Italia: è il momento della ripartenza. Ecco cosa dice il Decreto Sostegni Bis

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Un decreto che guarda al futuro e non lascia indietro nessuno. Approvato il Decreto Sostegni Bis: è tempo di ripartire.

“Guarda al futuro, non lascia indietro nessuno” dice Mario Draghi nell’introdurre il nuovo Decreto Sostegni bis approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì 20 maggio. Pensato per dare aiuti ma soprattutto per rilanciare il paese: l’aspettativa – dichiarata – è un rimbalzo dell’economia già in questo trimestre, con la prospettiva del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quell Recovery Plan su cui si concentrano attenzione e aspettative. Il premier auspica, infatti, che di decreti come questi non ci sia più bisogno in futuro, se la campagna vaccinale continua a dare gli esiti sperati e l’andamento della pandemia a essere favorevole, così che si possa tornare alla normalità: “Il miglior sostegno è la riapertura”.

Il Decreto Sostegni Bis

Il valore complessivo è di circa 40 miliardi – 17 a imprese e professioni, 9 alle imprese per aiuti sul credito, 4 ai lavoratori e alle fasce in difficoltà – tra ristori a fondo perduto (15,4 miliardi di euro), il rifinanziamento del Rem (il Reddito di Emergenza) fino a settembre 2021, uno stanziamento (100 milioni) per i negozi che si sono dovuti fermare per le restrizioni imposte dall’emergenza Covid, la proroga del Superbonus. I punti nevralgici – a parte gli interventi riguardanti salute, giovani, scuola e ricerca – sono il sostegno alle imprese, con interventi per tagliare i costi fissi, migliorare l’accesso al credito e la liquidità delle imprese: oltre la metà delle risorse va infatti alle aziende che hanno subìto i colpi delle misure di contrasto all’emergenza Covid; ma ci sono anche interventi a favore del lavoro e per le politiche sociali e il sostegno agli enti territoriali. Attenzione anche per il comparto turistico (con, tra l’altro, 50 milioni per le città d’arte e ad alta vocazione turistica), con ulteriori risorse (150 milioni di euro), la conferma del bonus vacanze e una indennità una tantum (di 1.600 euro) ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, (ma anche per spettacolo e sport). “Per la prima volta accanto al criterio del fatturato si usa anche l’utile che è molto più giusto ma ovviamente ci vorrà più tempo, la seconda novità è l’arco temporale che ora abbraccia 370mila nuove partite Iva che vengono incluse”.

Sostegno alle imprese

Tra le misure presenti, un sostegno agli affitti per gli immobili non di uso abitativo, con la proroga del credito d’imposta per i mesi da gennaio a maggio 2021, che nel caso di imprese del settore alberghiero e turistico (inclusi agenzie di viaggio e tour operator) è estesa fino a luglio 2021. Valore complessivo è di oltre 1,8 miliardi di euro, ci sono poi nuovi Fondi per attività legate al turismo invernale (altri con 100 milioni di euro), eventi, cerimonie e parchi tematici (120 milioni di euro), a questo si aggiunge il Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse (100 milioni di euro). Riguardo utenze e tributi, viene prorogato fino a luglio 2021 il contributo per il pagamento delle bollette elettriche non per uso domestico e slitta al primo gennaio 2022 l’entrata in vigore della cosiddetta plastic tax, mentre c’è l’esenzione della Tari per esercizi commerciali e attività economiche colpite dal lockdown (600 milioni di euro) ed è differita fino al 30 giugno 2021, la sospensione delle attività dell’Agente della Riscossione. Altro capitolo importante: la proroga dal fino al 31 dicembre 2021 dell’esenzione dal versamento del canone unico Tosap, in cui rientrano anche i tavolini esterni delle attività di ristorazione e pubblico esercizio e le occupazioni temporanee per l’attività mercatale. Ulteriori 1,6 miliardi di euro sono destinati al Fondo per l’internazionalizzazione delle imprese. Prorogata al 31 dicembre la moratoria per le PMI introdotta dal decreto Cura Italia. Un intervento a sostegno della liquidità con la moratoria straordinaria dei prestiti e delle linee di credito concesse da banche e intermediari finanziari a micro, piccole e medie imprese.

Blocco dei licenziamenti e sostegno all’occupazione

Diverse le misure pensate in direzione di un rilancio del mercato del lavoro, a partire dell’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, stavolta fino al 28 agosto del 2021, per le imprese che richiedono di poter utilizzare la cassa Covid fino al 30 giugno, insieme a questo sono previste una serie di misure a sostegno del lavoro tra cui la proroga della Cig, i contratti di solidarietà al 70% per 26 settimane, il contratto di rioccupazione per tutti i settori lavorativi (non solo quelli maggiormente colpiti dall’emergenza) che coinvolge tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato (qualsiasi sia dall’età del dipendente) con uno sgravio del 100% dei contributi con un limite massimo di 6.000 euro e per un massimo di 6 mesi. Si estende anche ad aziende fio a 100 dipendenti il contratto di espansione. In quest’ottica anche l’istituzione di “Scuole dei mestieri” per garantire  figure specializzate.

Reazioni positive dalle associazioni di categoria: Confcommercio sottolinea alcuni punti – definiti “passi avanti” – per esempio l’ampliamento delle tipologie d’intervento e il loro almeno parziale rafforzamento, l’alleggerimento dei costi fissi e la questione Tari, ma – dicono “l’emergenza è ancora aperta”, questi interventi non sono sufficienti, “per ripartire bisogna riaprire tutto”.

Agricoltura

2 miliardi per l’agricoltura, tra indennità, esonero dei contributi previdenziali e assistenziali dei datori di lavoro e lavoratori autonomi delle aziende agricole appartenenti ai settori agrituristico e vitivinicolo, comprese le aziende produttrici di vino e birra; tra gli interventi, anche il rafforzamento delle garanzie Ismea a favore degli imprenditori agricoli e della pesca; e l’incremento del Fondo di solidarietà nazionale e delle percentuali di compensazione Iva applicabili alle cessioni di bovini e suini vivi (al 9,5%). Fa storcere il naso l’esclusione della cessione del credito d’imposta per le imprese che investono in innovazione nell’ambito del piano Transizione 4.0, “Un’esclusione grave” secondo Confagricolturache condizionerà gli investimenti delle imprese nella fase di ripartenza post Covid”, mentre sono accolte favorevolmente le iniziative a sostegno del comparto.

Contributi per le Partita Iva

Si rinnova al 100% il contributo a fondo perduto già concesso con il Decreto Sostegni per i soggetti che hanno partita Iva. Non solo: un ulteriore aiuto a fondo perduro (alternativo al primo) arriva anche ai soggetti titolari di Partite IVA che svolgono attività di impresa, arte o professione o che producono reddito agrario – dunque senza limiti settoriali o vincoli di classificazione – purché, nel secondo periodo di imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto, non abbiano registrato ricavi superiori ai 10 milioni di euro e abbiano subito una perdita del fatturato medio mensile di almeno il 30% tra il primo aprile dello scorso anno e il 31 marzo 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (primo aprile 2019 e 31 marzo 2020). Il contributo è assegnato sulla base del peggioramento del risultato economico d’esercizio e tiene conto dei ristori e sostegni già percepiti nel 2020 e nel 2021, un cambio di prospettiva perché si basa sui risultati economici dei contribuenti, anziché sul fatturato. Valore dell’intervento: 15 miliardi di euro.

a cura di Antonella De Santis

foto di apertura  www.governo.it

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