Le guide di Agrodolce: vacanze nella Sicilia Occidentale

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La Sicilia si prepara a vivere un’altra estate da protagonista, nel rispetto delle norme di sicurezza. Secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2021, la regione si attesta come la meta enogastronomica più desiderata del Bel Paese e Palermo la terza città preferita dai turisti italiani. Ecco dunque una breve guida con i nostri consigli per un viaggio on the road lungo la West Coast siciliana, tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani: città e borghi d’arte, bellezze naturalistiche e i migliori indirizzi dove fermarsi per magiare e dormire

Palermo e provincia, cosa vedere

  • Percorso Arabo-Normanno: Palermo, Monreale e Cefalù. Lo stile Arabo-Normanno dei principali monumenti di Palermo, Cefalù e Monreale – percorso dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco – nasce dall’unione di due mondi opposti: arabo (musulmano) e normanno (cattolico). Un melting-pot culturale che nel capoluogo siciliano ha dato vita a capolavori architettonici come il Palazzo Reale o dei Normanni, la Cappella Palatina, la Cattedrale, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana, la Chiesa di San Cataldo, il Castello della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio. E poi il Duomo e il Chiostro di Monreale. Mentre a Cefalù, incantevole località bagnata dal Tirreno e protetta da una rocca, ci sono la Cattedrale con la figura solenne e severa del Cristo Pantocrator e il Chiostro restaurato nel 2003 e oggi fruibile ai visitatori.
  • Casa Florio (Discesa Tonnara 4B, Palermo). Il complesso della Tonnara dell’Arenella venne acquistato nel 1830 da Vincenzo Florio, che ne commissionò la trasformazione all’architetto Carlo Giachery. L’edificio, denominato “I Quattro Pizzi”, è una palazzina quadrangolare neogotica caratterizzata da quattro guglie che la sovrastano. Ha accolto nel tempo ospiti illustri come l’ultima Zarina di Russia che, durante il suo soggiorno a Palermo, ne rimase talmente colpita da commissionarne una simile vicino a San Pietroburgo. Oggi i discendenti di Vincenzo Florio hanno creato l’Associazione culturale Casa Florio che organizza tutto l’anno visite guidate e attività culturali per mantenere viva la memoria di questa grande famiglia di imprenditori e mecenati.
  • Fiumara d’arte (Valle dell’Halaesa). Un museo d’arte contemporanea a cielo aperto nella Valle dell’Halaesa – sulla costa tirrenica, al confine tra le province di Palermo e Messina – tra i più grandi in Europa, voluto e ideato dal mecenate Antonio Presti. Tra le istallazioni più rappresentative: la Piramide – 38° parallelo di Mauro Staccioli; Energia Mediterranea, l’onda blu di cemento di Antonio di Palma; Monumento a un poeta morto, la finestra blu sul mare firmata da Tano Festa. Per dormire c’è invece l’Atelier sul mare, un albergo-museo a Castel di Tusa con 20 camere d’arte.

Palermo e provincia, dove mangiare

Corona Trattoria (Via Marconi 9). Senza dubbio il migliore ristorante di pesce della città. Presso l’osteria contemporanea gestita dalla famiglia Corona è possibile assaporare le autentiche ricette della tradizione palermitana (bucatini con le sarde, spaghetti al nero di seppia, margherita con l’anciova) accompagnate da un’ottima selezione di vini siciliani.

Osteria dei Vespri (Piazza Croce dei Vespri 6). Insegna storica della ristorazione palermitana. Il locale dei fratelli Rizzo è ricavato nelle scuderie di Palazzo Gangi, ancora oggi dimora privata tra le meglio conservate in Sicilia, dove è stata girata la celebre scena del ballo de Il Gattopardo. Ci si accomoda nei tavoli allestiti all’esterno, nell’omonima piazza ormai pedonalizzata, per provare le nuove proposte del menu 2021.

Gagini Restaurant (Via Cassari 35). Franco Virga è l’uomo “prodigio” della ristorazione palermitana, colui che è riuscito dove altri non ce l’hanno fatta, ovvero creare 5 locali di successo nella stessa città, ognuno con una sua specifica identità: Gagini, ristorante gourmet dove è approdato lo chef brasiliano Mauricio Zillo; Bocum, mixologist bar tra i migliori 10 d’Italia secondo Gambero Rosso; Buatta, osteria con i piatti della tradizione popolare palermitana; Aja Mola trattoria di mare e Libertà con un focus sui vini naturali.  

