La magica Camogli: cosa visitare e dove mangiare

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Se la guardi dall’alto è ancora più magica. Se vi trovate sulla statale SS1 in direzione Genova, rimarrete piacevolmente colpiti dagli scorci nascosti dietro ogni curva. A un certo punto, superato San Lorenzo della Costa, prima di scendere verso Camogli, si passa da Ruta di Camogli. Ecco, quando arrivate, non andate oltre, fermate la macchina e il tempo per qualche minuto. Parcheggiate, andate sul piazzale che affaccia su Camogli e intravede Genova, e godetevi ogni istante. In quel momento, specialmente se andrete al calar del sole, assaporerete Camogli sotto una luce diversa, più magica, più unica, più bella.

La magia di Camogli

Quando “c’è mare”, le onde arrivano fino alla Dragonara e sfiorano il campanile dell’Assunta. Il castello, o quel che ne resta, e la chiesa proteggono il piccolo porto, pieno di gozzi e di altre barche. Una di queste è il Dragun, varata il 1 maggio 1969, ideata dall’artigiano Ido Battistone. Si tratta di un’imbarcazione con caratteristiche dello sciabecco e della galea, ricavata dalla trasformazione di una scialuppa di salvataggio di una nave dei primi del Novecento. Il Dragun ha solcato tutti i mari e i fiumi d’Europa e molti del mondo, con i suoi 12 remi e le sue due vele latine. È uno dei simboli di Camogli, con la Cooperativa dei pescatori e con il Cenobio dei dogi, dall’altra parte della baia rispetto alla chiesa e al castello. Li unisce il lungomare, costruito nel 1913. Prima le case crescevano, una sull’altra, a partire dalla spiaggia, adesso una sull’altra a partire dal lungomare. L’altro vanto locale è, appunto, la Cooperativa dei pescatori, 30 soci, 30 barche e una tonnarella, cioè una rete fissa con un sistema di pesca tradizionale e altamente sostenibile. Il pesce, solo di taglia medio grande, rimane imprigionato nel meccanismo delle camere e concentrato tra le barche. Così i pescatori possono controllare il pescato e liberare i pesci sotto taglia, non vendibili o di cui è proibita la pesca. Il pesce finisce nelle cucine dei ristoranti della zona o nelle due pescherie della cooperativa, una a Camogli e una a Recco e, la seconda domenica di maggio, nella padellona di quattro metri di diametro protagonista della Sagra del pesce e della festa per il patrono della cittadina, san Fortunato. C’è una predilezione particolare per l’acciuga, pesce povero, ma nobile, venduto fresco o sotto sale, conservato nelle “arbanelle” di vetro da portare via.

Camogli
Camogli.

Le specialità

Nel borgo ci sono diversi ristoranti, tra cui Da Paolo, che offrono una cucina classica, con le specialità locali: dalle acciughe al limone a quelle al pomodoro e origano, dai gianchetti agli spaghetti con sughi di mare, dalle trenette al pesto alle fritture e alle grigliate. In Liguria, con il pesce che arriva davanti casa, la fantasia nelle preparazioni difetta un po’, ma il prodotto è eccezionale. Del resto, al mattino, quando acquisti la focaccia calda e fragrante di Revello, anche la domenica (fu il primo ad aprire, una lotta), non vuoi nient’altro. Oltre alla classica, c’è quelle con acciughe, pomodoro fresco, olive e origano; quella con cipolle, zucchine e origano; e poi la focaccia di Recco IGP, la galletta del marinaio con cui si prepara la capponadda, un tempo insalata povera, ma ricca di ingredienti. E poi si andava per mare.

Per dormire c’è il famoso Cenobio dei dogi con spiaggia privata e panorama mozzafiato, o la tranquillità elegante di Villa Rosmarino, salendo verso il Boschetto. Una bella villa ligure ristrutturata con sei camere senza numero e con un motto: «Questa casa non è un albergo». A San Rocco, sulle pendici del Monte di Portofino, si trova un ristorante molto amato dal pubblico, la Cucina di Nonna Nina, con i suoi piatti della tradizione: dal minestrone ai corzetti (medaglioni di pasta fresca) con sugo di carciofi al cappon magro, fino allo stoccafisso accomodato, “stocche accomodou”.

Per un’aperitivo con vista mozzafiato non potete perdervi ai Muagetti, sulla stradina che porta a Punta Chiappa. Il bar è nella roccia, ma i tavoli offrono una vista sul golfo Paradiso da mettersi a cantare. Muagetti vuol dire muretti. Scesi a Punta Chiappa, dove si può arrivare anche con il battello, ci sono altri ristoranti e l’hotel Stella Maris che ha un tavolo con vista dedicato a Lord Byron, uno dei tanti viandanti che alloggiarono in questo luogo magico.

I dintorni

Per gli amanti delle escursioni Il Parco di Portofino regala sentieri e stradine unici, dai più semplici ai più impegnativi. Una delle mete di queste magiche passeggiate è San Fruttuoso, una chicca nel Golfo del Tigullio, dove potrete trovare l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli, un piccolo gioiello incastonato tra le rocce e il mare. Incorniciata dal verde del Parco di Portofino e abbracciata dal blu cristallino del mare, l’abbazia si staglia all’interno di un’incantevole baia naturale, regalando uno spettacolo davvero unico a tutti i visitatori. Non stupisce quindi che l’abbazia sia sotto la tutela del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Di fronte, tra Camogli e Portofino, a 17 metri di profondità nel mare c’è il Cristo degli abissi: statua bronzea sul fondale della baia di San Fruttuoso. Per vederla vengono organizzate delle immersioni subacquee organizzate.

Dove mangiare

Da Paolo
Via San Fortunato, 14 Camogli (Ge)
Tel. 0185-773595

La Cucina di Nonna Nina
Viale Franco Molfino, 126 San Rocco di Camogli (Ge)
Tel. 0185-773835

Dove fare acquisti 

Pasticceria-Panetteria Revello
Via Garibaldi, 183 Camogli (Ge)
Tel. 0185-770777

Cooperativa dei pescatori
Via della Repubblica, 174 Camogli (Ge)
Tel. 0185-772600

Dove dormire

Cenobio dei dogi
Via Niccolò Cuneo, 34 Camogli (Ge)
Tel. 0185-7241

Villa Rosmarino
Via Enrico Figari, 38 Camogli (Ge)
Tel. 0185-771580

Dove fare aperitivo

I Muagetti
Via Mortola, 2 San Rocco di Camogli (Ge)
Tel. 346-5126655

Per un momento romantico

Hotel Resort Stella Maris
Via S. Nicolò, 68 Camogli (Ge)
Tel. 0185-770285

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