Il Salame Felino Igp supera il 2020. E ora punta sulla comunicazione via web

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Il territorio parmense è notoriamente vocato a fare (il verbo produrre qui poco attiene) cibo di alta qualità. I colossi, per fama, per valori e volumi e ovviamente per manifesta pregevolezza organolettica sono due: il ParmigianoReggiano Dop e il redivivo Prosciutto di Parma Dop. Quest’ultimo in uscita dal tunnel di operazioni poco chiare che ne hanno inficiato immagine sui mercati. Dopo la nomina del Csqa come organismo di controllo della filiera del prosciutto crudo di Parma qualcosa sta cambiando nel settore. A corollario dei due suddetti colossi, ben propenso a ritagliarsi sua consistente platea di gourmet, un’altra eccellenza della filiera suinicola: il Salame Felino Igp.

Il Salame Felino Igp supera il 2020. E ora punta sulla comunicazione via web

Il Salame Felino Igp per il 2021 punta sulla comunicazione via web

Nel 2020 risultati di poco inferiori al 2019

L’annus horribilis 2020 non poteva non ripercuotersi anche sulle performance di mercato di questo prodotto, tuttavia i risultati sono di poco inferiori a quelli conseguiti nel 2019. Insomma, di flessione trattasi ma non di caduta.

Il fatturato al consumo si conferma sui livelli 2019, superando di poco quota 75 milioni di euro. Crescono la materia prima lavorata (+3% circa), le produzioni etichettate (+2% circa) e il prodotto preaffettato (+8% circa). La contrazione del canale horeca è compensata dalla crescita in Gdo, dove il Salame Felino Igp è ben presente e ben gradito ed apprezzato nel libero servizio. Comincia a essere ragguardevole la presenza all’estero con l’83% delle esportazioni concentrato nei Paesi Ue.

Il Salame Felino Igp supera il 2020. E ora punta sulla comunicazione via web

Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp

Cauto ottimismo

Par l’anno corrente aleggia cauto ottimismo. La riprova non potrà che manifestarsi però solo alla riapertura del canale horeca. Il comparto del Salame Felino Igp raggruppa 14 aziende parmensi, per un totale, considerando anche l’indotto, di circa 500 addetti.

Efficace l’articolata attività del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp, presieduto da Umberto Boschi, che dichiara: «Possiamo considerarci soddisfatti. Per il 2021, il sentimento prevalente è quello di un cauto ottimismo, per quanto sia azzardato fare previsioni: confidiamo nella graduale riapertura di bar e ristoranti, in modo tale da tornare a crescere nel segmento horeca. Con il progredire della campagna vaccinale, anche l’export dovrebbe tornare a far registrare un segno positivo. Non desta particolari preoccupazioni l’uscita del Regno Unito dalla Ue: il quadro normativo è in continua evoluzione, rimaniamo vigili. Passando al mercato domestico, intravvediamo potenzialità di crescita nel segmento della marca del distributore, che, secondo le ultime rilevazioni The European House – Ambrosetti, pesa oggi per l’8% dell’industria alimentare italiana. Sempre più l’offerta private label si sta differenziando, con il lancio di nuove linee premium: una nicchia perfetta per il Salame Felino Igp, prodotto unico per tradizione e per le sue caratteristiche di artigianalità e di eccellenza qualitativa».

Si punta al web

Per quanto riguarda la comunicazione, nell’impossibilità di prevedere la partecipazione a manifestazioni fieristiche o eventi, che in futuro torneranno a essere il principale veicolo di promozione, il Consorzio è orientato a esplorare le potenzialità del web e degli strumenti digitali.

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