Aulivello: una nuova varietà di si affaccia nell’atlante mondiale degli olivi

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Nel gergo locale è stato sempre chiamato Aulivello, un olivo con caratteristiche diverse da quelli presenti nella provincia di Benevento. Ora è arrivata la conferma: è una nuova varietà mai classificata prima.

Aulivello: una nuova varietà di olivo. La scoperta di Terre di Molinara

Non finisce mai di sorprendere il mondo dell’olio extravergine di oliva. Quando si pensava che tutto (o almeno gran parte) fosse noto, soprattutto dal punto di vista agronomico, ecco che arriva la notizia. Una nuova varietà di olivo, mai classificata prima, è stata scoperta in provincia di Benevento, precisamente a Molinara. Qui, infatti, opera la cooperativa Terre di Molinara, un modello di impresa fondato sulla conduzione associata delle terre dei soci e delle rispettive coltivazioni, che ha rilevato anche oliveti abbandonati e piantagioni di proprietari impossibilitati a proseguire il lavoro di allevamento e cura delle piante. Una produzione che negli anni abbiamo imparato a conoscere in maniera sempre più approfondita grazie all’eccellente olio extravergine, ma che oggi ci permette di parlare di sé per aver arricchito l’atlante degli olivi con una nuova varietà.

È il presidente della cooperativa Rocco Cirocco a darci la notizia in anteprima: “Molinara ha una cultivar unica! È una varietà finora mai codificata da nessuno, individuata grazie all’analisi del DNA delle foglie e confrontata con le varietà presenti nella banca dati che include oltre 2.800 genotipi di olivo provenienti da tutto il mondo. Un’operazione resa possibile grazie al lavoro in campo dell’agronomo aziendale Vincenzo Coppola e alle analisi dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Perugia che, nella relazione inviata all’azienda, ha potuto constatare un’identità genetica non corrispondente a nessuna cultivar presente nel database”.

Olivi alle Terre di Molinara

L’areale dell’Aulivello

Gli olivi di cui parliamo sono impollinatori, piante autosterili utili a incrociare altre piante da rendere fertili. Fino allo scorso anno si portavano al frantoio mischiate alle altre drupe raccolte in giornata. Si tratta di una sessantina di olivi da sempre presenti in quest’area situata tra le alture appenniniche nell’area di confine tra la Campania e la Puglia denominata Pezzo de lo Cantero, le cui olive venivano solitamente raccolte per essere usate nei blend e che, non avendo ben chiara l’identità della pianta, veniva chiamata Aulivello. Quest’anno per la prima volta si è deciso di lavorare queste olive da sole nel frantoio aziendale, per una piccolissima produzione di 40 litri.

L’analisi dell’olio

L’etichetta L’Origine dà il nome a questo primo esperimento di olio monovarietale, all’assaggio risultato di grande eleganza, dal fruttato medio con note vegetali, lievi toni di foglia di pomodoro e un delicato tratto erbaceo. Al palato le sensazioni amare e piccanti risultano equilibrate, di media intensità e gode di una buona coerenza aromatica con i sentori olfattivi. Si tratta ovviamente di un esperimento (decisamente ben riuscito) che implica, nelle prossime campagne olearie, uno studio approfondito su come valorizzare al meglio questa varietà.

La valorizzazione della varietà come simbolo del territorio

Dobbiamo dare valore a quel luogo e alla scoperta che abbiamo realizzato e credo non debba essere la sola cooperativa a trarne beneficio – conclude il presidente Cirocco – Bisogna avviare un programma comune per far conoscere questa unicità di Molinara coinvolgendo la comunità e le istituzioni. Terre di Molinara ha rappresentato e rappresenta un presidio di salvaguardia del patrimonio paesaggistico e ambientale dell’uliveto secolare, di ciò che rappresenta l’identità di Molinara. Continueremo a fare la nostra parte: aperti al mondo ma rispettosi dei nostri luoghi, la sintesi più estrema della nostra visione”.

L’azienda ha avviato la procedura per il riconoscimento della nuova varietà vegetale presso il Ministero dell’Agricoltura e, nel frattempo, sta raccogliendo più materiale possibile che riguardi la documentazione storica di questo luogo.

a cura di Indra Galbo

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