Bergamotto: come si mangia e perché è utile contro il colesterolo

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Alimentazione

L’oro verde

Le proprietà del succo di bergamotto e gli usi per la salute e la bellezza

Lucia Resta

Il bergamotto è un agrume di cui si sente sempre più spesso parlare soprattutto come ottimo rimedio per abbassare il colesterolo “cattivo”. Tuttavia non sono in pochi a chiedersi: ma come si mangia il bergamotto? La risposta è molto semplice: non pensate di mangiarlo come se fosse un’arancia o un mandarino, probabilmente vi ritrovereste a piangere, perché è molto aspro, ma per fortuna ci sono altri modi per utilizzarlo e per poterne sfruttare i tanti benefici.

Premesso che mangiarlo come agrume è consentito solo a chi è capace, per esempio, di mangiare senza soffrire anche il limone, il modo ideale per mangiare il bergamotto è sotto forma di marmellata o, ancora meglio, come succo. Se comprate il frutto, dunque, fate una bella spremuta e diluitela ben bene: l’ideale è usare 250 ml di succo in un litro di acqua. Altrimenti acquistate il succo di bergamotto già pronto e anche in questo caso se è puro è sempre consigliato diluirlo. Ormai esistono in commercio diversi tipi di bevande ottenute da questo agrume e potete sfruttarle come dei veri e propri integratori alimentari, perché sono un concentrato di vitamine e sali minerali.

Se vi state chiedendo da dove derivi il nome di questo agrume e se ci sia un legame con la città di Bergamo, è bene che sappiate che le sue origini sono talmente antiche che di preciso ancora non si è capito da dove provenga. Il legame con Bergamo, anche se è stato preso in considerazione, in realtà è molto improbabile, perché attualmente il luogo in cui la pianta cresce rigogliosa è la Calabria, quindi in un clima completamente diverso. Si sono fatte delle ipotesi su una presunta origine nella città spagnola di Berga, ma per adesso la scuola di pensiero che trova più adesioni è quella secondo cui il nome deriva dalla traslazione fonetica della parola turca “beg-ar-mundi”, che significa “pero del signore” e potrebbe essere un riferimento alla forma del frutto.


Dove cresce la pianta del bergamotto —

In botanica la prima volta che si è parlato di questa pianta è stato nel 1646, quando Padre Gian Battista Ferrari descriveva un arbusto molto simile presente nel giardino del Conte di Nola a Napoli. L’origine della pianta è comunque ancora avvolta nel mistero, si sa solo che non deriva da un seme, ma si ottiene solo per innesto. Se provate a piantare un seme che trovate nel frutto otterrete solo un arancio amaro.

Quindi è molto probabile che questo agrume sia una mutazione naturale proprio dell’arancio amaro e ora si può coltivare per innesto su arancio amaro dopo quattro anni dalla semina e i primi frutti arrivano dopo altri tre anni. È per questo che viene chiamato l’oro verde della Calabria: da una parte è difficile ottenerlo, dall’altra, però, è estremamente prezioso grazie alle sue proprietà.

Cresce soprattutto nella zona ionica costiera in provincia di Reggio Calabria, dove ci sono l’habitat e il microclima ideali per il suo sviluppo. In altre zone i tentativi di coltivarlo sono stati assolutamente fallimentari.


Bergamotto, proprietà e benefici —

I calabresi sono stati i primi a capire che questo frutto ha davvero tante proprietà e infatti hanno cominciato a usarlo per curare disturbi della pelle, del sistema digestivo, dell’apparato respiratorio e anche come disinfettante e come unguento contro i dolori reumatici. Poi sono arrivati gli studi medici che ne hanno confermato le qualità. Il medico reggino Francesco Calabrò Anzalone è stato il primo a parlare, nel 1804, della sua utilità nella cura delle ferite, attirando così l’interesse dell’industria farmaceutica.

Un fatto curioso che ha contribuito ad attirare l’attenzione degli studiosi è avvenuto dopo la Prima Guerra Mondiale, quando gli abitanti della zona in cui c’era degli impianti di produzione dell’essenza di bergamotto sono risultati immuni alla spagnola, la temutissima malattia che ha mietuto molte vittime. 