Molo Sant’Erasmo (Caletta Sant’Erasmo). In meno di un anno questa trattoria di pesce contemporanea è riuscita a fare breccia nel cuore dei palermitani e prenotare un tavolo risulta impresa assai ardua. L’artefice di questo successo è Saverio Borgia, giovane imprenditore già conosciuto per il marchio Bioesserì. Ha scommesso nella riqualificazione del water front cittadino, puntando su arredi moderni ispirati al mare e piatti dal sapore mediterraneo.

Ristorante Charleston (viale Regina Elena 37, Mondello). Mondello è la spiaggia preferita dai palermitani. All’interno di un’elegante villa liberty affacciata sul lungomare si trova il Charleston, storico ristorante siciliano che vanta più di 50 anni di attività. Alla guida della giovane brigata di cucina c’è il promettente chef Santino Corso. 

Street food palermitano. Impossibile visitare Palermo e non assaggiare i mitici pezzi dello street food come sfincioni, arancine, pane e panelle. Il consiglio è quello di addentrarsi negli storici mercati (Capo, Ballarò e Vucciria) oppure andare a colpo sicuro in alcune delle insegne più apprezzate dalla gente del posto: la friggitoria Franco U Vastiddaru, nei pressi di Piazza Marina, icona del cibo di strada, e KePalle, un format originale interamente dedicato alle arancine.

Talea – Orto Botanico (via Lincoln 2). Uno scrigno nello scrigno: Talea è la caffetteria dell’Orto Botanico di Palermo, un vero museo en plein air con oltre 5.000 specie vegetali. Novità dell’estate 2021, il bar allestito all’interno della serra e arredato con pezzi di design ottenuti con materiali naturali. La società che gestisce Talea è la stessa che cura Roaselia, spazio polifunzionale ospitato nel Polo Museale di Palazzo Sant’Elia, e la Locanda del Gusto, ristorante gourmet all’interno dell’Hotel Quintocanto.

I Segreti del Chiostro (Piazza Bellini 1). Recuperare e tramandare le antiche ricette della tradizione conventuale siciliana: è questo l’ambizioso progetto portato avanti dal laboratorio di pasticceria artigianale dell’ex Monastero di Santa Caterina (salite fino alla terrazza panoramica per ammirare dall’alto cupole e palazzi del centro storico di Palermo). Tutti i dolci sono preparati con materie prime semplici e genuine, senza conservanti. Tra le specialità da provare: cassate, cannoli, nucatoli, pantofole, frutta martorana e, in estate, granite e gelo di mellone (anguria) con i profumatissimi gelsomini.

Ristorante I Pupi (via del Cavaliere 59, Bagheria). Tony Lo Coco è lo chef più rappresentativo della tradizione gastronomica palermitana. Un talento innato in cucina, premiato con l’ambita stella Michelin. Occorre prenotare in largo anticipo per trovare posto nel suo bel ristorante a Bagheria. La tappa ai Pupi è un’ottima scusa per visitare la settecentesca Villa Palagonia (conosciuta anche come “Villa dei Mostri”) e il Museo dedicato all’artista Renato Guttuso.

Ristorante Al Faro Verde (Largo San Nicolicchia 14, Porticello). Basta percorrere pochi chilometri da Palermo per raggiungere Porticello, borgata dalla lunga tradizione marinara con una flotta di pescherecci che rifornisce i migliori ristoranti della zona. Proprio qui, da oltre 40 anni, si trova la trattoria di pesce dei fratelli Balistreri. Oltre all’ottimo pescato, lo chef Maurizio Balistreri seleziona per la sua cucina ingredienti di piccoli e virtuosi produttori siciliani.

Cortile Pepe (Via Nicola Botta 15, Cefalù). Tra i borghi marinari più belli di tutta la Sicilia, Cefalù rappresenta anche la porta d’ingresso per visitare i paesi del verdissimo comprensorio delle Madonie (Castelbuono, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Gangi e Geraci Siculo). Nella cittadina normanna, affacciata sul Tirreno, spicca il ristorante Cortile Pepe, senza dubbio il miglior indirizzo per provare gli autentici sapori di questo angolo incantato dell’isola.

