Lampl Stube del Lamm a Castelrotto e Marc Oberhofer

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Testo di Gualtiero Spotti

Foto di Benedetta Bassanelli

Castelrotto è una delle perle della montagna altoatesina. A pochi chilometri da Bolzano si è immersi nella natura e tra le pieghe sinuose di un’alpe, quella di Siusi, che conduce fino alle vette dolomitiche. Sono luoghi di villeggiatura apprezzati e che per diversi motivi attirano l’attenzione del viaggiatore in quasi tutte le quattro stagioni dell’anno.

E tra le molteplici attrattive dell’area non si può non citare anche la gastronomia, che se da un lato mette in campo la tradizione più solida di queste valli (come si fa a non assaporare la sapida consistenza e la succulenta sintesi della montagna racchiusa in un canederlo, oppure sgranocchiare uno schüttelbrot accompagnato dallo speck?), dall’altro inizia a raccontare storie di evoluzione nello stile di qualche cuoco più intraprendente.

È il caso del bravo Marc Oberhofer che, originario dell’Alpe di Siusi, si destreggia nelle cucine dell’Hotel Lamm di Castelrotto dando soddisfazione alla clientela dell’albergo in un ristorante di buon livello, il Zum Lampl, che tra sale interne e terrazza esterna si impegna lungo tutta la giornata a partire dalle colazioni fino all’ora dell’aperitivo e oltre.

Ma in realtà il lato più estroso e creativo del cuoco lo si vede soprattutto nelle Lampl Stube, piccola ed elegante sala gourmet con solo tre tavoli e un numero di ospiti che difficilmente supera le dieci unità. Uno spazio di confidenza, prendendo a prestito il nome di una sezione del cartaceo di Cook inc., dove si entra più in profondità in una cucina che si definisce per la sua ecletticità “fine fusion”.

Martin e Traudi Kritzinger della Fattoria Salmerin

E non a caso si nutre di un’ottima materia prima locale, recuperata nei masi bio della zona (lo speck ma anche qualche trota e i cereali arrivano dalla fattoria Salmsein di Martin Kritzinger di Fiè allo Sciliar) cui si aggiunge la qualità della Wagyu, dei gamberoni, del caviale e che prosegue negli esotismi con i dolci dove esplode la dolcezza di preparazioni con banana, vaniglia e frutto della passione.

Coadiuvato dal sous chef Luigi Iadicicco, Marc mette in campo, e nei due menu degustazione dai quali si può attingere, una concretezza alpina che oltre a rappresentare bene il territorio (ginepro, abete rosso, crauti, licheni e lardo fanno capolino spesso nei piatti) presta il fianco ad accostamenti piacevoli e spesso inusuali dal sapore internazionale.

Tra le suggestioni più riuscite figurano la carne Wagyu con anguria e, appunto, crauti, o il piacevolissimo piatto chiamate 3 zuppe in una volta, che in qualche modo, e per chi gode di ottima memoria sui piatti vegetariani, riporta alla mente una preparazione cara a Pietro Leemann nel suo Joia milanese. E ancora, l’equilibrio e la delicatezza nel trattare il pesce, con il Salmerino al ginepro e abete rosso o il Branzino con spinacio d’acqua e licheni. In tutto due percorsi avvincenti quelli della Lampl Stube, di gran classe e in un ambiente ovattato gestito con savoir faire da Gianluca Rovai, maître appassionato di torrefazione e caffè, che alla fine del pasto sa stupire gli ospiti preparando una moka direttamente al tavolo.

Lampl Stube dell’Hotel Lamm

Via Dolomiti, 19 – Castelrotto (Bz)

Tel. 0471.706343

www.lamm-hotel.it

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