Aiutare l’ambiente in concreto e da subito? Ecco dieci spunti da seguire

aiutare-l’ambiente-in-concreto-e-da-subito?-ecco-dieci-spunti-da-seguire

Oggi, 5 giugno, si celebra in tutto il mondo la Giornata dell’Ambiente. Perché è stata scelta proprio questa data? La ricorrenza fu istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1972, per ricordare la Conferenza sull’Ambiente che si svolse a Stoccolma dal 5 a 16 giugno 1972. Fu durante i lavori di quella Conferenza, infatti, che venne delineato il Programma Ambiente delle Nazioni Unite. A questa importante celebrazione aderiscono oltre cento Paesi del mondo, tra cui anche il nostro Bel Paese.

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente Aiutare l’ambiente da subito? Ecco dieci spunti da seguire

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente

Tutti possiamo aiutare il pianeta

Pertanto, lo scopo di questa Giornata Mondiale dell’Ambiente è sospingere noi tutti, abitanti di questo piccolo pianeta, a prendercene cura concretamente. Un post-it prezioso, da tenere in evidenza non soltanto oggi, bensì tutti i giorni, per ricordarci che ognuno di noi non solo può, bensì “deve” fare qualcosa per essere parte del cambiamento di cui la Terra ha bisogno, oggi più che mai.

Tema 2021: ripristino degli ecosistemi

Il tema scelto per questa edizione 2021 è molto impegnativo: “Ripristino degli Ecosistemi”. L’ardimentoso obiettivo, assolutamente e doverosamente da fare proprio e condividere, coerentemente a ciò adeguando i nostri comportamenti quotidiani, è prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi della Terra, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione.

Quindi, ciò sottende una poco edificante quanto lugubremente necessaria presa d’atto: il Pianeta non è sano, tanto è vero che deve essere ricondotto a guarigione. Il cimento è reso arduo da una considerazione apparentemente banale: dovranno portare a guarigione il Pianeta coloro i quali lo hanno fatto ammalare! Ovvero noi tutti. Ce la faremo?

Tra gli obiettivi: far rivivere foreste, terreni agricoli, oceani e montagne

Proprio oggi, giammai casualmente, viene inaugurato il “Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema”, introdotto con la missione globale di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare. Tutto ciò è condizione fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Sappiamo immaginarci cosa è un ettaro? Adottiamo l’elogio del pressappoco. Esso ci legittima a dire che un ettaro è “pressappoco” un campo di calcio. Orbene, si tratta di far rivivere miliardi di campi di calcio! Se non è obiettivo sfidante questo! Ma le sfide vanno colte. Con intelligenza e con entusiasmo. Questa seconda componente, soprattutto alle giovani generazioni di certo non dovrebbe mancare.

Uniti possiamo farcela

Il rischio della retorica è alto. Esso comporta assumere l’atteggiamento disfattista della serie. Sì, e chi sono io che da solo mi affardello di questo compito immane!? La risposta, disarmante, è la seguente: possiamo, e innanzitutto dobbiamo farlo noi tutti perché è più facile di quanto si pensi.

Scegliamo comportamenti virtuosi

Proviamo a scomporre questo sforzo in piccole virtuose pratiche quotidiane; una sorta di decalogo:

