La dieta del cervello: 5 ricette per cambiare marcia

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La dieta del cervello: 5 ricette per cambiare marcia



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Esce «La dieta del Cervello», il libro della psichiatra nutrizionale Uma Naidoo che spiega perché un’alimentazione corretta è il primo passo per combattere anche disturbi psicologici

Ormai dovremmo saperlo: dal cibo dipende la nostra salute. Forse, però, non ci rendiamo ancora conto abbastanza di quanto possa influire su quella mentale: l’alimentazione corretta non aiuta solo a prevenire malattie croniche come il cancro o il diabete, può essere un supporto fondamentale per sconfiggere disturbi psicologici che incidono pesantemente sulla qualità della nostra vita come la depressione, l’ansia, anche la semplice difficoltà di concentrazione.

Lo spiega La dieta del Cervello (Rizzoli), nuovo libro scritto da Uma Naidoo, psichiatra nutrizionale che lavora al Massachusetts General Hospital e insegna alla Medical School dell’Università di Harvard, che è anche chef professionista: una pioniera negli studi che hanno dimostrato il legame tra il nostro cervello e l’intestino, e che dalla ricchezza del nostro microbiota dipende la ricchezza della nostra vita.

COSA MANGIARE (E COSA NO)


Da cosa cominciare? Dall’eliminazione – o comunque drastica diminuzione – di tutti quei cibi che provocano sbalzi glicemici e accumuli adiposi, per esempio alimenti industriali ricchi di grassi trans, quelli che derivano da farine raffinate (per esempio il pane bianco) perché sono pieni di zuccheri semplici, carni rosse e in generale grassi di origine animale, fritti, zuccheri aggiunti: praticamente gli stessi cibi che alla lunga, causano obesità e malattie croniche.

L’aumento di disturbi psicologici nei Paesi occidentali, come ricorda la dottoressa Naidoo, prosegue infatti di pari passo con l’aumentare dell’obesità. L’Italia non fa eccezione e anzi, è un esempio perfetto: un adulto su tre ormai è obeso e le cifre sono aumentate nell’ultimo anno, con la pandemia, mentre intanto si sono moltiplicate le persone che soffrono di depressione o ansia, 150mila nella sola Lombardia. Numeri enormi su scala mondiale tanto che l’OMS ha ufficialmente dichiarato che l’emergenza Coronavirus riguarda anche la salute mentale.

La base per ripartire resta riscoprire lo stile di vita mediterraneo. Perché una dieta ricca di verdure, frutta, cereali integrali, legumi come fonte proteica primaria seguiti da pesce, uova, formaggi e carne bianca (se proprio non si può rinunciare), resta la migliore via per vivere in salute. Partendo da qui, come spiega l’autrice del libro, ciascuno può puoi personalizzare l’alimentazione: per esempio, chi soffre d’ansia ha spesso una grossa carenza di vitamina D, vitamina cruciale anche per il buon funzionamento delle ossa presente in elevate quantità in alcuni latticini, o di triptofano (da cui deriva la produzione di serotonina, ormone del buon umore), che è contenuto ad esempio nei ceci e si assorbe meglio se abbinato ai carboidrati. O, ancora, chi soffre di iperattività, dovrebbe fare il pieno di cibi ricchi di polifenoli, come frutti di bosco o tè verde e ricchi di minerali come zinco, ferro potassio e magnesio. In base a questo la dottoressa, alla fine del libro, suggerisce anche 10 menu per altrettante problematiche, con ricette facilissime: per farvi un’idea, ne trovate 5 nella gallery sopra perfette per cena.

PERCHÉ PROVARE


Il piatto è la soluzione definitiva? La risposta è, ovviamente (e purtroppo), no. Però può essere un valido sostegno nell’ambito di una cura ben pianificata. «Scelte alimentari sbagliate  – scrive la dottoressa Naidoo nel suo libro – portano a un aumento di problematiche psicologiche, che a loro volta conducono a cattive abitudini in fatto di cibo. Finché non risolveremo i problemi di alimentazione, non ci sarà farmaco né psicoterapia in grado di arginare la marea montante dei disturbi psicologici che affliggono la nostra società». Per vedere le ricette sfogliate la gallery sopra

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