Focaccia genovese con lievito madre

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La focaccia genovese nasce intorno all’anno mille a Genova, veniva mangiata farcita con salumi o formaggi accompagnandovi il classico bianchetto (bicchiere di vino bianco) nei forni dove si dovevano affrontare le lunghe attese durante le notti di lavoro. Era tradizione a Genova nel Medioevo, essere consumata persino in chiesa, durante la benedizione degli sposi come auspicio di prosperità. La storia più recente la vede diventare colazione dei portuali fùgassa e vin gianco, dei camalli in particolare, diventando poi cibo da passeggio, uno dei primi veri street food della storia. La focaccia genovese non è molto alta, è soffice all’interno e croccante e dorata ai bordi e sulla superficie, si  differenzia dalle altre focacce per perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale. La si può consumare già a colazione, come spezza fame nella mattinata o come aperitivo. È tradizionalmente accompagnata con un piccolo bicchiere di vino bianco (o gianchetto in ligure). In Liguria è inoltre abitudine più o meno frequente inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione. Le nostre dosi sono sufficienti per una teglia da 30×40 cm.

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