  1.  mobilità sostenibile. Usare la bicicletta in tutte le occasioni in cui ciò è possibile e si scopre, volendo e facendo pratica, che è possibile, ancorché dilettevole in molte più occasioni di quanto potessimo immaginare.
  2. autoproduzione. E se imparassimo, recuperando i saperi perduti, a farci il pane in casa? Ma non solo il pane! E se tornassimo ad una saggia attenzione all’utilizzo di detersivi ecologici? Si tratta di riconsiderare totalmente il modo stesso di intendere la pulizia della casa, sino ad arrivare alla cosiddetta casa eco-pulita.
  3. coltivare l’orto. All’incirca l’80% di quanti leggono questo suggerimento, scrollano le spalle e dicono: ma io vivo in agglomerato urbano, in un condominio, come potrei?! E allora, innanzitutto ci si a quel 20% che la potenzialità immediata ce l’ha e poi si torna a quell’80% e gli si dice che un terrazzo ampio va già bene e che molti comuni stanno attrezzandosi per concedere orti in affitto, per far adottare orti e per giungere ad una solidale condivisione di questi orti.
  4. educare l’infanzia, ma anche gli adolescenti, alla tutela dell’ambiente. Spronarli ad informarsi su questa tematica, per il loro bene, per il loro futuro, leggendo i libri adatti, documentandosi anche in approccio multimediale.
  5. nutrirsi bene. Avere come punto focale i dettami della Dieta Mediterranea e saper “fare la spesa”! Privilegiare la filiera corta e approvvigionarsi pertanto il più possibile direttamente dai produttori.
  6. avere amorevole cura per il verde pubblico. Andare oltre l’azione passiva, già di per sé buona, di non deturpare e avvilire il verde pubblico, e dirigere comportamenti, così dando anche il buon esempio, verso la cura proattiva. In particolare, cosa molto istruttiva per i bambini, preparare le classiche bombe seme. Basta avere a disposizione dell’argilla, del terriccio e dei semi di fiori. Si lanciano queste “bombe seme” nelle aiuole trascurate e gli esiti positivi si scorgeranno nel medio termine.
  7. risparmiare energia. Si può. È facile ed è anche economicamente vantaggioso. Impariamo a fruire di lampadine ed elettrodomestici a basso consumo; spegniamo le luci e gli apparecchi elettronici quando non servono, a partire da pc, stampante e televisione.
  8. raccolta differenziata. Sempre! Senza mai impigrirsi, senza mai cedere all’idea che “ma qui la faccio solo io”.
  9. riduciamo gli sprechi. A tale riguardo, proprio in occasione di questa Giornata Mondiale dell’Ambiente, “Too Good To Go” lancia la campagna Etichetta Consapevole, per spiegare meglio al consumatore la differenza tra “da consumarsi entro il” e “da consumarsi preferibilmente entro il”. L’errata interpretazione di queste diciture causa il 10% dello spreco alimentare a livello europeo. “Too Good To Go” sta implementando su alcuni prodotti un’ulteriore dicitura e dei pittogrammi che ci spiegano che dopo la data “preferibile” il prodotto non è da gettare indiscriminatamente, ma ne vanno verificate le condizioni (anche) attraverso i nostri sensi.
  10. rifiuti elettronici. Sappiamo tutti, vero, che i grandi punti vendita hanno l’obbligo di ritirare gratis le apparecchiature elettroniche di piccole dimensioni, a partire dai telefonini, a costo zero e senza che effettuiamo un nuovo acquisto analogo.

Il ruolo centrale dell’alimentazione sana e consapevole

Noi, abitanti di questo Pianeta, di cui abbiamo comodato d’uso prima di cederlo alle nuove generazioni, siamo sani se è sano il nostro Pianeta. Ed il nostro Pianeta è sano se sono sani gli ecosistemi da cui tutti dipendiamo.

Ne consegue che il rispetto dell’ambiente è una priorità, ed esso parte naturalmente da un’alimentazione sana e sostenibile.

Il Pianeta ci nutre. Senza nutrimento non c’è vita, non c’è neanche sopravvivenza.

Stiamo apprendendo, e potrebbe darci tanta gioia per quanto ci farebbe sentire responsabili, che il Pianeta ci nutre con immensa generosità ma, attenzione, anch’esso però vuole essere nutrito da noi.

Ed il suo nutrimento, condizione necessaria alla nostra vita, è funzione dell’attenzione e del rispetto che gli portiamo.

Che gli portiamo con i fatti, anche con i piccoli fatti quotidiani, quei comportamenti virtuosi di cui il “decalogo” potrebbe essere canovaccio.

Fatti, non parole, per una vita sana che sia ben distante, ben più alta, ben più apprezzabile e gioiosa della mera sopravvivenza.

Gli “insegnamenti” di Dante

Siamo in Anno Dantesco e siamo al 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il grande fiorentino così accorre e ci soccorre:

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza

In apertura ci siamo chiesti: “Ce la faremo?”

Chiudiamo ottimisticamente affermando: “sì, ce la faremo!”


Recommended Articles

Leave a Reply