è consapevole del rischio di cui sono esposti al momento dell’acquisto di carni”.

Non è affatto la prima volta che si verifica un grave episodio del genere. Nel 2013 anche l’Europa è stata travolta dallo scandalo alimentare che riguardava proprio la carne di cavallo, spacciata come carne bovina (e utilizzata per diversi prodotti surgelati) in vari Paesi, tra cui Regno Unito, Svezia e Francia. 

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Fonte: Ministero pubblico del Rio Grande do Sul

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