Branca investe sulle bevande selvagge e sostenibili di Selvatiq ideate da Valeria Mosca

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L’interesse del gruppo italiano leader nel settore degli spirits arriva a premiare una giovane realtà che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto nella produzione di bevande “selvatiche”, alcoliche e non alcoliche.

Selvatiq. Le bevande wild di Valeria Mosca

A riscoprire e divulgare la cultura del foraging, Valeria Mosca ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua attività, incarnata dal centro di ricerca Wooding Wild Food Lab, nato in Brianza per studiare, catalogare e trasformare il cibo selvatico. Tra gli interessi del laboratorio, la sperimentazione sulla miscelazione, intesa però come atto critico e culturale – sempre a partire dal foraging, di tipo conservativo – riveste da tempo un ambito di studio privilegiato. Raccolta nel libro Wild Mixology (edito da Mondadori nel 2016), la ricerca si è concretizzata nell’ultimo anno col progetto Selvatiq, produzione di spirits e bevande analcoliche che privilegia l’idea di un bere intelligente, salutare (perché spesso le fermentazioni di Wooding sviluppano probiotici e sostanze che fanno bene all’organismo) e sostenibile.

Raccolta di rami di abete

Come nascono le bevande di Selvatiq

Coniugando la piacevolezza del gusto con la tutela ambientale, dal momento che i prodotti Selvatiq nascono a partire dalla raccolta di botaniche invasive o aliene, che hanno cioè un impatto negativo sull’ecosistema naturale, mettendo a rischio l’equilibrio della biodiversità locale. Le bevande naturali, alcoliche e non, di Selvatiq, dunque, si propongono di salvaguardare l’identità (e il gusto) di territori specifici, individuati per i loro habitat peculiari, dalla Valtellina alla Val Marenco, passando per il Mincio e la costa Mediterranea. A un anno dall’esordio del brand, Selvatiq ha già messo sul mercato tre spirits – Beyond gin, Beyond vermouth e Beyond bitter – e due sode, una all’abete rosso, l’altra a partire dalle foglie del fico selvatico. Il progetto fa capo a Valeria e Stefano Tosoni, che per Wooding si occupa di curare progetti speciali, e nasce in collaborazione con l’imprenditore Charles Lanthier, che per primo ha creduto nell’idea.

Branca investe in Selvatiq

Ora, però, Selvatiq raccoglie anche l’interesse di uno storico gruppo del beverage made in Italy, Branca International, che si dice pronto a investire sui drink selvatici della giovane realtà. Con 12 brand principali e oltre 54mila tonnellate di prodotto imbottigliato e distribuito in 160 Paesi del mondo, Branca è leader nel settore degli spirits, e il suo avvicinamento al mondo del bere sostenibile è indubbiamente un segno dei tempi che cambiano: “Spesso i marketing di grandi gruppi si nutrono del concetto di sostenibilità senza capirne l’essenza. Poter contare invece sull’appoggio concreto di una realtà industriale come Branca, che si mette in prima linea perché ha capito il messaggio e le potenzialità di questo approccio è un passaggio importante” spiega Stefano Tosoni “Per quanto riguarda noi, avere l’attenzione di un partner italiano con questa storia ci conferma che il lavoro fatto finora va nella giusta direzione. E questo ci riempie di orgoglio. Selvatiq non è mai stato solo un progetto di business, ma un modo per divulgare la nostra idea di sostenibilità: avere un potenziatore del messaggio delle dimensioni e della credibilità di Branca è molto interessante”. Del resto, l’esperienza di Selvatiq era partita sotto una buona stella: “L’anno scorso siamo riusciti a concretizzare un interesse che portavamo avanti da tempo grazie alla scommessa di un fondo di investimento come Dlf, che ha sempre cercato progetti orientati alla sostenibilità ambientale. Siamo partiti da una consulenza per un gin, per arrivare a sviluppare un vero e proprio ramo aziendale di Wooding dedicato alla ricerca su alcolici e bevande wild”.

La soda mediterranea di Selvatiq

Un anno di Selvatiq. Progetti per il futuro

Il 2020 è stato un anno sfidante: “Noi lavoriamo su volumi contenuti, soprattutto per gli spirits, perché tutto dipende dalla raccolta di botaniche disponibili in una quantità finita. Di certo, però, non abbiamo potuto contare troppo sul mercato della ristorazione, che vorremmo fosse il nostro primo cliente. Ma abbiamo lavorato bene sul digitale, strutturando uno shop online che dà respiro al progetto”. Branca, dunque, investe su una realtà già ben posizionata sul mercato, seppur giovane: “Loro probabilmente avevano bisogno di completare l’asset con un’azienda orientata alla sostenibilità. Niccolò Branca è una persona molto affine a noi, già sensibile a certe tematiche, attento all’alimentazione. Ora, di comune accordo con loro, il nostro futuro passerà attraverso il lancio di nuovi prodotti, dedicati a un habitat ancora diverso, che è quello del fiume”. Per quel che riguarda i numeri, come si diceva, non potranno crescere più di tanto: “Sarà più facile per le bibite analcoliche, realizzate a partire da ingredienti di cui abbiamo grande disponibilità. Il rapporto con Branca si traduce anche in uno scambio reciproco di benefici, il loro know how, la nostra sensibilità al tema”.

Questa decisione è un’ulteriore conferma di quanto la sostenibilità e la natura siano parte dell’identità di Branca e direttamente connesse all’eccellenza che intendiamo raggiungere. Questa partnership riflette la nostra filosofia di voler preservare i territori, ma anche di voler rispondere alla crescente attenzione dei consumatori alla salute e al benessere”, ribadisce pure Niccolò Branca, Presidente e Amministratore Delegato della holding.

www.selvatiq.com/

a cura di Livia Montagnoli

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