No al lavoro nei campi nelle ore più calde: l’ordinanza della Puglia

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Una morte che non rimarrà senza un seguito quella di Camara Fantamadi, il bracciante originario del Mali di 27 anni morto dopo aver lavorato molte ore sotto il sole, a temperature elevate. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza regionale che vieta “il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16 con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2021.

L’ordinanza vale sull’intero territorio regionale “nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito http://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ segnali un livello di rischio Alto”, si legge.

Nei giorni scorsi anche il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, aveva adottato un’ordinanza analoga, vietando il lavoro nei campi dalle 12 alle 16, da lunedì 28 giugno al 31 agosto quando la mappa Inail indicherà Rischio Alto nel territorio.

Tre lavoratori morti nella grande afa in due giorni in Puglia e il sindaco Pippi Mellone invita tutti ad adottare l’ordinanza anti-caldo in vigore da cinque anni nel proprio comune, Nardò (Lecce): vieta infatti il lavoro nei campi durante l’estate nelle ore più calde della giornata – tra le 12:30 e le 16 – per tutelare i braccianti agricoli. Ai ministri del Lavoro, delle Politiche Agricole e della Salute – Andrea Orlando, Stefano Patuanelli e Roberto Speranza -, ai presidenti di Anci (Antonio Decaro), Regione Puglia (Michele Emiliano) e Inail (Franco Bettoni) chiede l’estensione del divieto a tutte le zone più esposte al caldo, come il Salento. Invierà quindi loro il testo dell’ordinanza che quest’anno, per la prima volta, è legata al progetto Worklimate di Inail e Cnr. Il sindaco salentino propone anche «un sistema di allarme e intervento rapido per i giorni ad altissimo rischio, in modo da poter scongiurare, per quanto possibile, il ripetersi di simili tragedie».

«Non lasciamo che la morte di Paola Clemente, Abdullah Mohamed, Camara Fantamadi, Antonio Valente, Carlo Staiani e di chissà quanti uomini e donne prima di loro, siano state vane», ha scritto il sindaco Mellone ricordando diverse vittime di ieri e di oggi.

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