Dieci e lode al Brunello 2016

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In un una Montalcino blindata, deserta e silenziosa si sono svolti gli assaggi in anteprima del Brunello 2016 e del Brunello Riserva 2015. Gli sforzi del Consorzio di tutela della denominazione sono stati davvero ingenti per consentire ai giornalisti presenti di degustare le nuove annate in tutta sicurezza. L’occasione, d’altra parte, era ghiotta: sia la 2016 sia la 2015 sono state grandissime annate, entrambe valutate 5 stelle. Ottime performance si sono avute anche dai Rosso di Montalcino delle annate 2018 e 2019 disponibili in assaggio. Durante la manifestazione, per l’occasione, denominata Brunello Off, sono state assegnate le stelle anche all’annata 2020: ancora 5. Segno che in un anno terribile come quello appena trascorso, qualcosa di buono la natura ha deciso comunque di regalarcelo.

Annata 2016: quali acquistare

Non si esagera nell’affermare che la 2016 è l’annata migliore di sempre e che, arrivata dopo la 2015, fa del Brunello di Montalcino la denominazione attualmente più in forma d’Italia.
Vista l’altissima qualità di tutti i 2016 assaggiati (sono davvero pochi i punteggi sotto il 90) ho stilato una top ten che tenesse conto, oltre che dei punteggi assegnati, anche del prezzo di vendita delle bottiglie, che non superano mai i 50 euro (e in alcuni casi, sono molto sotto tale cifra); mi sono concessa due eccezioni in aggiunta, per vini con un prezzo importante, ma che mi hanno davvero colpito: si tratta dei Brunello 2016 di Poggio di Sotto (circa 150 euro) e di Giodo (circa 130 euro). Ecco gli altri 10, rigorosamente in ordine alfabetico, che vale la pena di mettere in cantina: Altesino, Argiano, Castello Romitorio, Colombaio di Cava d’Onice, Ferrero, La Fortuna, La Palazzetta, Cielo di Ulisse di Podere Le Ripi, Talenti, Poggio al Granchio di Val di Suga.

Annata 2015 Riserva: i migliori assaggi

Come detto, anche la 2015 è considerata un’annata grandissima; dagli assaggi delle Riserve è emersa una maggiore eterogeneità, con punte di assoluta eccellenza e con qualche vino che invece è risultato un po’ troppo sovrastato dal legno. Queste sono le dieci bottiglie raccomandate, ancora in ordine alfabetico, ma con in evidenza tre fuoriclasse, Lisini, Lupi e Sirene di Podere Le Ripi e Mercatale di Ridolfi. Gli altri sette sono: Santa Caterina d’Oro di Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Vigna Manapetra di La Lecciaia, Poggio di Sotto, Talenti, Le Due Sorelle di Tenuta La Fuga e Terre Nere.

Rosso di Montalcino, il buon bere quotidiano

Meritano, infine, un accenno i Rosso di Montalcino, vini molto territoriali, freschi, succosi e proposti con un rapporto tra la qualità e il prezzo davvero invidiabile: sarebbero molto più famosi e citati di quanto in realtà sono se non fossero all’ombra di un fratello maggiore così ingombrante come il Brunello. Ecco i 10 che vale la pena di assaggiare. Dell’annata 2019: Cantina di Montalcino, La Palazzetta, Tornesi. Dell’annata 2018:, Rossofonte di Ciacci Piccolomini d’Aragona, Col di Lamo, Elia Palazzesi Collelceto, Ferrero, La Lecciaia, Podere Casisano e Poggio di Sotto.

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