Carebonara, alle origini della Carbonara

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Tutti ne parlano e tutti la adorano: già, ma come è nata veramente la Pasta alla Carbonara? Per scoprirlo adesso c’è Carebonara – Storia di una ricetta leggendaria, un corto firmato da Xavier Mairesse, premiato regista internazionale. Un modo per celebrare il #CarbonaraDay (6 aprile) nato dalla collaborazione  tra da Barilla e Food For Soul, l’organizzazione internazionale no profit fondata nel 2015 dallo chef tristellato Massimo Bottura e due volte celebrato come migliore al mondo, e dalla moglie Lara Gilmore.

Tra gusto e leggenda

Il corto narra la leggenda secondo cui la Carbonara sia frutto di culture diverse, ideata per caso negli anni ’40 quando un giovane soldato americano (interpretato da Yonv Joseph) e un cuoco italiano (di cui veste i panni il nostro Claudio Santamaria) si incontrarono in una Roma atterrita dai bombardamenti e dalla disperazione. Nacque così l’idea di abbinare il bacon americano, la pasta italiana, uova e pecorino per sfamare le truppe, dando vita al piatto più amato e discusso di sempre – tra i tanti interrogativi nel mondo: guanciale sì, guanciale no, con panna o senza?

1 milione di carbonare: la gara di solidarietà

Barilla ha deciso quindi di ispirarsi a questa versione della storia per dare via a una gara di solidarietà: il 6 aprile infatti, oltre a celebrare la famosa ricetta, saranno donati 1 milione di piatti di pasta distribuiti in tutti i refettori francescani allestiti da Food For Soul nel mondo. 

La mission è chiara: Sostenere i progetti in tutto il mondo permettendo ai partner operativi dell’organizzazione di supportare le persone socialmente vulnerabili nei Refettori in Europa, America e Asia. In un periodo difficile come questo, dove le persone desiderano la normalità dopo oltre un anno duro di pandemia, semplici gesti possono fare la differenza. 

Inoltre Barilla, insieme a Food For Soul, invita tutti il 6 aprile a partecipare al #CarbonaraDay sui social con lo stesso spirito: preparare la propria ricetta di carbonara preferita da offrire a qualcuno a cui teniamo.

«Sono molto felice di aver partecipato a questa iniziativa» ha commentato Claudio Santamaria:«Abbiamo lavorato con impegno per lanciare un messaggio potente: cucinare è un modo per dare. Cucinare è gioia. Quando prepari qualcosa è una grande forma per prendersi cura degli altri».

Una carbonara, mille versioni

Ognuno ovviamente ha il suo segreto per prepararla al meglio. Il segreto di Xavier Mairesse? «Quella preparata da mia moglie a casa. E’ la mia chef personale. Non ho idea del suo segreto ma la sua è davvero eccellente!».

Stessa cosa per Claudio Santamaria che cita la moglie Francesca: «La sua è fantastica. Io sono il suo sous chef. Per noi la ricetta è classica: sono romano, la Carbonara è nel mio dna. Un mio piccolo segreto? Aggiungo il bianco montato a neve alla fine e lo amalgamo delicatamente alla fine per un effetto più cremoso».

Le carbonara di Bottura

«Quella gourmand? Dentro i tortellini, con il guanciale croccante sopra, ovviamente! Per cucinare un buon piatto o un cattivo piatto ci vuole la stessa fatica: ma se ti concentri, ci metti energia e creatività, puoi fare poco anche con pochi, semplici ingredienti» racconta lo chef che evoca un aneddoto a proposito :«Durante l’inaugurazione del Refettorio Gastromotiva a Rio de Janeiro ci siamo trovati ad affrontare molti imprevisti. La sera dell’apertura eravamo senza acqua, elettricità e gas. Non sapevamo come fare, quella sera sembrava davvero impossibile riuscire a cucinare qualcosa per gli ospiti. Poi mi sono ricordato dell’impegno che avevo preso un anno prima nei confronti delle persone in difficoltà, e il motto che ha accompagnato l’apertura del Refettorio Ambrosiano -“NIENTE PIÙ SCUSE”- ha fatto il resto. Grazie a questa consapevolezza sono stato in grado di guardare con occhi nuovi il mucchio di bucce di banana di fronte a me. Grazie a creatività, cultura, conoscenza e, perché no, un pizzico di follia, abbiamo utilizzato quelle bucce di banana per realizzare un incredibile piatto di pasta alla carbonara. Le abbiamo tagliate a dadini e le abbiamo affumicate fino a farle assomigliare a vera e propria pancetta, poi abbiamo aggiunto il parmigiano che ci eravamo portati nelle valigie e la pasta Barilla donata da “Casa Italia”, la casa olimpica italiana – il risultato è stato sorprendente. Questa esperienza ancora oggi mi insegna che una ricetta può essere un vero e proprio atto di solidarietà». 

D’accordo su tutta la linea anche Luca Barilla, vice Presidente del Gruppo Barilla: «Massimo Bottura, con la sua meravigliosa “Food For Soul”, ci ha dato l’opportunità di completare, ancora una volta, quella che dovrebbe essere la missione di una buona Impresa: contribuire al benessere della comunità».

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