Nuggets cruelty-free: via libera alla vendita di carne coltivata in laboratorio

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Per la prima volta al mondo, via libera alla vendita di carne coltivata in laboratorio. È successo a Singapore, dove i prodotti dell’azienda americana Just hanno superato i test imposti della Singapore Food Agency. Dopo 2 anni di controlli sulla qualità e la sicurezza del prodotto, la carne coltivata in laboratorio sarà venduta in un ristorante. Si tratterà di nuggets di pollo ottenuti senza la macellazione dell’animale.

Carne coltivata in laboratorio: come si ottiene

Le cellule di carne di pollo, provenienti da una banca dati e ricavate da biopsie su animali vivi, vengono coltivate in un bioreattore e combinate con ingredienti di origine vegetale.

Il prodotto ottenuto ha lo stesso sapore, consistenza e odore della carne convenzionale ma non prevede la macellazione ed è dunque cruelty-free. La carne coltivata in laboratorio sarà venduta sotto forma di nuggets di pollo croccanti. L’azienda ha fatto sapere che, dopo il primo ristorante, è decisa ad aprirne di più per poi spostarsi nella grande distribuzione. Del resto, secondo un recente rapporto della società di consulenza globale AT Kearney, nel 2040 la maggior parte della carne consumata non proverrà dalla macellazione di animali.

Il futuro del mercato della carne coltivata in laboratorio

Ad ottenere il via libera, è stata la carne coltivata in laboratorio dell’azienda Just. La start up californiana, che da anni opera nel settore dell’alimentazione, ha già al suo attivo l’invenzione dell’uovo-non-uovo. Il Just Egg, ottenuto da una miscela di fagiolo mungo verde e curcuma, viene commercializzato in forma liquida (per preparare frittate e dolci) o come maionese vegetale.

Ora che i nuggets hanno ottenuto il via libera alla commercializzazione, Josh Tetrick (CEO di Just) è convinto di poter scalare il mercato grazie alla qualità del suo prodotto. I vantaggi della carne coltivata infatti sono molteplici. Oltre ad abbattere il dispendio di acqua e terra per la produzione, limita le emissioni di anidride carbonica. Si tratta poi di una carne ‘sana’, priva di antibiotici e ormoni.

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