Vernaccia di S. Gimignano Campo della Pieve 2018, Colombaio di Santachiara
Vernaccia di S. Gimignano Campo della Pieve 2018, Colombaio di Santachiara

di Fabrizio Scarpato

Sciabolata morbida. Sciabolata tesa. Scomodo con piacere locuzioni proprie del lessico calcistico di Sandro Piccinini. Originali, almeno per il tempo, e comunque tessute di una certa eleganza, dote che, al contrario, col tempo è andata smarrita, se commisurata agli epigoni del noto commentatore sportivo. Ecco una certa classe attraversa tutto il giuoco di questo bicchiere giallo paglierino senza pentimenti, ma a ben sentire detto giuoco è fatto di improvvisi cambi di campo, di spiazzanti fendenti che riportano la palla e il palato altrove. Sciabolate appunto. Morbide, se si fa riferimento all’intensità agrumata del kumquat che giunge al naso, con pesca e fiori bianchi, fino alla netta, calda sensazione alcolica del sorso, cui fa ancora eco la bella freschezza delle susine e dei litchi . Tese, se invece ti lasci trasportare dalla nota balsamica e dalla sensazione di metallica asciuttezza che trapassa la bocca, tagliente e inesorabile, pur compensata da buona ampiezza e masticabilità al palato. Secco secchissimo. Dritto e puntuto, ma fine ed elegante. Tanto che vien facile pensare al profilo del borgo di San Gimignano, alle torri senza fronzoli, asciutte, eppure così affascinanti e uniche.