Un boccale e via: gli effetti della birra sul nostro corpo

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Innocente, affidabile, consentita oppure sconsigliata, demonizzata, magari anche proibita se si è a dieta. Ecco uno screening dell’impatto della birra sul corpo e sulla nostra cintura addominale

Sabrina Commis

Bionda, rossa, scura, doppio malto: per molti la bevanda al luppolo non è proprio ideale quando si tratta di nutrizione. “Certo innocua non è, le calorie vanno inserite in un contesto nutrizionale strutturato e adatto al profilo metabolico. – spiega Luca Colucci, biologo, nutrizionista. E se la birra offre nel momento in cui si beve una dolce sensazione dissetante, in seguito la “piacevolezza” si depositerà principalmente su pancia e fianchi. Si può però gestire la bevuta da  ”sabato sera”: ecco come”. 


L’alcol c’è ed è colpevole —

“La birra può far ingrassare per due motivi. Primo, le quantità: se eccessive, il corpo le immagazzinerà. Bere una birra ogni tanto va bene, se alziamo il gomito spesso, è garantito il rischio di aumento di peso. In secondo luogo, la bevanda contiene alcol, dunque etanolo, una molecola abbastanza energetica. A titolo di confronto, un grammo di zucchero contiene circa  4 calorie, un grammo di etanolo 7: più la birra é alcolica, forte, più le calorie si impennano”.


Birra: calcoliamo i carboidrati —

”Sebbene l’apporto calorico non sia particolarmente alto, la presenza di carboidrati semi-complessi, fa sì che questa bevanda possa stimolare la produzione di insulina, favorendo il deposito di grasso addominale: l’effetto è poi amplificato dalla presenza di acidi grassi presenti, carichi di energie. In alcuni soggetti suscettibili inoltre, la presenza di alcol può causare irritazioni sulla mucosa di bocca e intestino,   rivelarsi potenzialmente dannosa per sportivi, anziani o soggetti con un apparato digerente particolarmente reattivo”.


Una birra ogni tanto —

 “Se il bicchiere viene bevuto ogni tanto e il grado alcolico è limitato, il pericolo è minore, diventa un alimento, con un interessante contenuto nutrizionale composto da acqua, cereali, carboidrati, minerali, vitamine e alcol. Senza tralasciare il lievito, il luppolo e l’orzo: forniscono vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B12, interessante per i vegetariani, oltre alla vitamina B9 o acido folico, che aiuta a diminuire il rischio cardiovascolare. L’orzo offre anche fibre solubili, buone per il transito intestinale, per regolare il colesterolo e la glicemia. Le prove scientifiche non sono precise, ma sembra che il luppolo abbia proprietà antistress e lenitive. Inoltre, la birra contiene minerali essenziali per il buon funzionamento del nostro organismo, come silicio, potassio e magnesio.


Attenzione all’abbinamento —

“Spesso la birra viene associata a cibo salato,  servita negli aperitivi insieme a patatine, arachidi. Limitiamo i danni, abbiniamola a cibo sano, magari pinzimonio di verdure, un prosciutto magro, un carpaccio di pesce e scegliamo una birra leggera, magari analcolica. Rispetto a una birra a 5 gradi, l’analcolica ha dal 30 al 40% di calorie in meno, assicuriamoci che non abbia zuccheri aggiunti durante la preparazione. E non dimentichiamo mai la regola del controllo: un alimento può dar piacere solo se si regola la quantità. Il resto è solo eccesso”.

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