Palermo e provincia, dove dormire

  • Villa Igiea Rocco Forte Hotels (Salita Belmonte 43, Palermo). Il 3 giugno 2021 è la data più attesa dal mondo dell’hôtellerie siciliana: il gruppo Rocco Forte apre finalmente Villa Igiea, storico palazzo Art Nouveau affacciato sul Golfo di Palermo, un tempo appartenuto all’influente famiglia dei Florio. Simbolo di eleganza e ospitalità, a partire dalla Belle Époque ha visto sfilare tra i suoi corridoi re e regine, Capi di stato e divi di Hollywood. La celebre Sala Basile, il bar affrescato e il salone da ballo sono stati riportati alla bellezza originale mentre il design delle 100 camere e suite coniuga l’anima siciliana con il tocco distintivo dello stile Rocco Forte. Lo chef Fulvio Pierangelini ha elaborato un menù ad hoc in grado di esaltare la millenaria tradizione culinaria dell’isola, declinata per una clientela raffinata e internazionale.
  • Palazzo Sovrana (Via Bara all’Olivella 78, Palermo). Palazzo storico recentemente recuperato e trasformato in hotel di charme. Offre appartamenti di lusso e suite con spettacolare vista sul Teatro Massimo, capolavoro del Liberty e monumento simbolo di Palermo. Tra le novità della stagione 2021, l’esposizione nelle aree comuni di opere di artisti siciliani attentamente selezionati dalla giovane proprietaria, mentre dalla terrazza panoramica sul tetto si ammira la città dall’alto, in tutta la sua magnificenza.
  • Garden Suite Palermo (Via Generale Arimondi 2, Palermo). Un’intima e raffinata garden suite dotata di ogni comfort e immersa nel verde di un’elegante villa privata affacciata sulla centralissima via Libertà, punto ideale per andare alla scoperta delle bellezze del capoluogo siciliano. Ci si sente come a casa di amici grazie all’accoglienza calda ma sempre discreta dei proprietari. Prenotazioni via email: silvia.scaldaferri@gmail.com
  • Susafa (Contrada Susafa – Polizzi Generosa). La più affascinate masseria di charme della Sicilia, immersa nel silenzio dell’entroterra palermitano. Per gli ospiti la possibilità di richiedere esperienze personalizzate come pranzi all’aperto nell’antico baglio, pic-nic tra i campi di grano o tra gli alberi di ciliegio e corsi di cucina con le signore del posto. A completare l’offerta ci sono il ristorante, la piscina con vista panoramica sulle colline madonite e la nuova Deluxe Suite con area Spa (sauna, doccia emozionale, jacuzzi).

AGRIGENTO e provincia, cosa vedere

  • Parco della Valle dei Templi e Giardino della Kolymbetra. Ampio circa 1300 ettari, il Parco conserva uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico che comprende i resti dell’antica città di Akragas. La Valle, dichiarata nel 1997 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è immersa in un contesto agricolo di rara bellezza da cui nascono i prodotti enogastronomici della linea Diodoros (olio, vino, capperi, mandorle, miele e presto anche marmellate, grani antichi e succhi di frutta). Da non perdere la visita al rigoglioso Giardino della Kolymbetra, riportato all’antico splendore grazie al FAI – Fondo Ambiente Italiano. 
  • Scala dei Turchi (Realmonte). In prossimità della Valle dei Templi si trova la Scala dei Turchi, una delle bellezze naturalistiche da non perdere durante un viaggio in Sicilia. Si tratta di una falesia di marna bianca forgiata nel tempo dalle onde e dal vento.
  • Farm Cultural Park (Favara). Una galleria d’arte contemporanea tra i vicoli e i cortili del centro storico di Favara, area un tempo abbandonata e adesso riscattata, tanto da essere la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.
  • Teatro di Andromeda (Santo Stefano Quisquina). Un teatro sospeso tra terra e cielo nel paesaggio poco conosciuto dei Monti Sicani: 108 pietre bianche come sedili che si stagliano sulla sabbia nera della cavea. Ci si va per assistere a uno dei tanti eventi organizzati oppure solo per ammirare i tramonti mozzafiato.

