Vuoi fare uno strappo alla regola? Ecco i migliori dolci della tradizione per festeggiare il Carnevale

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Al via oggi una settimana di allegria in maschera. E non solo! A Carnevale sono concessi strappi alla regola e peccati di gola (prima della Quaresima). Visto che non mancano i dolci tipici della tradizione, ecco i migliori, tutti ipercalorici, zuccherati e rigorosamente fritti (tranne uno)!

Cristina Piccinotti

Il Carnevale 2021 prende ufficialmente il via oggi. A inaugurare la settimana più folle dell’anno è il cosiddetto giovedì Grasso, che quest’anno cade proprio l’11 febbraio.

I festeggiamenti di Carnevale proseguiranno in tutta Italia fino al martedì Grasso (16 febbraio), ultimo atto del Carnevale prima che il mercoledì delle Ceneri sancisca l’inizio della Quaresima.

Con un’eccezione, il Carnevale Ambrosiano, che si celebra a Milano. Nel capoluogo meneghino, infatti, la conclusione è sempre il sabato Grasso che, nel 2021, è il 20 febbraio (quattro giorni dopo rispetto al tradizionale martedì grasso).

Una settimana di baldoria e allegria

Per tutti, dopo una settimana di Carnevale all’insegna dell’allegria, inizia la Quaresima. Un periodo di 40 giorni che precedono la Pasqua decisamente più sobrio e rigoroso. In cui fedeli (e non solo) fanno i cosiddetti “fioretti”, ovvero delle piccole privazioni, impegni, proponimenti, che non di rado si concretizzano in rinunce alimentari.

Proprio dalla possibilità di mangiare carne prima di iniziare l’alimentazione più contenuta e meno ricca prevista dalla Quaresima, pare derivi il nome stesso Carnevale. E, sempre da qui, l’aggettivo grasso, usato fin dalle origini per indicare i principali giorni del Carnevale, il martedì e il giovedì, gli ultimi momenti in cui era possibile lasciarsi andare agli eccessi (alimentari e non solo) prima del periodo che precede la Pasqua.

Secondo le tradizioni più antiche, sulla scia dei saturnali romani, il periodo di Carnevale è quello in cui il caos prende temporaneamente il posto dell’ordine costituito. Quindi, un’occasione per fare baldoria!

Se il Carnevale è allegria, lo è anche la sua cucina. E visto che questa settimana è “consentito” trasgredire, ecco alcuni tra i migliori dolci della tradizione carnevalesca italiana.

La maggior parte di questi dolci viene preparata e si trova nelle pasticcerie solo in questo periodo dell’anno. Quindi, sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire l’occasione di gustarli!

I migliori dolci di Carnevale della tradizione italiana

Zeppole, castagnole, strauben, graffe, chiacchiere, tortelli, tagliatelle fritte, frìtole… Il Carnevale non è solo la settimana più pazza dell’anno, è anche quella a più alto indice glicemico. Oltre ad essere tra le più impegnativa per il fegato!

Basti dire che la maggior parte dei dolci della tradizione carnevalesca italiana sono preparati con impasti dolci, che vengono spesso fritti e poi nuovamente imbiancati di zucchero a velo prima di essere serviti.

Le Chiacchiere (fritte o al forno)

In ogni regione d’Italia sono conosciute con un nome differente. Le chiamiamo chiacchiere, bugie, crostoli, frappe, gale, cenci.

Certo è che le chiacchiere sono fra i dolci di carnevale più popolari e amati. Qui la ricetta delle chiacchiere proteiche. 

È un dolce semplice e gustoso. L’impasto ottenuto miscelando gli ingredienti principali (farina, zucchero, uova, burro e una componente alcolica) deve riposare 30 minuti. Viene quindi steso in una pasta sottile con un mattarello e diviso in forme più o meno geometriche con una rotella dentata.

Nella ricetta originale l’impasto viene fritto in abbondante olio bollente. Ma si è imposta anche una versione più light al forno: sono comunque ottime e ci si può concedere di assaporarne qualcuna in più.​ In entrambi i casi vengono spolverizzate con dello zucchero a velo prima di essere servite.

