Alto Adige: 6 vini dell’annata 2020 da bere subito (o conservare in cantina)

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Con una superficie vitata di poco più di 5.500 ettari, l’Alto Adige è uno dei territori vinicoli più piccoli d’Italia. Al tempo stesso però, la sua particolare posizione geografica – una delle zone di produzione più interessanti, specialmente per i vini bianchi fra le guglie dolomitiche e il paesaggio mediterraneo – lo rende una delle aree di produzione più interessanti nel panorama internazionale, soprattutto per quanto riguarda i vini bianchi (oggi il 62% della superficie vitata in Alto Adige è coltivata a vitigni bianchi). I vignaioli altoatesini si sono distinti per aver dato vita al modello virtuoso della cooperativa sudtirolese e nell’ultimo periodo è stata davvero grande l’attenzione riposta ai temi della sostenibilità ambientale, in particolare da quando nel 2007 è nato il Consorzio Vini Alto Adige: “I nostri vini – afferma il direttore Eduard Bernhartincarnano in modo inimitabile la ricchezza di sfaccettature di questo terroir montano, combinando influssi alpini e mediterranei, tradizione che si tramanda da generazioni e forte impulso all’innovazione, perfezione e intuizione, qualità e creatività, disinvoltura e affidabilità”.

Il Consorzio ha recentemente tracciato il bilancio della vendemmia 2020 che si è rivelata soddisfacente secondo la maggior parte dei produttori, nonostante le condizioni atmosferiche non sempre favorevoli. Il bilancio finale è dunque più che positivo, con ottime performance per due dei vitigni a bacca bianca più diffusi, ovvero Chardonnay e Pinot grigio, mentre tra i rossi spiccano Pinot nero e Lagrein, con punte di eccellenza per entrambi. Di seguito ecco le note di degustazione di 6 vini dell’annata 2020 che abbiamo provato per voi (da bere quest’estate o da dimenticare in cantina per vederne l’evoluzione):

  1. Pinot Bianco Plötzner – St Pauls. I vigneti della storica cantina St. Pauls si trovano in una zona collinare intorno al Plötznerhof, caratterizzata da venti freschi di montagna e terreni calcarei ricchi di porfido, una pietra ricca di quarzo dall’elevata capacità termica, luogo ideale per coltivare un Pinot bianco dall’anima profonda. Vino ampio e di grande struttura, in cui emerge tutta l’eleganza dell’annata 2020. Ideale come aperitivo, il consiglio è però quello di apprezzare la sua evoluzione tra 7/8 mesi.
  2. Chardonnay Altkirch – Cantina Colterenzio. Classico esempio di Chardonnay dell’Alto Adige: raffinato, dal tipico bouquet di frutti esotici con una buona persistenza nel finale e una bella punta di aromaticità. In bocca evidenzia grande acidità e freschezza. Negli abbinamenti è versatile, come del resto lo è il vitigno da cui è ottenuto. Un vino che, annata dopo annata, conferma il grande lavoro portato avanti dalla Cantina Colterenzio su questa varietà.
  3. Sylvaner – Pacherhof. Un grande vino della Valle d’Isarco, dall’acidità che possiamo definire tagliente. La cantina Pacherhof nasce negli anni 90 e fin da subito si distingue per la produzione di qualità. Gli intenditori preferiscono gustarlo da solo, in tutta la sua eleganza. Il suo stile affilato lo rende un vino ideale a tutto pasto. Grande potenziale di maturazione.
  4. Sauvignon Sanct Valentin – Cantina San Michele Appiano. L’etichetta più conosciuta della Cantina San Michele Appiano è anche uno dei vini bianchi più premiati d’Italia. In questo Sauvignon, così strutturato e muscoloso, la sapidità e l’aromaticità sono in perfetto equilibrio tra loro. I profumi richiamano frutta gialla e fiori di sambuco. Si sposa meravigliosamente col pesce alla griglia oppure con un saporito risotto alle verdure.
  5. Gewürztraminer Joseph 20, J. Hofstätter. Vino che esprime al meglio le caratteristiche di questo vitigno ormai così popolare: fresco, piacevole, con i tipici profumi esotici e floreali. Rivela anche una parte di mentolato. Al gusto è denso e ricco. Con l’invecchiamento emergono le note agrumate. Un’etichetta che conferma il trend delle cantine altoatesine, ovvero puntare sull’eleganza del Gewürztraminer.
  6. St. Magdalener Vigna Rielerhof – Josef Brigl. Elegante e con un tannino morbido. Ottimo esempio di blend tra Schiava e Lagrein, i due principali vitigni autoctoni a bacca rossa dell’Alto Adige. I terreni argillosi conferiscono un gusto rotondo al palato, acidità interessante e un sicuro potenziale di invecchiamento. Da abbinare a piatti a base di pesce, in estate può essere bevuto abbassando leggermente la temperatura di servizio.

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