Agrigento e provincia, dove mangiare

Terracotta Ristorante (Via Pirandello 1). Fabio Gulotta, cuoco e anima della cooperativa sociale Spazio Temenos, seleziona accuratamente le materie prime del territorio, dal pesce di Sciacca fino ai prodotti coltivati nelle fertili terre della Valle dei Templi. Da Terracotta si degustano vere specialità come i formaggi di capra girgentana (creatura dalle inconfondibili corna a spirale). Il contesto è davvero unico, il ristorante è infatti ricavato nell’ex Chiesa di San Pietro, nel centro storico di Agrigento.

Uovo di seppia (Corso Filippo Re Capriata 14, Licata). La memoria è il filo conduttore della cucina di Pino Cuttaia, chef e patron del ristorante 2 stelle Michelin La Madia di Licata. Sempre attento ai temi della sostenibilità del mare e del territorio di Agrigento, ha aperto una dispensa a cui ha dato il nome di uno dei suoi piatti, Uovo di seppia. E in estate si aggiunge anche il delizioso bistrot vista mare presso un lido della spiaggia di Licata.

Locanda sul mare di Giancarlo Perbellini (Bovo Marina – Montallegro). Dopo il bilancio positivo del primo anno, lo chef Giancarlo Perbellini riconferma l’apertura del suo ristorante in Sicilia, immerso nella Riserva Naturale di Torre Salsa. Tra le novità del 2021, i vini creati in esclusiva per il ristorante dall’azienda agrigentina Luna Sicana. Per gli ospiti l’opportunità di alloggiare nelle stanze del resort Luna Minoica, piccola struttura partner con accesso diretto alla duna di sabbia dorata.

Agrigento e provincia, dove dormire

  • Verdura Resort Rocco Forte Hotels (Sciacca). Onda verde per il Verdura – resort del gruppo Rocco Forte situato tra la Valle dei Templi e la città di pescatori di Sciacca – che ha appena inaugurato la stagione 2021: alle piante di ulivo, arancio, mandorlo, fico d’india, melograno e limone, si sono aggiunti 480 nuovi alberi di ulivo e arancio, portando a quota 7.700 le piante da frutto oggi esistenti nella ‘Foresta Verdura Resort’. L’obiettivo è quello di diventare il primo operatore del segmento luxury a farsi portavoce del turismo sostenibile, con l’impegno condiviso anche dagli ospiti e dalle aziende partner. Le eleganti camere e suite – 203 suddivise in varie tipologie – vantano una strepitosa vista mare, mentre le nuove Private Villas sono capolavori di architettura sostenibile.
  • Mandranova (Palma di Montechiaro). Azienda agricola specializzata nella produzione di olio extra vergine d’oliva e mandorle e anche casale di campagna di charme, circondato da un giardino di palme e piante africane. La “gebbia”, anticamente utilizzata per l’irrigazione, è stata trasformata in una incantevole piscina. Si vive l’esperienza dell’autentica ospitalità siciliana grazie al garbo dei proprietari. Da non perdere i piatti preparati dal giovane chef Gabriele Di Vincenzo. Oltre alle camere, tutte arredate diversamente con mobili della tradizione, anche una dependance con piscina privata immersa nell’uliveto. 
  • La Foresteria di Planeta (Menfi). Wine resort ubicato su una dolce collina di Menfi circondata da vigneti e uliveti che degradano fino al mare. Due i punti di forza: i piatti di Casa Planeta preparati dallo chef Angelo Pumilia e abbinati alle etichette più rappresentative della storica famiglia del vino siciliano e poi la spiaggia con accesso riservato ai soli ospiti della Foresteria, un vero angolo di pace per trascorrere indimenticabili giornate di relax nel mare “Bandiera Blu” di Porto Palo.
  • Borgo Giallonardo (Realmonte). Wine relais nel silenzio della campagna siciliana, tra filari di Nero d’Avola e ulivi centenari. Base ideale per un viaggio alla scoperta delle bellezze della zona: Scala dei Turchi, Riserva Naturale di Torre Salsa, spiaggia di Eraclea Minoa e Valle dei Templi. A disposizione degli ospiti una piscina esterna con idromassaggio e cascata emozionale e degustazioni guidate dei vini di Borgo Giallonardo.

