Un’idea divertente (ma sana) per un antipasto o da servire all’aperitivo. Una ricetta semplice ma di sicuro successo

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tini di piadina con biete e uova di quaglia

tini di piadina con biete e uova di quaglia

Preparazione: 30 minuti

Calorie: 104 Kcal a porzione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

4 dischi di piadina di circa 10 cm di diametro (60 g)

90 g di biete

4 uova di quaglia

1 cucchiaino di olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

5 g di semi di girasole

sale

pepe nero

Procedimento

Sbollentate le biete in acqua bollente per circa 4-5 minuti. Scaldate in una padella l’olio di oliva e fate rosolare lo spicchio di aglio. Unite le biete scolate, salate e fate insaporire per 5 minuti quindi spegnete ed eliminate lo spicchio di aglio.

Mettete le uova di quaglia in un pentolino con acqua e fate cuocere per 4 minuti dal bollore. Sgusciatele e tagliatele a metà.

Usando uno stampo da muffin formate 4 cestini con la piadina e infornateli a 10 °C per 10 minuti così da farli tostare leggermente. Dividete le biete nei cestini di piadina, unite le uova di quaglia sode e divise a metà. Cospargete con i semi di girasole e regolate di pepe nero a piacere.

Segreto

Ecco come fare il pieno di fibre e vitamine. La bieta regala fibre solubili e insolubili diventando un alimento essenziale per la salute del microbiota intestinale e in questo modo stimola anche il sistema immunitario.

Inoltre, i composti solforati dell’aglio, accompagnati dagli acidi grassi polinsaturi e dai polifenoli dell’olio extravergine e dei semi di girasole, aiutano a proteggere cuore e apparato cardiovascolare.

Consiglio

Il sapore delle uova di quaglia è decisamente più delicato rispetto a quello di gallina, si conservano al fresco, per circa 20 giorni e come tutte le uova, temono lo sbalzo di temperatura.

Sono perfette per l’aperitivo: basta cuocerle e abbinarle a tonno, mele, asparagi, oppure metterle nell’insalata o usale per le tartine. Ci si può anche preparare la pasta fresca: per 500 g di farina servono 12 uova di quaglia.

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Curiosità

Secondo i giapponesi, l’uovo di quaglia si mangia crudo, con un po’ di sale e limone (non si rischiano intossicazioni perché, grazie all’alta temperatura corporea delle quaglie, eventuali virus aviari o salmonelle vengono distrutti).

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