La pioggia salva i raccolti dopo due mesi di siccità

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Dopo che il ritorno della neve in primavera sulla Penisola ha decimato i raccolti di frutta e verdura colpendo anche florovivaismo, vigne e ulivi, nelle campagne lungo tutta la Penisola, il ritorno della pioggia salva campi e colture dopo due mesi senza piogge significative con la siccità che ha colpito in particolare il centro nord facendo abbassare il Po come ad agosto mentre il livello del lago di Como è a un passo dal minimo storico degli ultimi 70 anni.

L’arrivo delle precipitazioni rappresenta una boccata di ossigeno per gli agricoltori La pioggia salva i raccolti dopo due mesi di siccità

L’arrivo delle precipitazioni rappresenta una boccata di ossigeno per gli agricoltori

L’arrivo delle precipitazioni rappresenta una boccata di ossigeno per gli agricoltori costretti alle irrigazioni di soccorso lungo il bacino del Po, dove si produce 1/3 di tutto l’agroalimentare Made in Italy.

Al Ponte della Becca nel Pavese il livello idrometrico è di quasi -2, metri, praticamente lo stesso registrato a fine agosto 2020, con la portata del più grande fiume italiano finita ben al di sotto delle medie di periodo (-48%) secondo Anbi.

Situazione idrica di profondo rosso anche per i fiumi dell’Emilia Romagna, tutti abbondantemente sotto la media mensile, dall’Enza, al Secchia, dal Reno alla Trebbia che registra una portata di appena il 30% sulla media storica di aprile spiega Coldiretti. La carenza idrica riguarda anche il lago di Como – precisa la Coldiretti – al quale mancano poco più di 25 centimetri prima di raggiungere il minimo storico di sempre con un riempimento di appena il 21%.

La pioggia è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

Per salvare le colture dal grande secco degli ultimi due mesi dall’Emilia Romagna al Piemonte, dal Veneto alla Lombardia gli agricoltori hanno fatto scattare le irrigazioni di soccorso sui campi seminati, su ortaggi e verdure, su kiwi, fragole e vivai fino ai prati per il foraggio. Alla siccità si è aggiunto lo shock termico causato dal brusco sbalzo di temperature passate in pochi giorni da un caldo semi estivo a un freddo da pieno inverno con notti sottozero e gelate in un saliscendi di clima impazzito che mette a rischio i raccolti che in alcuni casi sono stati anche dimezzati.

L’aumento degli eventi climatici estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità ha modificato la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni con danni per 14 miliardi di euro in dieci anni.

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