TRAPANI e provincia, cosa vedere

  • Parco Archeologico di Selinunte. Uno dei più grandi e straordinari siti archeologici del Mediterraneo, espressione della civiltà classica e dell’autentico stile dorico. Nei dintorni si trova anche la Riserva Naturale della Foce del Belice, la cittadina di Castelvetrano con due autentici gioielli (l’efebo di Selinunte, magnifica statua bronzea del dio Dioniso, di caravaggesca bellezza e la Chiesa di San Domenico, capolavoro indiscusso del manierismo tardo quattrocentesco) e il porticciolo di Marinella di Selinunte per assistere all’asta del pesce che si svolge alle prime luci del mattino.
  • Tempio di Segesta. Costruito intorno al 420 a.C. dagli Elimi, il grande tempio presenta 36 imponenti colonne doriche. La struttura si trova all’interno del Parco Archeologico di Segesta che comprende anche le rovine dell’antico teatro, uno splendido anfiteatro semicircolare utilizzato dai Greci e dai Romani per mettere in scena le loro rappresentazioni ricche d’azione.
  • Fondazione Orestiadi e Cretto di Burri (Gibellina). La Fondazione Orestiadi esplora e ricrea tracce e analogie tra i popoli del Mediterraneo. Ha sede nel Baglio Di Stefano a Gibellina dove si trovano anche il Museo delle Trame e la collezione d’arte contemporanea tra le più importanti d’Italia. Le opere documentano la permanenza degli artisti presso la Fondazione e il loro contributo per il progetto di ricostruzione di Gibellina dopo il devastante terremoto del 1968. In questi spazi e al Cretto di Burri, spettacolare opera di land art, si svolge annualmente una rassegna internazionale di teatro, musica, arti visive con spettacoli e mostre per il pubblico.
  • Cantine Florio (Via Vincenzo Florio 1, Marsala). Uno dei luoghi simbolo di Marsala, cittadina sull’estrema punta occidentale della Sicilia che dà il nome all’omonimo e leggendario vino, la più antica DOC italiana (dal 1833), promosso da Vincenzo Florio, personaggio visionario che sfidò la concorrenza delle aziende inglesi scrivendo alcune delle pagine più belle dell’imprenditoriale dell’isola. Passeggiare tra le antiche arcate e le botti delle cantine storiche, dove riposa il marsala, significa fare un viaggio indietro nel tempo (aperte tutto l’anno per visite e degustazioni).
  • La “Via del sale” tra Marsala e Trapani. Lungo il litorale che collega Trapani con Marsala si trovano le Saline della Laguna: un territorio di grande fascino, con i tipici mulini e i cumuli di sale marino. D’estate i raggi del sole riflessi nelle vasche regalano il tramonto infuocato più bello di tutta l’isola.

TRAPANI e provincia, dove mangiare

Osteria il Moro (Via Garibaldi 86). In un palazzo ottocentesco nel cuore del centro storico di Trapani, i fratelli Enzo (in sala) e Nicola (chef) Bandi hanno aperto una osteria che propone percorsi enogastronomici in grado di esaltare profumi e sapori della tradizione culinaria trapanese e siciliana, sempre in chiave contemporanea. Nella bella stagione ci si accomoda nei tavoli del dehors. 

Cantina Siciliana (Via Giudecca 32). Storico ristorante nel quartiere ebraico di Trapani. Pino Maggiore è da anni l’ambasciatore della cucina trapanese che vede nel couscous il suo piatto simbolo. Ricette semplici e di gusto, che prediligono il pesce povero e di prossimità, sempre nel rispetto della stagionalità. Notevole la cantina, con una carta vini tra le più ampie della Sicilia. 

Ciacco Putia Gourmet (Via S. Cammareri Scurti 3, Marsala). Ciacco è il format che ha rivoluzionato la scena food di Marsala, la città del vento. Una bottega con cucina con i tavolini disposti nella bella piazza barocca. Si assaggiano le “ricette di casa” che difficilmente trovano spazio nei menu dei ristoranti. L’idea è di Francesco Alagna e della moglie Anna Ruini, a cui si deve il merito di aver restituito dignità all’iconico vino marsala con la creazione di una wine experience dedicata. Novità di quest’anno è invece Busi.ate, la tipica pasta trapanese proposta in formato da passeggio.

