Adelaide e il design artigianale che si compra al mercato

adelaide-e-il-design-artigianale-che-si-compra-al-mercato
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma
Adelaide Albinati: Mercato di Testaccio, Roma

Mentre nel resto d’Italia i mercati rionali stentano a sopravvivere o si trasformano in food hall per turisti, il Mercato di Testaccio di Roma è ancora il cuore del quartiere. Ha cambiato sede nel 2012, lasciando la vecchia struttura oramai fatiscente e traslocando in un edificio di design disegnato dall’architetto Marco Rietti nella vicina in via Galvani: cinquemila metri quadrati di superficie, 100 banchi e 100 storie.

Molti dei banchi sono rimasti gli stessi, qualche attività è passata da padre a figlio, per il resto si ritrovano le vecchie bancarelle con qualche novità. Oltre ai classici banchi alimentari qui si trova infatti veramente di tutto: scarpe, calze, abbigliamento, fiori, casalinghi, un libraio, atelier… e il box 28, quello dell’artista e artigiana Adelaide. È una delle ultime arrivate ma la conoscono già tutti.

Adele è un’artigiana e stampa a mano su stoffa (tovaglie, tende, cuscini), ma anche su lampade, vasi, vassoi, stoviglie e fa illustrazione su misura, compresi bellissimi Ex libris. Lavora e vende in quello che è diventato laboratorio e negozio, dove si trovano anche magliette, marsupi, grembiuli e piccoli pupazzi. Tutto rigorosamente handmade.

«Aprire il negozio è stato un sogno che si avvera» e sentendo la sua storia si capisce il motivo. 32 anni, madre, autodidatta, si è dedicata all’oreficeria prima di approdare alla stampa – e dopo una laurea in matematica. Il suo oggi è un lavoro creativo ma anche molto fisico perché oltre a disegnare bisogna stampare, e serve una certa forza, la stessa con cui porta avanti questo progetto di vita. Nata in campagna, trasferitasi a Testaccio si è sentita finalmente a casa, e al mercato ha trovato una comunità: «Questo quartiere meraviglioso mi ha dato questo luogo pazzesco dove lavorare. È piccolo, delimitato, quasi un piccolo paese, con senso di comunità che non è facile da trovare in altri quartieri di Roma. Stare al mercato poi è stare dentro una famiglia, non sei solo e c’è una grande condivisione del lavoro. C’è la realtà, una connessione che si può trovare nello shopping online». Il mercato mantiene la sua anima verace, il via vai di gente, la spesa quotidiana… E il vecchio mercato? Demolito. Al suo posto in Piazza Testaccio, ora giocano i bambini, i ragazzini vanno in skate e le signore del rione chiacchierano sulle panchine.

Recommended Articles

Leave a Reply