Le Zeppole di San Giuseppe

Sempre fritte sono anche le zeppole. Golose frittelle dolci a forma di ciambella tipiche della festività di San Giuseppe. La cui ricetta varia sensibilmente da regione a regione, ma gli ingredienti di base sono farina, zucchero, uova e burro e guarnite con crema pasticciera, zucchero a velo e amarene sciroppate.

Gli Struffoli di Carnevale

Gli Struffoli sono un dolce tipico napoletano: piccole e morbide palline preparate con un impasto di farina, uova, burro, zucchero e liquore all’anice, fritte in abbondate olio e rotolate  nel miele caldo.

Si preparano un po’ in tutte le regioni del Sud sia per Natale sia per Carnevale. A seconda della regione, questo dolce prende nomi diversi: sono detti Cicirata in Calabria, Cicerchiata in Abruzzo e Pignoccata in Sicilia. Insieme al nome, può cambiare anche la forma e le palline possono essere più o meno piccole. In Sicilia, ad esempio, la pignoccata viene servita su piccoli vassoi mono-porzione la cui forma ricorda una pigna.

Una volta cotti, ancora tiepidi gli struffoli vengono disposti su un piatto da portata e decorati con confetti colorati, ciliegie e scorze d’arancia candite.

Le Castagnole

Sono, con le chiacchiere, il dolce carnevalesco per antonomasia. D’origine romagnola, le castagnole hanno le sembianze di piccole sfere e sono caratterizzate da un interno soffice e profumato. Dette anche zeppole, tortelli, questi piccoli bocconcini di pasta fritta vengono rotolati nello zucchero prima di essere gustati.

La versione più classica prevede l’utilizzo dell’anice, ma si possono usare anche altri aromi. In alcuni vengono farcite con crema pasticcera o al cioccolato.

Le frittelle di Carnevale veneziane 

Nella città del Carnevale più scenografico e sfarzoso d’Italia, che dal Cinquecento alla fine della Repubblica Serenissima coincideva con la stagione teatrale, quando si partecipava mascherati a sontuose feste in costume, anche le frittelle sono uniche e speciali. Ghiotte e soffici, le fritole veneziane, come si chiamano in dialetto, sono frittelle di pasta lievitata arricchita da pinoli e uvetta​.

Sono un simbolo del Carnevale di Venezia. La ricetta delle fritole risale al Cinquecento quando Bartolomeo Scappi, cuoco personale di papa Pio V, ne scrisse la versione “ufficiale”. Fino alla fine dell’Ottocento queste frittelle venivano preparate da veri e propri professionisti riuniti in corporazione – i fritoleri – e vendute per strada o nelle botteghe che vendevano dolci e vino, le malvasie. 

Attraverso i secoli la ricetta si è modificata e le frittelle di Carnevale veneziane si preparano in tutto il Veneto, ma anche in Friuli Venezia Giulia fino all’Istria, arricchendosi di ingredienti.

Gli strauben 

Gli strauben sono dolci e gustose frittelle di origine altoatesina a base di latte, farina, uova e grappa. La loro caratteristica forma a chiocciola si ottiene facendo passare la pastella attraverso un apposito imbuto. Una volta fritti, gli strauben si accompagnano con zucchero a velo e, a piacere, della confettura di mirtilli rossi o una composta di mele o pere.

Una volta fritti, gli strauben vengono cosparsi di zucchero a velo e accompagnati da confettura di mirtilli rossi che può essere sostituita da composta di mele, pere o cotogne.

Il Migliaccio napoletano

È una torta cremosa, tipica della tradizione napoletana. L’ingrediente principe è il miglio, da qui il suo nome. La farina ottenuta da questo cereale era legata alla cucina povera partenopea e impiegata in molte preparazioni. La tradizione contadina medievale prevedeva anche l’aggiunta nell’impasto del Migliaccio del sangue di maiale, così come per la preparazione del sanguinaccio, usanza che si è persa nel tempo. Oggi al posto del miglio si usa il semolino, che viene fatto cuocere in un composto di latte e burro, quindi amalgamato ad altri ingredienti come uova, zucchero e ricotta. Gli ingredienti utilizzati per il migliaccio sono gli stessi che si trovano nel ripieno della sfogliatella napoletana, per questo motivo il dolce, in alcune zone della Campania, è conosciuto anche come “sfogliata”. Il migliaccio viene preparato tradizionalmente per Carnevale, il Martedì Grasso, e in occasione della Pasqua.

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