Trapani e provincia, dove DORMIRE

  • Hotel Ristorante Pocho (Makari, San Vito Lo Capo). Delizioso hotel nella frazione di Macari (località recentemente balzata alla ribalta dopo il successo dell’omonima fiction Rai), ottima alternativa alla folla balneare della spiaggia di San Vito Lo Capo. Le camere sono elegantemente arredate, mentre al ristorante (aperto su prenotazione anche agli esterni) la padrona di casa Marilù Terrasi prepara il couscous trapanese più buono di tutta la Sicilia.
  • Melia Resort (Via Bagno 2, Mazara del Vallo). Tra le città da visitare nella “west coast” siciliana c’è la multiculturale Mazara del Vallo con l’imponente cattedrale barocca, il Museo del Satiro Danzante e i vicoli dell’antica Casbah dove si trova il Meliaresort, dimora storica adattata a boutique hotel con 10 spaziose camere decorate con stucchi e affreschi.
  • Momentum Wellness Bio Resort (S.S. 115/dir. km 5+552,80 – Castelvetrano). Un resort di lusso per trascorrere una vacanza all’insegna del benessere e dei piaceri della tavola. Momentum è ricavato all’interno di un tipico baglio siciliano e si inserisce in maniera armonica nel contesto naturale dall’area archeologica di Selinunte. A disposizione degli ospiti una piscina a sfioro sugli uliveti, la spa con annessa area fitness e il ristorante bio con prodotti a chilometro zero.

USTICA

Un frammento di terra e roccia circondato dal Mar Tirreno. Ustica la si raggiunge facilmente dal Porto di Palermo (collegamenti giornalieri tutto l’anno). La bellezza dei suoi fondali attira sub esperti da ogni angolo del mondo. si raggiunge facilmente dal porto di palermo ed è un gioiello di mare, buon cibo e natura Non solo mare, l’isola nasconde infatti anche una riserva naturale con sentieri tracciati per chi vuole praticare trekking mentre gli appassionati di enogastronomia potranno deliziare il palato con le specialità della tradizione isolana: al Faraglione dei fratelli Tranchina, affacciato sul porticciolo, si mangia il pesce spada più buono di Sicilia; il Kiki’s è invece il bar di riferimento, da non perdere la vastedda usticese (un panino con alalunga, scalogno e pomodoro) e le arancine ripiene di lenticchie; mentre da Carruba, ristorante della giovane chef Martina Natale, nascosto in un vicolo di pietra davanti l’antico mulino, si va per provare l’immancabile zuppa di lenticchie, il barracuda (pesce azzurro con poche spine e dal sapore delicato) e i parapandoli, tipici gamberetti serviti crudi e marinati con olio e limone.

Per dormire si prenota all’agriturismo dell’azienda agricola Hibiscus, che è anche l’unica realtà vinicola di Ustica. Tra le aperture recenti segnaliamo l’Ailanto Park, un’eco-discoteca (plastic free, decibel controllati e prodotti del territorio) gestita dal giovanissimo usticese Tonino Basile. Per maggiori informazioni www.visitustica.it 

PANTELLERIA

L’isola del sole, del vento e del Passito. Sospesa tra Europa e Africa, il suo paesaggio è caratterizzato da muretti a secco, dammusi, terrazzamenti, capperi e alberelli panteschi. Pantelleria però non è per tutti, c’è un detto secondo cui “la ami o la odi”. Più di 51 chilometri di costa e nemmeno una spiaggia, “una bellezza agghiacciante” come la definì Truman Capote, che non vuole essere preda del turismo di massa. Nel 2016 è stato istituito il Parco Nazionale Isola di Pantelleria che offre diversi pacchetti naturalistici ai visitatori, mentre il Consorzio Vini Pantelleria Doc organizza ogni estate un festival con degustazioni di Zibibbo presso le cantine e i principali ristoranti. Tra le attività consigliate: una visita alla tenuta di Donnafugata con il Giardino Pantesco donato al FAI; un bagno nel Lago di Venere o sotto l’Arco dell’Elefante, un aperitivo al tramonto sui tetti bianchi dei Sesiventi o presso la Cantina Basile, e una cena all’Osteria il Principe e il Pirata.

Per dormire c’è il Sikelia, unico hotel 5 stelle lusso dell’isola oppure il Pantelleria Dream, resort dove le camere sono ricavate all’interno di piccoli dammusi indipendenti vista mare. L’Emporio del Gusto, nel paese, offre invece la migliore selezione di specialità pantesche da portare a casa (si effettuano spedizioni). Per informazioni www.consorziodipantelleria.it e www.parconazionalepantelleria.it 

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