Rocca delle Macìe e i 50 anni di Lo chiamavano Trinità

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La storia che ha portato i Tre Bicchieri al Chianti Classico Tenuta S. Alfonso 2018 di Rocca delle Macìe e a molti altri vini dell’azienda, è iniziata con Italo Zingarelli, conosciuto anche con il nome d’arte di Ike Zingarmann (Lugo di Romagna 15 gennaio 1930 – Roma 28 aprile 2000), un personaggio poliedrico che è stato produttore cinematografico, regista, sceneggiatore ma anche un imprenditore vinicolo.

Rocca delle Macìe Aerea

Rocca delle Macìe

Dispone di circa 500 ha di cui oltre 200 coltivati a vigneto e 25 ad oliveto, suddivisi tra le sei tenute di proprietà: Le Macìe, Sant’Alfonso, la Riserva di Fizzano e le Tavolelle nel Chianti Classico, Campomaccione e Casa Maria in Maremma nella zona del Morellino di Scansano. Annualmente produce in media 2.7 milioni di bottiglie per un giro d’affari di circa 20 milioni di euro realizzato per oltre il 70% all’estero. Importante il settore dell’ospitalità che grazie all’attento restauro dei borghi medioevali di proprietà (Le Macìe, Riserva di Fizzano e il Torrione) curati dall’architetto Fabio Zingarelli e dalla moglie Lucia, viene offerta la possibilità ai turisti di visitare l’azienda, assaggiare i prodotti, mangiare al ristorante gourmet Passo dopo Passo e soggiornare in un panorama naturale unico nel cuore del Chianti Classico.

ITALO Zingarelli e Terence

Gli spaghetti western

Stavolta, però, non parliamo di vigna e cantina ma dell’altro lato della vicenda professionale di Zingarelli, quella cinematografica, legata a doppio filo con quel filone cinematografico di grande successo in voga dagli anni Sessanta, i cosidetti spaghetti western. Nel loro momento culminante, l’uscita di un film come Lo chiamavano Trinità (1970), una sorta di parodia nella parodia del western all’italiana, fu una trovata che fece epoca e segnò l’inizio di una serie cult. Ricreando i paesaggi dell’ovest americano a casa nostra (sui Monti Simbruini), combinando i temi scanzonati delle nostre commedie, sostituendo memorabili scazzottate a cruente sparatorie e spietati killers con bonaccioni dal cuore d’oro, affollò i cinema nostrani di grandi e di piccini, in cerca di divertimento e di leggerezza. La pellicola, diretta dal regista E.B. Clucher, pseudonimo dell’italianissimo Enzo Barboni, era stata prodotta da Italo Zingarelli che avendo sotto contratto due attori, Bud Spencer e Terence Hill, ne aveva intituito la verve comica, dando vita a una delle coppie più longeve e di maggiore successo del nostro cinema.

Continuavano_Italo Backstage

“Un connubio che ha segnato la storia del Cinema italiano e che si deve alla lungimiranza di nostro padre Italo” dichiara Sandra Zingarelli, da sempre più vicina al ramo Cinematografico della Famiglia “il quale fu capace di leggere in quelle sceneggiature il desiderio – in un’Italia che viveva le prime importanti difficoltà economiche e sociali – di riemergere e ripartire, con forza & leggerezza”. Poi fu la volta di “…continuavano a chiamarlo Trinità (1971), “…più forte ragazzi!” (1972) e ” Io sto con gli ippopotami (1979), interamente scritto e diretto dallo stesso produttore.

Italo Zingarelli, il quale, cinema a parte, era un grande appassionato di vino e di campagna, appena ebbe l’occasione nel 1973 fondò a Castellina in Chianti, Rocca delle Macìe, tuttora una delle più importanti aziende del Chianti Classico, adesso gestita Sergio Zingarelli in primis, insieme ai fratelli Fabio e Sandra.

Trinità 50: il film, il museo, le celebrazioni

A cinquant’anni dall’uscita del film Lo chiamavano Trinità, tuttora amato e seguito da migliaia di fans in tutto il mondo, l’azienda ha voluto celebrare l’anniversario (1970-2020) con una serie di iniziative che segnano la riapertura della cantina agli eventi in presenza. “Avevamo deciso di festeggiare l’anniversario con un evento nella nostra Tenuta di Castellina in Chianti – già programmato nel 2020, poi bloccato dalla pandemia – che ne tracciasse un profilo ed un racconto, rivisto con nuovi occhi, a 50 anni di distanza”  aggiunge Sergio Zingarelli, Presidente di Rocca delle Macìe “Ora, possiamo finalmente farlo con una ritrovata voglia di serenità e di convivialità”.

Nell’occasione c’è la proiezione in anteprima la pellicola originale, restaurata in collaborazione con la Cineteca di Bologna, con la quale la Famiglia Zingarelli ha voluto assicurare la fruibilità del film anche in futuro. Sabato la proiezione è aperta al pubblico, all’imbrunire, negli spazi esterni della tenuta.

Inoltre nella Tenuta Rocca delle Macìe di Castellina in Chianti, viene allestita, con la direzione artistica di Officina Grafica Firenze, la Galleria Trinità, con i cimeli dei set e foto di scena e non solo, inedite, che rimarrà a godimento e fruizione come una “movie destination” nel cuore del Chianti Classico – delle migliaia di fans sempre attivi nel mondo.

Illustrazione Vino Trinita

Non poteva mancare un nuovo vino. L’azienda per l’evento ha creato un Chianti Classico Gran Selezione, dedicato al fondatore, Italo Zingarelli, prodotto in edizione limitata di soli 1970 Magnum.

www.roccadellemacie.com

a cura di Andrea Gabbrielli

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