Ministero e Federcuochi, un patto per promuovere il tartufo nel mondo

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Un protocollo di intesa per promuovere una cultura gastronomica sostenibile e gourmet che favorisca la conoscenza e il consumo in campo nazionale e internazionale del tartufo, indiscusso principe della tavola, è stato firmato nella sala Clemente del Mipaaf dal sottosegretario Gian Marco Centinaio per il Ministero, dal presidente della Federazione italiana cuochi Rocco Cristiano Pozzulo, e da Giuseppe Cristini, presidente dell’Accademia del Tartufo nel mondo.

Gian Marco Centinaio, Rocco Pozzulo, Giuseppe Cristini, Alessandro Circiello, Saverio Abate (Mipaaf), Salvatore Bruno (segretario Fic)

Gian Marco Centinaio, Rocco Pozzulo, Giuseppe Cristini, Alessandro Circiello, Saverio Abate (Mipaaf), Salvatore Bruno (segretario Fic)

Centinaio: «Chef della Fic e il tartufo sono ambasciatori dell’Italia nel mondo»

Già due anni fa il Ministero aveva firmato un protocollo con la Fic puntando alla promozione della nostra cucina attraverso i loro principali interpreti e ambasciatori ed ora la progettazione di una strategia comune viene estesa anche al comparto del tartufo e a tutte le sue professionalità. «Gli chef della Fic e il tartufo sono ambasciatori del nostro miglior Made in Italy nel mondo – ha detto Gian Marco Centinaio – rappresentando un connubio vincente che ha nella qualità il suo punto di forza. Il mondo della cucina ha bisogno di certezze anche dal Ministero e di conseguenza le filiere più importanti devono creare sinergie anche con i cuochi. Quando ci siamo confrontati con gli amici dell’Accademia del Tartufo abbiamo creduto di portare avanti tutti insieme un obiettivo che prevede la valorizzazione nel mondo della nostra eccellenza ma anche una regolamentazione del settore. L’idea era quella di far di partire una proposta ministeriale o aiutare il Ddl attualmente fermo al Senato affinché fosse approvato il più velocemente possibile. Stiamo esaminando la parte burocratica insieme agli altri Ministeri competenti e spero che dopo l’estate si potrà lavorare velocemente per arrivare all’approvazione della legge che sta avendo l’appoggio di tutte le forze politiche».

Il tartufo, principe della tavola made in Italy

Il tartufo, principe della tavola made in Italy

Non solo promozione, anche formazione

L’accordo che favorisce sinergie utili a migliorare le produzioni gastronomiche e agroalimentari con il rispetto dei criteri di adeguatezza normativa, della sostenibilità e della certificazione della qualità e della sicurezza prevede anche iniziative di formazione degli operatori e per la creazione di una maggiore consapevolezza dei consumatori sul valore delle proprie scelte alimentari. Il protocollo consta 8 articoli e avrà la durata di 12 mesi, rinnovabili automaticamente per l’anno successivo.

L’impegno della Federcuochi

Per Rocco Cristiano Pozzulo questa intesa dimostra quanto la Fic abbia a cuore la Cucina italiana e il mondo degli agricoltori. «Dobbiamo stare a fianco di chi produce – ha detto – In questo caso la terra ci offre un grandissimo prodotto che dobbiamo curare e valorizzare. Noi faremo di tutto per promuovere questa eccellenza soprattutto all’estero attraverso la nostra rete di oltre mille cuochi, ma allo stesso tempo è importante partire da questo protocollo per una migliore formazione dei nostri professionisti e non solo degli allievi. Tutti dobbiamo completare il nostro percorso educativo anche se diamo per scontato che conosciamo il tartufo e tutti gli altri prodotti del nostro agroalimentare. L’offerta ristorativa post-Covid sarà un elemento trainante e farà la differenza anche nel mercato globalizzato dell’accoglienza di domani».

Il momento della firma del protocollo da parte di Rocco Pozzulo e Giuseppe Cristini

Il momento della firma del protocollo da parte di Rocco Pozzulo e Giuseppe Cristini

Il tartufo, principe della tavola italiana, versatile in cucina

Per Giuseppe Cristini, fondatore dell’Accademia del Tartufo nel Mondo, l’accordo sottoscritto sarà fondamentale anche per l’Esposizione Internazionale di Dubai di ottobre perché il tartufo ha una versatilità meravigliosa che può accompagnare un intero menu, dall’antipasto al dessert. «Con il Ministero che ci mette la faccia – ha detto – la grande Cucina italiana è pronta a riprendere il suo ruolo, quasi una rinascita post pandemia nel mondo e con temi culturali e autorevoli vogliamo col tartufo parlare al mondo. La madre terra lo sa donare 12 mesi all’anno e noi possiamo sempre, in ogni stagione, impreziosire la cucina e richiamare l’ospite internazionale, attraendolo anche con il racconto della sua natura misteriosa, tra realtà e magia. È anche un prodotto sostenibile: racconta una storia e tante storie di chi lo trova, del cavatore, del cane e infine di chi lo offre nel piatto. È un cibo per sognatori e necessita di essere raccontato con la conoscenza e la competenza, a partire dal bosco arrivando fino alla tavola. La nostra rivista è anche in inglese perché ci rivolgiamo a tutto il mondo anche con un assetto social».

Giuseppe Cristini e il tartufo

Giuseppe Cristini e il tartufo

Promozione ma anche regole, valide sia per professionisti che per hobbysti

Il progetto di una regolamentazione del settore, di cui si parla da tempo, continua ad emergere. «È un tema impegnativo e ambizioso – ha detto Centinaio – ma se vogliamo far fare un salto di qualità a questo prodotto dobbiamo cominciare ad accettare che anche chi è cercatore per hobby deve seguire determinate regole. Sono convinto che il Ministero debba parlare con tutti, e tutti stiamo ascoltando. Poi alla fine l’obiettivo sarà quello di punire chi approfitta e chi distrugge questo nostro grande patrimonio di biodiversità tartufigena, che esiste solo da noi. Anche la nuova tecnologia blockchain applicata dalla Fnati, la Federazione nazionale delle Associazioni dei tartufai italiani, va in questa direzione. Sono stati proprio i cercatori a proporre questa tecnologia e sia i professionisti che gli hobbysti vogliono che venga certificato il loro lavoro. L’obiettivo del Ministero è di aiutare tutti, per poi arrivare a certificare il tartufo 100% italiano».

Appuntamento alla Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

È emerso nel dibattito anche il problema della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, al centro della prossima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba, che si svolgerà dal 9 ottobre a 5 dicembre sul tema “Connessi con la natura”. E proprio in conseguenza dei cambiamenti climatici la data di inizio è stata dilazionata di una settimana.

Circiello (Fic): Buono, ma anche sano

Anche per Alessandro Circiello, presidente della Fic Lazio e pioniere della divulgazione dei principi della sostenibilità a tavola, questa intesa segna una svolta proprio in un momento in cui si parla tanto di transizione ecologica. «Tutto nasce dalla terra – ha detto – e poi il tartufo, bianco o nero, rappresenta nel mondo il bello e il buono del Made in Italy. E in questo caso anche il sano perché è un tubero naturale che ha tanti oligoelementi e fa bene alla salute».


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