Cosa bevo in trattoria?

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Al Carroponte
Trattoria La Brinca
Lo Scoglietto
Trattoria del Gallo
Paolo Gori, chef alla trattoria Da Burde

Spesso gli appassionati di vino scelgono il ristorante in base alla selezione di bottiglie prima ancora che per il menù. Se si tratta di locali stellati la cantina è quasi sempre molto ben fornita, ma il discorso cambia quando ci si orienta verso trattorie e osterie, dove può capitare che la scelta dei vini sia davvero deludente. Meno male che esistono le eccezioni: posticini semplici, ma curati, familiari e accoglienti, con la tovaglia a quadretti e le ricette del territorio buone e confortanti come quelle di casa. E con una carta dei vini monumentale, costruita in anni di ricerca, sacrificio e tanta passione, spesso con ricarichi più che onesti. Ecco una selezione di quelli da provare.

Trattoria del Gallo – Gaggiano (MI)

Dista una manciata di chilometri da Milano, ma sembra di fare un salto indietro nel tempo di qualche decennio. Classico indirizzo da gita fuori porta, è gestita dalla famiglia Gerli da tre generazioni e fa parte del circuito delle Premiate Trattorie Italiane. Il pollo alla diavola, grande classico della casa, affianca piatti della tradizione meneghina, come il riso al salto, la costoletta alla milanese e il rognoncino di vitello, e proposte sfiziose che cambiano a seconda della stagione. La carta dei vini si apre con una lettera d’amore di Paolo alla sua cantina e prosegue con una vasta selezione di etichette italiane ed estere, giovani e no, a volte introvabili, con tanti champagne e una bella scelta di magnum e altri grandi formati. Non è difficile incontrare qui qualche produttore lombardo, ma anche qualcuno che arriva da molto più lontano.

Lo Scoglietto – Rosignano Solvay (LI)

Direttamente sulla spiaggia, è il posto giusto per un pranzo vista mare informale e rilassante, a base di pesce locale freschissimo. L’insalata di mare, le acciughe del Tirreno marinate, il misto crudo o gli spaghetti con le vongole sono buonissimi, ma il piatto da non mancare qui è il caciucco alla livornese, da abbinare rigorosamente a un vino rosso. Per la scelta fatevi consigliare da Claudio che ha costruito una grande carta dei vini, con una particolare attenzione per le bollicine italiane e straniere e una bella selezione di champagne di piccoli produttori ancora poco conosciuti.

Al Carroponte – Bergamo

Chi va al Carroponte, prima o poi ci torna, perché è uno di quegli indirizzi dove tutti si sentono a proprio agio. Ambientato in un contesto moderno e curato, ha tante anime, dal bistrò all’enoteca, al ristorante, con proposte sfiziose. Insomma, si può fare un salto qui per un bicchiere di vino e una fetta di salame o sedersi a tavola per il percorso gourmet da 8 portate, ma anche per il lobster roll o il Carroburger, con il pane al sesamo fatto in casa. Oscar Mazzoleni ha una selezione di oltre 1500 etichette e stappa di tutto, anche al bicchiere, e si è meritato il premio Kettmeir Cantina dell’anno 2019 dalla guida I ristoranti d’Italia de L’Espresso. Ci piace che la carta riporta la gradazione alcolica di ogni vino.

Trattoria La Brinca – Ne (GE)

Dopo una giornata in spiaggia, è bello inerpicarsi sulle colline liguri per raggiungere il minuscolo borgo di Ne, con la Trattoria La Brinca, un posto indimenticabile per la passione con cui la famiglia Circella gestisce la cucina e la cantina. Si può salire fin qui per l’Asazin, ovvero l’aperitivo ligure servito in terrazza o nel giardino dell’orto, ma il consiglio è quello di sedersi a tavola per assaggiare gli antipasti della tradizione contadina e le carni ripiene. Al momento di stappare, si può contare su una scelta di oltre mille etichette, alcune rare e preziosissime, molte ideali per conoscere il meglio della poco esplorata viticoltura ligure. Se siete indecisi su cosa ordinare, affidatevi a Matteo Circella, che è appena stato nominato Miglior Sommelier d’Italia dalla guida Michelin 2021.

Trattoria Da Burde – Firenze

Dopo i tanti mesi costretti in casa si torna a viaggiare, per (ri)scoprire le nostre città d’arte e Firenze è una meta da non mancare, anche per la cucina. A patto però di sapere dove andare, per evitare le trappole per turisti. Un indirizzo sicuro è la Trattoria Da Burde, che serve il meglio della tradizione toscana, dai crostini con i fegatini di pollo, alla ribollita, dalla trippa alla fiorentina a sua maestà la bistecca alla brace. La carta dei vini è a cura di Andrea Gori, degustatore e collaboratore di varie riviste e siti a tema, nonché miglior Sommelier della Toscana nel 2006 e Ambassadeur de Champagne 2011. Troverete un tripudio di Chianti Classico e di Brunello, insieme alle denominazioni toscane meno conosciute e, ovviamente, tanti champagne. Ma se chiedete ad Andrea potrebbero venire fuori dalla cantina tante altre chicche…

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