Alessandro Borghese: «4 Ristoranti riparte dal delivery»

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4 Ristoranti 2020: il ritorno dopo il Covid-19
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4 Ristoranti 2020: il ritorno dopo il Covid-19

Nel pieno del primo lockdown, alla domanda di un 4 Ristoranti in tempi di pandemia, Alessandro Borghese aveva risposto spiegando che, al massimo, avrebbero tutti potuto mettersi una maschera intorno al tavolo. Ora che 4 Ristoranti si prepara a tornare davvero su Sky Uno l’8 dicembre, Borghese racconta le effettive novità che hanno permesso al programma, uno dei format che più ci ha tenuto compagnia in primavera, di tornare in onda: nessun concorrente a bordo del van dai vetri oscurati, nessun piatto in condivisione a tavola e nessuna cena, solo pranzi. «Visto che i ristoranti chiudono alle 6 di pomeriggio, abbiamo invertito» spiega Borghese in collegamento su Zoom mentre si tormenta il codino che troneggia sopra la sua testa e anticipa di aver dato finalmente sfogo, in queste nuove puntate, a un’altra sua grande passione oltre alla cucina: la motocicletta.

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«L’ho guidata in Ciociaria. Quando ero un giovane motociclista andavo a fare le scampagnate con gli amici e, ovunque leggevamo la parola “brace”, ci fermavamo» dice Borghese rassicurandoci che molte delle peculiarità di 4 Ristoranti rimarranno invariate: dal confronto al tavolo tra i partecipanti alla categoria special che, in base alla località, premia l’eccellenza gastronomica tipica della regione, dal crudo di mare a Bari agli anolini a Parma, senza dimenticare il ritorno di una certa noncuranza per dettagli a cui Borghese è sempre stato super attento, tipo la pulizia delle cucine. «Dopo tutti questi anni, il fatto di trovare le cucine sporche è una cosa che va fuori dal mio ragionamento» aggiunge scherzosamente Alessandro che, proprio grazie al format prodotto da Banijay Italia, è diventato una presenza rassicurante per milioni di italiani. «Il fatto che il programma piaccia così tanto è per noi un grande orgoglio. Ci divertiamo come il primo giorno e, a giudicare dai meme che vedo in giro, anche la gente si diverte. L’altro giorno mi sono visto con la faccia di Trump che voleva “ribaltare” le elezioni». La pandemia, tuttavia, ha portato anche Borghese a delle riflessioni e a un ripensamento generale dei suoi ritmi di vita. «Ho riscoperto la passione per la lentezza e ho approfondito il rapporto con le mie figlie, che è stata una grande conquista come papà».

Alessandro Borghese
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Il discorso non migliora se rapportato alla sua situazione come ristoratore: «Ci è stato chiesto di adeguarci e lo abbiamo fatto. Ho dovuto salvaguardare l’azienda e i clienti, abbiamo chiuso per 3 mesi e pagato la cassa integrazione anticipata. Al momento il 60% della mia attività è chiusa. Dubito che si riaprirà a Natale: la ristorazione non è un interruttore che si accende e si spegne, è un po’ più complicato di così» dice Alessandro aggiungendo di non essere un grande estimatore del delivery, che il caso vuole sarà il tema principale della prima puntata della nuova edizione di 4 Ristoranti, ambientata a Milano. «Scegliamo una location casalinga, tipo la terrazza di qualcuno, e insieme ai ristoratori ordiniamo la roba e ce la facciamo portare a casa. Prima, però, vado a vedere i ristoranti, mi accingo a valutare l’offerta del menù del delivery e, naturalmente, come arriva la roba». Insieme all’incertezza sul pranzo di Natale – «Lo passerò con le mie figlie e con pochi parenti, una cosa buona che questa situazione ha portato» – Alessandro Borghese chiosa immaginando per il futuro un 4 Ristoranti che si appresta a valutare le attività italiane in Groenlandia non disdegnando qualche cameo nel cinema: «Quando mi chiamerà Martin Scorsese sarò pronto. Anche se mi piscerebbe pure fare il cuoco assassino in un film di Tarantino».

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