di Oscar De Pietro

La magnificenza di una terra infinita, incommensurabile, dove a tutt’oggi è ancora possibile la vera avventura. Un viaggio che risponde al bisogno di un profondo contatto con la natura. Luoghi che con i loro angoli mistici e nascosti seducono per paesaggi, genti, costumi e riscontri di una storia recente.


La Patagonia, tanto argentina quanto cilena, porta al silenzio, alla solitudine di luoghi remoti fraternizzati con vento, notti piene di stelle e cieli diafani.


In uno di questi percorsi si arriva a El Chalten, un piccolo paese di montagna ai piedi di colossi patagonici come il Fitz Roy e il Cerro Torre; qui ci si può inoltrare per comodi sentieri godendo di sfondi mozzafiato in un insieme di boschi, fiumi, ghiacciai e montagne.





Cerro Torre sin. e Cerro Fitz Roy des. Cerro Fitz Roy


Spostandosi verso Nord per la mitica Ruta 40 e attraversando la steppa patagonica in compagnia di guananchi e struzzi, come preludio alla Cueva de Las Manos si incontra la Tierra de Colores: una breve sosta per contemplare colline ricche di contrasti cromatici dovuti alla differente mineralizzazione del suolo.


 


Tierra de Colores Tierra de Colores


A breve distanza, nel profondo del canyon del Rio Pinturas si incontra Cueva de Las Manos, dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Camminando per un percorso contornato da una natura emozionante, si possono ammirare pitture rupestri in uno stupefacente stato di conservazione: le più antiche risalgono al 9.000 A.C. e nel loro insieme rappresentano un trascorso ininterrotto di più di otto millenni. Più che un rifugio temporaneo, la Cueva appare come uno “spazio sacro” per i cacciatori di guanaco che vollero qui lasciare una testimonianza della loro vita. Le rappresentazioni più note sono più di 800 silhouettes in positivo e negativo delle mani, realizzate soffiando il materiale cromatico attraverso piccole ossa animali; ma sono presenti anche figure animali come guanachi e struzzi e simboli geometrici probabilmente di divinità a tutt’oggi sconosciute; poche le figure umane, riprodotte in silhouette


        


 


Cueva de las Manos Cueva de las Manos


Proseguendo il tragitto e dando una decisa svolta verso Ovest, si giunge al secondo “specchio d’acqua” dell’America del Sud, un lago binazionale chiamato nel lato argentino Lago Buenos Aires e nel lato cileno Lago General Carrera. Come somma delle due superfici il lago è così grande da essere superato solo dal Lago Titicaca tra Bolivia e Perù (3.800 metri), ed è posizionato al lato della Cordigliera delle Ande ad un’altura di soli 300 metri. Il suo colore turchese è dovuto alla frammentazione delle rocce moreniche scomposte dall’azione dei grandi ghiacciai. Dopo alcuni giorni di viaggio vale la pena riposare sulle sponde di questo lago in un piccolo paese chiamato Los Antiguos, il cui nome è dovuto al ricordo degli anziani delle popolazioni originarie che trascorrevano i loro ultimi giorni di vita in questo luogo armonioso e ricco di acque.


Tramonto nel Lago Buenos Aires


  

  


Costeggiando il lago sempre verso Ovest, il paesaggio cambia completamente: le piogge delle perturbazioni che entrano dall’Oceano Pacifico rendono il panorama molto più rigoglioso, con boschi importanti che caratterizzano questo tratto della Carretera Austral. Un labirinto di colori tra fiumi, ghiacciai, fiori e alberi ci conduce alla “ciliegina sulla torta” del viaggio: le Cattedrali di Marmo, una meraviglia geologica naturale in un angolo nascosto della Patagonia. Innumerevoli caverne con pilastri scolpiti, tetti a volta e pareti ornate e tessute per l’effetto dei minerali amalgamati al marmo, un perfetto mix di acqua e roccia.




Cattedrale di Marmo Cattedrale di Marmo


Un viaggio è un sogno…in qualsiasi momento…in qualsiasi circostanza….in qualsiasi età!