Non solo caffè: 8 usi alternativi della moka

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È forse uno degli strumenti più diffusi nelle cucine degli italiani: è la moka, un oggetto utilissimo per la preparazione del caffè. È stata inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti, imprenditore nel campo dei semilavorati in alluminio. Ispirato da alcune lavandaie che facevano il bucato, creò uno strumento con quattro elementi in alluminio e guarnizione sostituibile che ha rivoluzionato il modo di fare il caffè in Italia. Negli ultimi decenni, soffre un po’ per la competizione con le capsule o con altri sistemi di estrazione del caffè, ma resta un oggetto imprescindibile nelle nostre case. Meglio quindi averne sempre una in cucina anche perché, se non la usate per preparare il caffè, potete sempre sfruttarla in altro modo. Per esempio per cucinare. Come? Scoprite 8 usi alternativi della moka.

  1. Brodo: lo chef Massimo Viglietti, dal 2020 al ristorante Taki di Roma, da anni usa la moka in cucina perché permette di sviluppare la materia magra e dare una maggiore aromaticità alle preparazioni. Ma come? Si versa l’acqua nel serbatoio della caffetteria, proprio come se stessimo preparando un caffè. Mentre nel filtro si posizionano le verdure, i pezzetti di carne o di pesce, oltre agli aromi, a seconda del tipo di brodo che vogliamo preparare. È importante che gli ingredienti, anche le erbe aromatiche, siano ben tritati in modo che riescano a starci seppur in uno spazio piuttosto ridotto. Evitate materie prime in polvere che potrebbero otturare il filtro. Per quanto riguarda le spezie, se si tratta di ingredienti di piccolo formato e in grani potete lasciarli interi, altrimenti meglio spezzettarli. A questo punto si monta la moka, si posiziona sul fornello acceso a fiamma moderata e si aspetta che esca non il caffè, ma il brodo.
  2. Minestrone: lo chef Viglietti usa la stessa tecnica per preparare un piatto che potrebbe sembrare banale ma che, grazie alla caffetteria, acquista un altro significato. Stiamo parlando del minestrone. Lo chef consiglia di far bollire prima l’acqua con le croste di parmigiano e poi di versarla nella caldaia. Tagliate le verdure e saltatele in padella con pochi grassi. Tritati gli scarti delle verdure e metteteli nel filtro della caffetteria insieme agli aromi (erbe aromatiche e/o spezie a piacere). Non appena il brodo sarà pronto vi basterà versarlo sopra le verdure saltate in padella e gustarvi il vostro minestrone.
  3. Caffè di pomodoro: è un ingrediente semplicissimo, molto usato nelle cucine stellate per il suo sapore, per la sua versatilità e per la sua capacità di gelificare. E lo chef Stefano De Lorenzi lo prepara proprio con la moka. Ecco perché usa il nome di caffè di pomodoro. Come si fa? Tagliate i pomodori datterini a dadini mantenendo il picciolo e inseriteli nel filtro. Riempite il serbatoio della caffettiera con l’acqua e preparate il vostro caffè di pomodoro. Facile, no? Potete poi aggiungerla, come lo chef De Lorenzi, a palline di baccalà mantecato oppure a dei classici spaghetti o ancora a dei gamberi crudi. Potete perfino usarla per mantecare un risotto o per bagnare una frisella.
  4. Zuppa di cipolle: un’altra delle ricette consigliate dallo chef Massimo Viglietti. La preparazione è veloce e pratica. Basta affettare le cipolle e tostarle velocemente in padella. Si aggiunge un filo d’acqua, si filtra e si raccoglie il liquido nel serbatoio della moka. Si completa il tutto con altra acqua o vino bianco, mentre nel filtro si posizionano le cipolle tostate insieme a erbe aromatiche fresche tritate. A questo punto si accende il fuoco sotto la caffettiera e si aspetta l’inconfondibile borbottio.
  5. Bisque di crostacei: è una delle preparazioni preferite dello chef Viglietti. Basta tostare in forno i carapaci dei crostacei con il timo e poi inserirli nel filtro. Bollendo l’acqua passerà attraverso gli ingredienti e dal beccuccio uscirà un profumato fumetto al profumo di mare. Non solo. Mettete la bisque o un brodo di pesce nella caldaia della moka. Riempite il filtro con scorza di limone e di arancia non trattate e infine, nel raccoglitore, inserite i gamberi con la testa rivolta verso l’alto. Attendete che il liquido sottostante riempia il contenitore e servite il tutto con fette di pane tostato.
  6. Zuppa di pesce: a rendere famosa questa ricetta di Mario Ferrero (@customfood.to) è stato il noto Youtuber Guglielmo Scilla in arte Willwoosh. Nella caldaia ha versato una parte di acqua e una di vino bianco oltre a uno spicchio d’aglio, foglie di prezzemolo, pepe, curcuma, radice di zenzero e un pizzico di sale. Ha poi riempito il filtro di un mix di verdure (zucchine, carote, cipolla, sedano) tagliate a dadini piccolissimi, gamberi sminuzzati e un altro pizzico di sale. Infine, ha valorizzato il raccoglitore. Sul fondo Willwoosh ha messo pomodorini tagliati in quattro parti, gamberi, un pizzico di sale e un filo di olio extravergine d’oliva. La caffettiera così composta è stata posizionata sopra al fornello a fiamma minima. Una volta che la zuppa ha iniziato a lambire il beccuccio, è stato messo da parte il brodo e sono state disposte nel piatto tutte le parti solide: i gamberi, i pomodorini e le verdurine che avevamo inserito nel filtro. Infine è stato versato il liquido e un altro filo di olio extravergine. “Zuppetta gourmet di gamberi dentro la caffettiera promossa a pieni voti“, conclude Willwoosh alla fine della video ricetta, piacevolmente stupito anche lui del risultato.
  7. Vin brulè: lo chef Viglietti ha sottolineato come questo metodo di cottura esalti l’aromaticità degli ingredienti. Perché allora non provare a preparare con la caffettiera una delle bevande aromatiche per eccellenza, il vin brulè? Mettete nella caldaia il vino rosso. Andate poi a riempire il filtro con scorza d’arancia non trattata grattugiata, cannella e anice stellato spezzettato, chiodi di garofano e una fettina di mela tagliata a cubetti. Fate andare la moka a fuoco basso con il coperchio del raccoglitore abbassato e, soprattutto, in una fredda giornata invernale, bevete il vostro vin brulè della caffettiera caldo caldo. Se volete potete aggiungere un cucchiaino di zucchero direttamente nella tazza.
  8. : ironia della sorte, è uno dei tanti metodi di estrazione dell’antica bevanda orientale, spesso vista in antitesi con il caffè. È necessario sminuzzare le foglie con un mortaio o con un apposito macinino oppure rovesciare il contenuto delle bustine nel filtro della moka. Se volete potete aggiungere delle spezie o delle erbe aromatiche per creare un blend dal sapore unico. Attenzione perché non tutti i tè sono adatti a questo metodo di preparazione. Escludete quindi i tè verdi che potrebbero risultare ben troppo amari, a eccezione di quelli dalle foglie tostate come l’hojicha giapponese. Spazio invece ai tè neri, ma anche ai tè fermentati e agli oolong ad alta ossidazione.

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