Tra le sue principali proprietà ricordiamo che:

  • è ricco di vitamina C, di vitamina A e di vitamine del gruppo B (B1 e B2);
  • contiene naringenina, un polifenolo che migliora l’assimilazione del glucosio e dunque aiuta ad abbassare la glicemia alta nel sangue;
  • ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie;
  • è ricco di sali minerali come potassio, calcio, sodio e magnesio;
  • contiene i flavonoidi, che sono delle sostanze chimiche di origine naturale, dei composti fenolici, che hanno un grande potere antiossidante e dunque aiutano a combattere i radicali liberi contrastandone gli effetti, il più evidente dei quali è l’invecchiamento. Inoltre sono ottimi alleati contro il colesterolo.


Succo di bergamotto contro il colesterolo —

Il succo di bergamotto, soprattutto se consumato con una certa regolarità, per esempio assumendolo ciclicamente per un mese, tre volte al giorno, un paio di volte l’anno, è un validissimo aiuto contro il colesterolo. Infatti aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo cattivo LDL, aumentando quelli del colesterolo buono HDL perché i flavonoidi che contiene agiscono come statine naturali.

Le statine, lo ricordiamo, sono dei composti chimici di origine naturale o sintetica che hanno la capacità di inibire l’enzima HMGCoA-reduttasi, che ha un ruolo fondamentale nella biosintesi del colesterolo da parte del fegato.

Ebbene ci sono diversi studi che dimostrano l’efficacia del succo di bergamotto contro il colesterolo. Il Professore Giovanni Sindona, direttore del Dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria, con il suo team ha pubblicato uno studio in cui spiega come le tre statine presenti nel bergamotto, brutieridina, mellitidina e peripolina, aiutino ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue con la stessa efficacia dei farmaci usati per questo scopo, ma senza controindicazioni.

Un altro studio, portato avanti dal Professore Francesco Romeo, Ordinario di Cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione di Cardiologia presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha dimostrato che somministrando una o più porzioni di estratto di bergamotto da 500 mg a soggetti con colesterolo alto, dopo un mese il colesterolo buono HDL era aumentato del 42% e quello cattivo era diminuito del 38%. E diminuiti erano anche la glicemia fino al 25% e i trigliceridi fino al 41%.

Non ci sono dunque dubbi sull’efficacia del succo di bergamotto contro il colesterolo e intanto vengono condotti altri studi per verificare la sua utilità contro le patologie cardiovascolari come l’ipertensione arteriosa (la pressione alta) e le vasculopatie. Ma non solo, perché altri studiosi, come il Professore Michele Navarra del Dipartimento Scienza del Farmaco e della Salute dell’Università di Messina, stanno portando avanti studi sulle proprietà antitumorali del bergamotto.


Altri usi dell’olio essenziale —

Per molto tempo il bergamotto è stato usato quasi esclusivamente nel settore dei profumi e della cosmesi. È infatti un ingrediente molto presente nelle piramidi olfattive delle fragranze più famose. Inoltre, proprio grazie alle sue proprietà antiossidanti, è molto utilizzato nelle creme antiage.

Viene inoltre usato per restringere i pori e avere una pelle meno oleosa e purificata dalle imperfezioni, riducendo il sebo in eccesso. È un ottimo rimedio contro l’acne e anche contro la cellulite perché aiuta a riattivare la microcircolazione. Ha un effetto cicatrizzante e quindi si può usare sulle cicatrici. Ottimo anche per la bellezza di unghie e capelli, per questi ultimi, in particolare, è un grande alleato perché combatte la forfora, ne riduce la caduta e li rende più luminosi.

Grazie alle già citate proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, inoltre, si possono usare poche gocce di olio essenziale per fare dei suffumigi e calmare raffreddore, tosse e mal di gola.


Ci sono controindicazioni? —

Abbiamo dunque visto quanto questo frutto sia utile da più punti di vista, ma è lecito chiedersi se ci siano delle controindicazioni. L’utilizzo del succo non ne ha, ma ovviamente chi per esempio soffre di disturbi gastrici deve fare attenzione, un po’ come succede con il limone. Inoltre bisogna sempre ricordare che per godere dei benefici occorre associarne l’uso a un regime alimentare sano ed equilibrato e al regolare svolgimento di attività fisica. Il succo, diluito, è ottimo anche per bambini e anziani, inoltre è molto dissetante, quindi è consigliatissimo per gli sportivi.

Poiché può avere effetti sulla pressione arteriosa, è sempre bene consultare il medico prima di avviare un uso costante di succo, per esempio come arma contro il colesterolo. In particolare chiedete consiglio se soffrite di ipertensione, glaucoma, asma bronchiale e bradicardia. Anche per le donne in gravidanza è consigliato chiedere informazioni al medico.

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