Pasta, le fake news smentite dagli scienziati

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Penne aglio, olio e acciughe
Insalata di fusilli, scamorza, avocado e cipollotto
Strascinati al nero di seppia
Maccheroni di grano duro, sgombri e melanzane
Pipe rigate, zucchine e pollo
Orecchiette, vongole e bietole allo zafferano
Fusilli con friggitelli, pomodorini e acciughe
Penne rigate ai peperoni e menta
Rigatoni con salsa di peperoni
Fusilli con cozze e pane crocante
Pennette con polpo e sugo crudo al finocchietto
Trofie, straccetti di tacchino e peperone
Pasta fredda al pesto di ricotta
Paccheri con vongole e seppie
Cavatelli con polpettine di pollo
Mezzi paccheri al tonno e limone
Pennette integrali con porri e guanciale
Candele, merluzzo, zucchine e pecorino
Paccheri, ricotta e melanzane
Trofie con salsa al limone, menta e stufato di agnello
Cavatelli, sgombri e zucchine
Mezze maniche al ragù di coniglio con pastis e olive
Mezze penne pomodoro e limone
Pasta con i peperoni
Farfalle, conchiglie e calamaretti
Penne al ragù di pollo e peperoni
Paccheri al pesto di capperi
Sedanini al ragù di pollo
Cavatieddi con la ruca
Farfalle con mandorle e pâté di olive

È buona, ma fa ingrassare. È digeribile, ma dipende da quanto viene cotta. Fa bene, ma il glutine che contiene andrebbe eliminato. Sulla pasta ne abbiamo sentite di tutti i colori: inesattezze, mezze verità, ma anche vere e proprie invenzioni. A smentire le fake news, ci ha pensato, in un digital talk sulla pasta di cui Barilla Group è stato l’host, un pool di scienziati: Erminio Monteleone, professore dell’Università di Firenze e presidente della Società Italiana di Scienze Sensoriali, Elisabetta Bernardi, divulgatrice scientifica e nutrizionista dell’Università di Bari, e Maria Rescigno, immunologa e docente di Patologia Generale presso Humanitas University.

Fake news 1. A dieta, niente pasta

In realtà uno dei motivi per cui le diete per perdere peso falliscono è che non tengono abbastanza conto delle abitudini delle persone. Ad esempio, per chi segue la dieta mediterranea, la pasta è la principale fonte di carboidrati complessi. E non deve essere eliminata quando si comincia una dieta: lo ha anche dimostrato uno studio italiano, secondo cui la pasta, in un regime alimentare ipocalorico in linea con i principi della dieta mediterranea, aiuta a dimagrire e, anche, a non riprendere i chili persi. Non solo: continuare a mangiare la pasta aumenta significativamente la percezione della qualità della propria vita. La pasta ha anche un basso contenuto glicemico, e grazie a questa proprietà contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue e il peso, soprattutto nelle persone sovrappeso. Il modo in cui la pasta viene prodotta limita la fuoriuscita dell’amido attraverso il reticolo proteico e, così, riduce la risposta glicemica.

Fake news 2. No pasta a cena

In realtà, come dimostrano tre studi pubblicati sulla rivista The Lancet Public Health, mangiare carboidrati (e in particolare la pasta, ricca di triptofano e vitamine del gruppo B) può aiutare a vincere stress e insonnia. E, si sa, un buon sonno ristoratore è un alleato della linea. L’importante è dosare in modo corretto le porzioni e non eccedere con i condimenti.

Fake news 3. I carboidrati sono da eliminare

Nella dieta mediterranea, i carboidrati costituiscono il 55-60% dell’apporto calorico giornaliero. E sappiamo, anche da uno studio del Gruppo di Lavoro Giovani della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu) su 80 meta-analisi, che la dieta mediterranea è la migliore al mondo per dimagrire e restare in salute, prevenendo le malattie croniche non trasmissibili. La stessa ricerca, invece, boccia le diete iperproteiche, poco efficaci per la perdita di peso e per mantenere la salute cardiometabolica.

Non solo: diverse cellule del nostro corpo (e in particolare globuli rossi, cervello e muscoli), hanno assoluta necessità di carboidrati. Se all’organismo manca questo nutriente, accusiamo i disturbi tipici dell’ipoglicemia e del digiuno: debolezza, sudorazione, mancanza di concentrazione e attenzione, sonnolenza, mal di testa, annebbiamento della vista.

Fake news 4. La pasta al dente si digerisce meno

In realtà la pasta al dente va masticata più a lungo: più esposta alla saliva e frammentata in piccoli pezzi, risulta più semplice da digerire. La pasta al dente ha anche un minor impatto sull’indice glicemico e stimola meno la produzione di insulina. Rallenta l’assorbimento del glucosio che compone l’amido, e il risultato è un indice glicemico inferiore.

Fake news 5. La pasta non fa bene perché contiene glutine

Il glutine, come conferma anche il sito anti fake news dell’ISS, fa male solo a celiaci e ipersensibili, che rappresentano l’1% della popolazione mondiale. Per tutti gli altri, il glutine non è dannoso. Per chi ci rinuncia senza averne bisogno, il rischio è quello di compensare la mancanza di carboidrati complessi con un’alimentazione troppo ricca di grassi, che determina un maggior apporto calorico.

Qualche buona ricetta con gli spaghetti

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